Weinheim – Scoperto il programma molecolare che, nel cancro delle corde vocali, determina la transizione dei tessuti da uno stato solido e protettivo a uno fluido e invasivo, che favorisce la diffusione della malattia. Sono i risultati di un nuovo studio dell’IFOM, l’Istituto di Oncologia Molecolare di Fondazione AIRC, e del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia della Statale di Milano, che hanno mostrato, per la prima volta, come avviene questa trasformazione e identificato alcune delle molecole che la controllano. I dati dello studio, realizzato grazie al sostegno di AIRC a un programma AIRC “5 per mille”, coordinato da Stefano Piccolo, e dell’Unione europea a un progetto ERC-Synergy, sono pubblicati sulla rivista Advanced Science. Ogni giorno le cellule del nostro corpo sono sottoposte a continue forze meccaniche, che per esempio agiscono sui movimenti necessari alla respirazione, alla fonazione, al battito cardiaco. I tessuti sani sono in grado di adattarsi e resistere a tali forze, senza perdere la propria integrità. Nei tumori epiteliali, invece, tale capacità di adattamento può favorire la progressione. Un tessuto che impara a rendersi un po’ “fluido” può permettere alle cellule tumorali di muoversi, invadere e diffondersi. I tumori epiteliali – tra cui i carcinomi squamocellulari e il cancro delle corde vocali – diventano pericolosi soprattutto quando le cellule maligne acquisiscono la capacità di muoversi, invadere i tessuti circostanti e dare origine a metastasi. Il cancro delle corde vocali origina dagli strati epiteliali che rivestono tali strutture, soggette a sollecitazioni meccaniche continue, e la sua aggressività è strettamente legata all’alterazione delle proprietà fisiche del tessuto. Come questi cambiamenti avvengano a livello molecolare è un quesito che è rimasto a lungo senza risposta. I risultati del nuovo studio, condotto da Hind Abdo e Giorgio Scita, hanno permesso di dimostrare che la transizione verso uno stato fluido e invasivo richiede l’attivazione di geni specifici. “Ciò che rende questa scoperta concettualmente rilevante è che abbiamo identificato un programma molecolare preciso e non una risposta passiva a sollecitazioni fisiche. Tale programma consente la transizione del tessuto da uno stato solido e immobile a uno fluido e invasivo. Un livello di controllo molecolare di questo tipo non era ancora stato dimostrato in questo contesto”, afferma Giorgio Scita, direttore del laboratorio IFOM Meccanismi di migrazione delle cellule tumorali e professore ordinario di Patologia generale al DIPO della Statale di Milano. (9colonne)
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