“Le femmine hanno risorse”. Marica Roberto nei panni di Fata Morgana lo ripete convinta. Più volte. Il suo spettacolo sulle donne vittime delle mafie dal titolo “La Fata Morgana, fantasia su un mito” fa tappa al Cinema Teatro Nuovo di Pisa il 5 aprile, con la collaborazione di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. Lo spettacolo di e con Marica Roberto vede sul palco anche Carmelo Cacciola (chitarra, liuto cretese, voce), Pietro Cernuto (zampogna, flauti, marranzano, tamburello, voce) e Francesco Salvadore (tamburi a cornice, voce). “Femmine e non donne. Una scelta non casuale – precisa l’attrice diplomata alla Scuola di Strehler, fondatrice della Compagnia Attori&Musici ed insegnante di teatro di lunga esperienza – perché la fata porta in scena la forza, il coraggio e quella passione che solo una femmina può avere. Una femmina sa amare, combattere, dare la vita. La femmina si innamora, alleva, partorisce. Per tante ragioni è diversa dal maschio”. Scritto, diretto ed interpretato dalla stessa Roberto lo spettacolo, prosa e musica dal vivo, rende omaggio a “femmine” speciali, donne simbolo di verità e ribellione: da Lea Garofalo (testimone di giustizia e vittima della ‘Ndrangheta) a Palmina Martinelli (la 14enne arsa viva a Fasano nell’81) passando per Tita Buccafusca (moglie di un boss morta per aver ingerito acido muriatico). E poi ci sono Angela Donato, Rossella Casini, Maria Teresa Gallucci con la mamma Nicolina e la nipote Marilena: “Le loro storie meritano di essere raccontate”. Così la fata-Roberto fa rivivere donne innocenti morte perché hanno provato a dire “no”, a ribellarsi a un sistema. Vittime di delitti d’onore, donne che sono state suicidate o oggetto di vendette. Testo vincitore del premio autori di Actors&Poetry Festival, “La Fata Morgana" è frutto di un approfondito lavoro di ricerca di Marica Roberto, da sempre attenta a tematiche di valore civile e sociale. “Nella mitologia celtica la Fata Morgana – spiega – induceva nei marinai visioni che li portavano alla morte. Così difendeva la Sicilia dai barbari. Ma è anche un fenomeno raro osservato nello Stretto di Messina: una forma di miraggio. In questo spettacolo Morgana si fa voce di donne vittime della criminalità organizzata. Racconto di nove vittime come nove sono le sorelle di Morgana secondo il mito”. Il risultato è un monologo forte, coinvolgente, appassionato, potente. Cronaca declinata in forma artistica.
JESUS CHRIST SUPERSTAR, AL VIA IL NUOVO TOUR EUROPEO
Al via il nuovo Tour Europeo di “Jesus Christ Superstar”: il celebre musical firmato da Massimo Romeo Piparo e interpretato dal carismatico Ted Neeley è stato presentato questa mattina alla stampa tedesca al Musical Dome Köln di Colonia. Lo spettacolo ripartirà il prossimo 4 aprile dall’Olanda: a Groningen (Martinplaza - dal 4 al 7 aprile) e successivamente ad Amsterdam (Afas Live – dal 12 al 14 aprile) e Den Hagg (World Forum Theater - dal 18 al 21 aprile), prima di raggiungere anche Colonia (Musical Dome Köln – dal 26 al 28 aprile) e Madrid dove sarà in scena dal 22 maggio al 9 giugno al Teatro de la Luz Philips Gran Vía. La storica edizione italiana dell'opera rock più amata di tutti i tempi, già premiata in Europa con il prestigioso Musical World Award, non conosce confini e continua a conquistare spettatori di tutte le età e di ogni nazionalità. Un vero e proprio fenomeno internazionale dai numeri record: 24 anni di consensi di pubblico e critica, più di 1.600 rappresentazioni, 160 artisti che si sono alternati nel cast, oltre 1milione e 780mila spettatori dei quali 180.000 solo in Europa, quattro diverse edizioni e ancora, 12 anni consecutivi in cartellone nei Teatri italiani dal 1994 al 2006, e con Ted Neeley, ininterrottamente dal 2014. Il pubblico europeo avrà dunque ancora una volta il privilegio di godere dell'interpretazione di Ted Neeley, il Gesù originale del celebre film di Norman Jewison del 1973, sempre capace di trascinare gli spettatori in un vortice di emozioni. Jesus Christ Superstar, prodotto dalla PeepArrow Entertainment in collaborazione per l’Europa con Tec - TheaterEntertainmentConcerts, è in lingua inglese e nella versione originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Lo spettacolo, con la travolgente orchestra dal vivo diretta dal Maestro Emanuele Friello, vedrà in scena un cast di incredibile talento: accanto al mitico Ted Neeley nei panni di Gesù, anche il brasiliano Nick Maia (Giuda), Paride Acacia (Hannas), Simona Distefano (Maria Maddalena), Andrea Di Persio (Pilato), Giorgio Adamo (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Mattia Braghero (Pietro), Salvador Axel Torrisi (Erode), e un grande ensemble di acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, con le scenografie di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona. (BIG ITALY / red)
“TOILET” DI GABRIELE PIGNOTTA AL TEATRO SETTE DI ROMA
Dopo il grande successo nazionale di Non mi hai più detto ti amo con Lorella Cuccarini e Gianpiero Ingrassia, di Che disastro di commedia, la pluripremiata commedia inglese e reduce dalla recente vittoria al Giffoni Film Festival col suo ultimo film Otzi e il mistero del tempo, Gabriele Pignotta, tra i più prolifici commediografi e artisti contemporanei, cerca la chicca d'autore con questo one man dramedy, destinato a diventare un cult. Per farlo sceglie il Teatro off più attivo e frequentato della Capitale, il Teatro Sette diretto da Michele La Ginestra. Dal 7 al 12 aprile sarà in scena uno spettacolo pop, innovativo e sorprendente ispirato ad una storia vera. Il sipario si apre su un uomo che guida, distratto da una telefonata di lavoro. Deve andare al bagno, si ferma in una piccola area di servizio di una strada secondaria di provincia. Sempre al telefono, non memorizza dove si trova esattamente. Entra in bagno fa quello che deve fare, ma quando va per uscire la porta non si apre. È uno scherzo? No. La porta non si apre, nessuno sembra esserci lì fuori e nessuno sa dove si trovi.
GABRIELE PIGNOTTA Da sempre affascinato dalle arti dello spettacolo e spettatore assiduo di qualsiasi genere di film e rappresentazione teatrale, crescendo Gabriele Pignotta ha scoperto che la carriera artistica era lo sbocco ideale per esprimere le sue idee, la sua visione, la sua fantasia e soprattutto la sua ironia. Si è innamorato prima della recitazione e successivamente della scrittura e della regia trovando così la sua cifra artistica. Da lì non si è più fermato: commedie di grande successo per il teatro e poi il cinema. Cinema e Teatro sono attualmente gli ambiti dove si esprime maggiormente. Gabriele Pignotta è uno dei commediografi italiani contemporanei di maggior produttività e successo. lo scorso 8 novembre 2018 è uscito il nuovo film di Gabriele Pignotta "Otzi e il mistero del tempo", un fantasy family prodotto da Rai Cinema e Onemore Picture con cast e troupe internazionali vincitore del Festival di Giffoni 2018 sarà distribuito in tutto il mondo da BETA film. Lo scorso ottobre è ripartito il tour del grande successo teatrale "Non mi hai più detto ti amo" scritto e diretto da Gabriele Pignotta con Lorella Cuccarini e Gianpiero Ingrassia. Da novembre invece è tornato in scena "Che disastro di commedia" (The Play that goes wrong) il pluripremiato spettacolo internazionale, campione d'incassi mondiale diretto da Mark Bell, in cui Gabriele è uno degli interpreti principali. Come regista e sceneggiatore ha all'attivo 4 film per il cinema, 4 cortometraggi, 7 spot televisivi un documentario, 8 programmi televisivi. In molti di questi progetti è stato anche interprete principale. Ha collaborato e collabora con artisti del calibro di Carlo Verdone, Claudia Gerini Ambra Angelini Vanessa Incontrada, Alessandra Mastronardi, Vinicio Marchioni. Nella sua carriera ha vinto un biglietto d'oro come sceneggiatore del film "Sotto una buona stella" di Carlo Verdone, un nastro d'argento con il corto " Un'altra storia" contro la violenza sulle donne, e il Festival di Giffoni 2018 con il suo ultimo film internazionale "Otzi e il mistero del tempo". Per la televisione ha anche scritto e condotto 4 programmi sui principali Network nazionali. Gabriele Pignotta ha scritto e diretto 10 commedie teatrali, riscuotendo un grandissimo successo di critica e di pubblico nei principali teatri italiani.
“LA STANZA DELLE PIUME VIOLA” CON ANDREA DE ROSA E PATRIZIA CIABATTA
All’Altrove Teatro Studio di Roma (via Giorgio Scalia, 53) da venerdì 5 a domenica 7 aprile sarà in scena La stanza delle piume viola di Edoardo Bonini, Andrea De Rosa e Nicola Papagno con Andrea De Rosa e Patrizia Ciabatta regia di Ottavia Bianchi. Una strana camera di hotel. Una donna in fuga. Un uomo misterioso le apre la porta e si offre di ospitarla per la notte. È armato e sembra avere strani poteri paranormali. Lei non sa che lui la stava aspettando, che conosce tutto della sua vita e che quell’incontro cambierà per sempre gli equilibri della sua esistenza. Una favola nera dai marcati accenti pulp, che strizza l’occhio all’universo del fumetto e del thriller in stile rock. Ora resta la domanda: chi è questo sconosciuto che vuole aiutarla? E perché?
OPERA: “DER FERNE KLANG”, MICHIELETTO DEBUTTA A FRANCOFORTE
Torna all'Opera di Francoforte, dove vide la sua prima esecuzione assoluta nel 1912 e dove mancava dal 1945, il capolavoro di Franz Schreker Der ferne Klang (Il suono lontano), in scena a partire da domenica 31 marzo alle 18. La nuova produzione è firmata dal regista veneto Damiano Michieletto, al suo debutto nella città sulle rive del Meno. Con lui lo scenografo Paolo Fantin, il costumista Klaus Bruns, e il light designer Alessandro Carletti. I video sono realizzati da Roland Horvath e da Carmen Zimmermann. Seconda opera di Schreker, Der ferne Klang è uno dei lavori più significativi del compositore austriaco e del clima culturale degli anni della Secessione viennese. Vi si racconta una storia di decadenza e redenzione dove arte e amore sono realtà inafferrabili, che solo il sogno e il desiderio rendono concrete. Un giovane musicista, Fritz, abbandona l’amata Grete per inseguire il successo e un misterioso “suono lontano” che racchiude la perfezione dell’arte. Soltanto di fronte alla morte capirà la tragica ironia del suo destino: lasciando Grete e respingendola con cinico moralismo quando la incontra in un lussuoso bordello veneziano, Fritz ha perso quel “suono lontano” che riconoscerà solo quando Grete, accorsa al suo capezzale, tenterà di ricongiungersi con lui. Il gusto tutto decadente di Schreker per i tormenti dell’inconscio e i colori lividi di una civiltà in decomposizione condannerà all’oblio l’autore – marchiato come “degenerato” dai nazisti nel 1933 – ma influenzerà suoi contemporanei come Zemlinsky e Korngold, di cui il Teatro alla Scala allestirà in primavera un’opera simile per deformazione onirica a Die ferne Klang: Die tote Stadt (La città morta). Michieletto, nel suo progetto di messa in scena per Der ferne Klang, si è concentrato sul tema della memoria: “Ho immerso la narrazione nella dimensione del ricordo – dice il regista – perché la musica è liquida, sospesa, e descrive una dimensione quasi irreale. L'opera racconta un storia che si svolge nell'arco di un'intera vita, cosa piuttosto rara a teatro. Più frequentemente la narrazione si attiene all'unità di tempo aristotelica, mentre qui i personaggi variano significativamente la loro età anagrafica nel corso dell'opera. Il protagonista è un giovane compositore che ha bisogno di trovare “il suono lontano”, che è per lui come una missione artistica, e che diventa un vero e proprio tarlo. Rinuncerà alla sua storia d'amore per una giovane che diventerà una prostituta e cadrà in disgrazia, mentre lui conoscerà il successo. Alla fine però, vecchio e sull'orlo della follia, la ritroverà: i due si riconosceranno come gli innamorati dell'inizio, ma sarà troppo tardi. Il loro incontro sarà romantico ma anche tragico: non aver vissuto questo amore ha impedito all'artista di essere felice durante tutto il corso della sua vita. Trovando l'amore è come se trovasse quel suono lontano che ha ossessivamente cercato, potrebbe concludere finalmente la sua opera ma il suo tempo è finito”. L'Orchestra e il Coro dell'Opera di Francoforte sono diretti da Sebastian Weigle. Protagonisti sul palco sono Jennifer Holloway e Ian Koziara nei ruoli di Grete e Fritz. Lo spettacolo è replicato il 6, 13, 19, 26 e 28 aprile, il 4 e l'11 maggio. La successiva nuova produzione di Damiano Michieletto sarà Alcina di Händel con Cecilia Bartoli nel ruolo del titolo, il 7 e il 9 giugno al Festival di Pentecoste di Salisburgo. (red – 29 mar)
ROMA: AL PALLADIUM DAL 3 ALL’8 APRILE “IL PAESE FERTILE”
Roma, 29 mar - Sei giorni per sperimentare, attraverso generi e spazi diversi, le infinite varietà di quello che genericamente chiamiamo “teatro”. Dal 3 all'8 aprile prende il via “Il paese fertile”, la prima rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. Protagonisti, alcuni dei migliori performer italiani, punti di riferimento nei loro rispettivi ambiti poetici: il Teatro Tascabile di Bergamo (mercoledì 3 aprile), Alessandra Cristiani (sabato 6 aprile), Marcello Sambati (domenica 7 aprile) e Ascanio Celestini (lunedì 8 aprile). Un festival che riunisce i più vari generi teatrali (narrazione, danza, poesia, teatro danza, teatro di strada, tecniche orientali e tecniche occidentali) su diversi tipi di palcoscenici: il foyer e la sala del Teatro Palladium; lo spazio intimo e di lavoro della sala Columbus dell'Università Roma Tre, le aule universitarie. Pur provenienti da luoghi e percorsi completamente diversi, tutti gli artisti sono accomunati dall’esperienza che hanno condiviso con gli studenti di Roma Tre attraverso i laboratori che li hanno visti maestri. Con le loro performance, gli incontri e le dimostrazioni di lavoro, i libri e le collaborazioni con altri linguaggi espressivi, mostrano ora la propria storia e identità di artisti. Sul palcoscenico del Teatro Palladium, si comincia mercoledì 3 aprile alle 21 con il Teatro Tascabile di Bergamo e i suoi “Fuochi D'Artificio”. Uno spettacolo-dimostrazione sull’arte dell’attore tra Oriente e Occidente con Alessia Baldassari, Tiziana Barbiero, Antonietta Fusco, Ruben Manenti, Alessandro Rigoletti e Caterina Scotti. Un'opera dalla struttura aperta, che mette in evidenza la bipolarità che caratterizza il fatto artistico, quello teatrale in particolare. “Fuochi d’Artificio” evidenzia da una parte l'energia primaria e la forza istintiva, dall'altra la misura tecnica che le controlla e le modella: quello che etimologicamente viene espresso nella parola arte. Un riuscito esperimento di antropologia teatrale, nuova categoria espistemologica della cultura scenica contemporanea la cui principale caratteristica consiste nel privilegiare l'aspetto della "esecuzione" dello spettacolo (con particolare attenzione all'arte dell'attore) rispetto all'importanza assegnata al momento verbale e testuale. Il Teatro Tascabile, attivo da oltre quarant’anni, approfondisce questa nuova sensibilità culturale attraverso una serie di brani teatrali collegati da testimonianze visive e da una serie di introduzioni e commenti esplicativi. Accanto alla programmazione degli eventi previsti al Teatro Palladium, Il paese fertile propone una serie di incontri, presentazioni e dimostrazioni per gli studenti del DAMS dell'Università Roma Tre e aperti al pubblico. (red .- 29 mar)
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