MILO MANARA: CARAVAGGIO E’ IL MIO SANTO PROTETTORE
“Affrontare Caravaggio per me è stato come saldare un debito enorme che sento di avere nei confronti di questo gigante della storia dell’arte, che è anche il debito che abbiamo tutti verso l’evoluzione portata dalla sua pittura. Anche personalmente mi ha portato fortuna, visto che gli esami di maturità artistica, un passaggio di una certa importanza per un ragazzo, li ho fatti proprio su Michelangelo Merisi. Da allora l’ho sempre considerato il mio ‘santo protettore’”: così in un’intervista a 9colonne Milo Manara, a pochi giorni dall’uscita in libreria di “Caravaggio. La grazia”, volume conclusivo dell’opera a fumetti edita da Panini Comics e dedicata dal maestro al grande pittore italiano. Il fumetto narra la seconda parte della vita di Caravaggio, dalla fuga da Roma fino al suo tragico epilogo a Porto Ercole (Grosseto), seguendo fedelmente la biografia ufficiale, ma anche aggiungendo elementi di fantasia, tra i quali spicca il personaggio femminile di Ipazia. Il primo volume, intitolato “Caravaggio: La tavolozza e la spada” e uscito nel 2015, era stato osannato da pubblico e critica. L’opera, pubblicata nella collana “Panini 9L”, è disponibile in tutte le fumetterie e librerie italiane in tre versioni: Regular, DeLuxe e DeLuxe limitata con stampa autografata. “Ma Caravaggio deve essere considerato un santo protettore da tutti i disegnatori di fumetti e da tutti gli illustratori” aggiunge il fumettista, famoso in Italia all’estero e che nella sua lunga carriera può vantare collaborazioni eccellenti come quelle con Federico Fellini e Pedro Almodovar. “Sono stato mosso – spiega Manara parlando del suo ultimo lavoro su Caravaggio - dal piacere e dalla voglia di raccontare una vita straordinaria, la vita di un artista che ha vissuto come un personaggio dei fumetti: Caravaggio era una specie di avventuriero, picaresco, sempre pronto con la spada, che si è fatto imprigionare varie volte, che è riuscito a fuggire ma che ogni volta che stava per arrivare vicino alla grazia e quindi alla salvezza ne combinava delle altre. La sua vita è stata proprio un romanzo a puntate, per questi motivi mi sembrava particolarmente adatta a essere raccontata a fumetti”. Quello tra Caravaggio e Manara è stato un po’ un “incontro” tra due artisti, ma Manara si schernisce ad essere anche solo lontanamente accostato al genio di Michelangelo Merisi: “Non metterei nella stessa frase me e Caravaggio, c’è una bella differenza . . .” sottolinea con il sorriso l’autore, che poi racconta il suo approccio personale nel raccontare la vita dell’artista: “Ho pensato al personaggio di Ipazia perché c’era bisogno di incarnare l’idea della grazia in un personaggio, e il personaggio più adatto mi sembrava fosse quello di una ragazza che interviene varie volte negli ultimi anni della vita di Caravaggio, tirandolo spesso fuori dai guai. Gli cura la ferita grave che gli era stata inferta nel duello, lo nasconde agli sbirri che lo ricercavano, interviene per liberarlo dalla prigione in cui era stato rinchiuso a Malta e lo salva da un agguato a Napoli in cui rimane ferito. Interviene ancora per l’ultima volta ma troppo tardi purtroppo: finalmente arriva la grazia, che gli viene concessa però solo dopo la sua morte. Questa ragazza rappresenta la grazia che di volta in volta Caravaggio sta per conquistare e ottenere, ma che invece a causa del suo carattere ribelle ogni volta sfuma facendolo precipitare di nuovo nella dannazione”. Manara puntualizza infine come la sua non sia “una biografia da studiare nelle scuole: quello che disegno è il mio Caravaggio. Ognuno di noi quando si trova al cospetto di questi giganti della storia dell’arte ha una propria visione: io ho proposto la mia e spero che sul piano simbolico possa essere capita. Il mio è obiettivo è che qualcuno vada alla Galleria Borghese a Roma o al Louvre a Parigi dove c’è ‘La morte della Vergine’ guardando queste opere straordinarie con uno sguardo un po’ diverso, un po’ più consapevole”.
LIBRI: “FILASTROCCHE PER SENTIRSI GRANDI”, VIAGGIO NEL ROCK
“Filastrocche per sentirsi grandi” è il titolo del nuovo libro per ragazzi del musicista, scrittore e critico musicale Reno Brandoni, dedicato alle figure leggendarie che hanno scritto la storia della musica rock degli anni ’60 e ‘70. Il romanzo di formazione comprende 9 filastrocche in musica (scritte da Maria Elena Rosati, musicate dallo stesso Brandoni e da Stefano Nosei) ascoltabili durante la lettura attraverso i QR code nascosti fra le pagine. Il testo contiene anche due brani, “Il sole nasce per tutti” e “Filastrocca alla rovescia” che vedono la partecipazione del trombettista Paolo Fresu. Protagonista del libro è Sara, che vive la sua adolescenza in un mondo senza musica, condividendo con il nonno una passione segreta: quella per i vinili. Ascoltati di nascosto, in cuffia, per sfuggire al blocco di tutti i dispositivi elettronici imposto da un moderno software centralizzato, saranno proprio nove misteriosi dischi a condurla attraverso l’enigma che avvolge l’improvvisa scomparsa dell’impareggiabile compagno d’avventure sonore. Insieme a questi, altrettante filastrocche, cantate e suonate: in ciascuna un indizio e un insegnamento, un passo in più verso il mondo dei grandi. Riuscirà Sara a ricongiungersi al nonno, a salvare la musica?
LETTERATURA, NASCE A MILANO L’ASSOCIAZIONE CULTURALE ALDA MERINI
“Non avrei potuto scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perché io stessa ero diventata un fiore, io stessa avevo un gambo e una linfa”. Nasce a Milano, su iniziativa delle figlie Emanuela, Flavia e Simona, l’Associazione Culturale Alda Merini. Finalità dell’Associazione, senza scopo di lucro, è quella di “promuovere, tutelare, approfondire e diffondere la figura e l’opera” della grande poetessa (1931-2009), già apprezzata in gioventù da Spagnoletti, Pasolini, Quasimodo e Montale, riscoperta nella maturità grazie all’attenzione di Maria Corti, Giorgio Manganelli, Giovanni Raboni e di editori illuminati, e poi consacrata a partire dagli anni ‘90 con il favore del grande pubblico e l’assegnazione di importanti premi (tra cui, nel 1993, il Librex-Guggenheim Eugenio Montale per la poesia, nel 1996 il Viareggio, nel 1997 il Procida-Elsa Morante e nel 1999 il premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri settore poesia). In occasione del decennale della morte (avvenuta il 1° novembre nel giorno di Ognissanti del 2009), l’Associazione si farà promotrice di alcune iniziative tra cui un Convegno, organizzato in autunno in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e dedicato all’opera e alla forte personalità di Alda Merini, figura originale e anti-conformista della cultura milanese, molto amata anche dalle nuove generazioni.
BRUXELLES, TERRA DI FRONTIERA TRA MONDO LATINO E TEDESCO
Una capitale originale e insolita, vero melting pot di culture ed esperienze diverse, che meglio di altre incarna le molte anime del continente europeo, Bruxelles si situa esattamente alla frontiera tra mondo latino e mondo tedesco e vive di compromessi incredibili e convivenze inaspettate. Il 30% dei suoi abitanti è straniero (di questi il 70% sono europei), conta due lingue ufficiali, tre con l’inglese come lingua franca, è attraversata da un confronto acceso tra laici e cattolici, oltre che da quello di lunga data tra fiamminghi e valloni. Da Marx a Baudelaire, Bruxelles è stata terra d’esilio di numerosi intellettuali europei, e ha nutrito grandi artisti, da Van Eyck a Magritte, ma è stata anche culla di una straordinaria rivoluzione industriale e capitale di un grande impero coloniale. Come tutto questo trovi una sua sintesi imperfetta nella città, metafora di un’Europa incompiuta, è il racconto coinvolgente che ci offrono queste pagine. Beda Romano, giornalista e scrittore, è corrispondente per “Il Sole-24 Ore” da Bruxelles. Ha pubblicato per il Mulino il libro-conversazione con T. Padoa-Schioppa “La veduta corta” (2009) e “Berlino capitale. Storie e luoghi di una città europea” (con S. Romano, 2016); per Sellerio “Il ragazzo di Erfurt” (2014) e per Guanda “La brasserie di Ostenda” (2017).
“CHI È FASCISTA”, IL NUOVO SAGGIO DI EMILIO GENTILE
A 100 anni dalla nascita del movimento fascista, a oltre 70 dalla fine del regime, ‘il fascismo è tornato’. In rete e nei media l’allarme è al massimo livello. Caratteristiche del nuovo fascismo sarebbero: la sublimazione del popolo come collettività virtuosa contrapposta a politicanti corrotti, il disprezzo della democrazia parlamentare, l’appello alla piazza, l’esigenza dell’uomo forte, il primato della sovranità nazionale, l’ostilità verso i migranti. Fra i nuovi fascisti sono annoverati Trump, Erdogan, Orbán, Bolsonaro, Di Maio, Salvini. Insomma, all’inizio del XXI secolo, trapassato il comunismo, disperso il socialismo, rarefatto il liberalismo, il fascismo avrebbe oggi una straordinaria rivincita sui nemici che lo avevano sconfitto nel 1945. Ma cos’è stato il fascismo? È stato un fenomeno internazionale, che si ripete aggiornato e mascherato? Oppure il ‘pericolo fascista’ distrae dalle cause vere della crisi democratica? Sono i temi affrontati da Emilio Gentile in “Chi è fascista”, pubblicato da Laterza. Gentile, storico di fama internazionale, è professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 2003 ha ricevuto dall’Università di Berna il Premio Hans Sigrist per i suoi studi sulle religioni della politica. Collabora al “Sole 24 Ore”. Tra le sue più recenti opere per i nostri tipi, tradotte nelle principali lingue: Fascismo. Storia e interpretazione; La Grande Italia; La democrazia di Dio (Premio Burzio); Fascismo di pietra; E fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma (Premio Città delle Rose; finalista e vincitore del Premio del Presidente al Premio Viareggio); Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo. Storia illustrata della Grande Guerra; Il capo e la folla; “In democrazia il popolo è sempre sovrano”. Falso!; Mussolini contro Lenin; 25 luglio 1943 (Premio Acqui Storia 2018).
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