Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

A Roma in scena 'Il diario di Adamo ed Eva'

Teatro
Dai palchi più prestigiosi agli spettacoli di provincia, lo "Speciale teatro" presenta ogni settimana le novità in cartellone in giro per l'Italia. Tra classici della commedia e della tragedia, opere, One man show, cabaret e "prime", le rappresentazioni teatrali vengono anticipate attraverso una descrizione sintetica dello spettacolo, della sua scenografia e dei suoi autori e interpreti, oltre a un piccolo vademecum con le date e gli orari.

“IL DIARIO DI ADAMO ED EVA”, CON BARBARA DE ROSSI E FRANCESCO BRANCHETTI

 Sarà “Il diario di Adamo ed Eva” (Recital a due voci) da Mark Twain con Barbara De Rossi e Francesco Branchetti ad aprire la nuova stagione del Teatro degli Audaci di Roma, sabato 5 e domenica 6 ottobre. Con la traduzione ed elaborazione di Maura Pettorruso, lo spettacolo arriva finalmente nella Capitale dopo aver debuttato al Festival Teatrale di Borgio Verezzi nell’estate 2018 e dopo una lunga tournée: accanto agli attesissimi protagonisti sul palco ci saranno anche i mimi Umberto Bianchi e Raffaella Zappalà, la regia è curata da Francesco Branchetti, le musiche sono di Pino Cangialosi. “Mark Twain, attingendo al mito della Creazione, - spiega Francesco Branchetti -  narra come siano andate le cose tra l’uomo e la donna in una chiave ironica, umoristica ma anche fiabesca e romantica e racconta come possa essere nata l’attrazione tra i due sessi. Il testo a due voci inizia con l'apparizione di Eva, che Adamo vede come una creatura bizzarra e fantasiosa; Adamo si ritrova un bel giorno a dover fare i conti con questa nuova   strana creatura «Questo nuovo essere dai capelli lunghi… Non mi piace, non sono abituato ad avere compagnia». Nel racconto le due voci si avvicendano in modo commovente e allegro. Eva una creatura molto bizzarra e fantasiosa ma anche romantica, vanitosa e chiacchierona, sempre interessata a dare nomi agli animali, alle piante e al creato. Adamo invece è un uomo rude e facilmente irascibile, un solitario, innervosito dalla continua presenza di Eva, che lo segue imperterrita e incuriosita, parlando ininterrottamente. Adamo però è molto affascinato da Eva. Il loro incontro sembra destinato al disastro. Poi Eva mangia la mela e inizia la caduta: entrano così nel mondo della morte, dei figli, del lavoro, della conoscenza; arrivano i figli Caino e poi Abele, esseri che Adamo per molto tempo non riconosce come umani, ma crede siano una nuova specie di animali. Le due voci si susseguono fino a che i due nonostante le diversità, si rendono conto che si amano. E’ l’incontro tra l’uomo e la donna, in questo giardino dell’Eden con tutti gli aspetti e le caratteristiche dell’uomo e la donna moderni. La regia intende restituire al testo attraverso le voci degli attori e la fisicità dei mimi, la straordinaria capacità d'indagare l'animo umano e le tortuose relazioni che abbiamo talvolta con noi stessi e poi con gli altri; ansie, paure, malesseri, malinconie, gioie, curiosità, attrazioni, dolori, solitudini e sentimenti si alternano e si confondono in una danza meravigliosa di voci, corpi, suoni e colori, che lascia spazio alla malinconia ma anche all’ironia e alla tenerezza. Le musiche di Pino Cangialosi, le luci e gli interventi dei mimi creeranno magiche atmosfere e daranno un apporto fondamentale a questo viaggio nel mondo dei rapporti tra uomini e donne”.

 “AMORE MIO AIUTAMI” CON CORRADO TEDESCHI E DEBORA CAPRIOGLIO

Brillante inizio di stagione teatrale al Manzoni di Roma con la commedia “Amore mio aiutami”, in scena dal 26 settembre con Debora Caprioglio e Corrado Tedeschi ad interpretare i ruoli che furono della celebre coppia Alberto Sordi e Monica Vitti nel popolare film omonimo del 1969.  Lo spettacolo tratto dalla sceneggiatura di Rodolfo Sonego rappresenta la vicenda grottesca e divertente, ma potenzialmente reale, di Giovanni e Raffaella una coppia affiatata, la cuirelazione va in crisi quando lei si innamora del giovane Valerio. Confidando nella comprensione del marito, che si vanta di essere moderno e razionale, Raffaella chiede il suo aiuto per chiarire i suoi sentimenti. Giovanni, perdutamente innamorato della moglie, decide di mostrare comprensione ma intanto si adopera per impedire che la moglie cada nelle braccia del nuovo venuto. Tra continui allontanamenti e riavvicinamenti, marito e moglie seguiranno un percorso denso di sorprese ed equivoci tragicomici. E’ una strana storia, basata sull’ostinata e non sempre giusta ricerca della verità a tutti i costi, sulla volontà di una coppia di farsi vedere moderna senza avere la cultura e il distacco necessari affinché questo accada. A completare il cast tre eccezionali nomi teatrali: Loredana Giordano, Roberto D’Alessandro e Antonio Friello.

TEATRO PALLADIUM, PRESENTATA LA STAGIONE: OLTRE 60 APPUNTAMENTI

Guardare al futuro e alla formazione dei giovani, coniugando la sperimentazione e la ricerca artistica con lo studio e l’amore per la tradizione: questa è la sfida lanciata dalla stagione 2019/2020 del Teatro Palladium, lo storico teatro dell’Università Roma Tre situato nel cuore di Roma, a Garbatella. Una programmazione che spazia dal teatro alla musica, dalla danza al cinema passando per la formazione, frutto del lavoro della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, del Presidente Luca Aversano, della Vicepresidente Francesca Cantù e dei consiglieri Silvia Carandini, Giuseppe Leonelli e Vito Zagarrio. Roberto Latini, Francesca Reggiani, Massimo Popolizio, Michele Placido, Greg (Claudio Gregori), Walter Pagliaro, David Riondino, Werner Waas, Elena Bucci, Marcello Panni, sono solo alcuni dei protagonisti della stagione, che dall'11 ottobre al 10 maggio offre oltre 60 appuntamenti – tra cui numerose prime teatrali – in cui si alternano sul palco rappresentazioni classiche e compagnie dai linguaggi contemporanei, musica d’arte e musica elettronica, cinema in pellicola e proiezioni di opere di giovani autori.  In linea con la sua vocazione universitaria, il teatro offre inoltre progetti per le scuole, attività di coinvolgimento e rigenerazione del territorio, tirocini formativi e laboratori. Il Teatro Palladium, nato come teatro della Garbatella, è oggi uno dei grandi teatri di Roma - afferma il Rettore dell'Università Roma Tre Luca Pietromarchi. Una programmazione di alta qualità, l'interrelazione tra le arti, la ricerca e la formazione universitaria, fanno del Palladium un centro di cultura di prestigio, di cui l’Università Roma Tre è orgogliosa. La nuova stagione artistica va in questa direzione: fare del teatro lo spazio privilegiato per un confronto vivace e costruttivo tra le aule universitarie, il mondo della cultura e la città. Luca Aversano, presidente della Fondazione e docente di Storia della musica dell’Università Roma Tre, sottolinea come la caratteristica specifica del Palladium, derivante dalla sua natura universitaria, sia il fondamentale, vivo e forte rapporto del teatro con gli ambiti della ricerca e della didattica, che offre un valore aggiunto alla formazione degli studenti di Roma Tre nelle professioni dello spettacolo: da sempre poniamo particolare attenzione alle nuove generazioni. Gli studenti non sono solo fruitori di un prodotto, ma partecipano attivamente all’ideazione e alla realizzazione di processi artistici e culturali,  all'organizzazione della vita del teatro.Il Teatro Palladium vuole dunque essere un embrione fertile di cultura per il territorio, uno spazio di condivisione di esperienze e di idee, una realtà capace di aprirsi al futuro e a chi lo abiterà, senza dimenticare il presente e le proprie radici. La programmazione teatrale si apre con un nome prestigioso: Roberto Latini, uno dei più grandi interpreti e registi del teatro contemporaneo. L’artista presenta in prima romana “In exitu”, in scena dall’11 al 13 ottobre. Nello spettacolo Latini dà vita all’omonimo romanzo di Giovanni Testori e affronta la furente inventività linguistica del suo protagonista, un tossico in una qualsiasi Milano degli anni Ottanta, dispiegando il dolore e la solitudine straziante di una vita consumata in evasione e in eversione. Il 17 e 18 ottobre invece la compagnia Teatro Popolare d’Arte porta in scena “La scomparsa delle lucciole”, terza tappa della trilogia “Dopo Salò”, biografia poetica dell’Italia dalla caduta del fascismo alla fine della Prima Repubblica dedicata a Pier Paolo Pasolini. (red)

 

FEDERICO BUFFA TORNA IN SCENA CON "IL RIGORE CHE NON C'ERA"

Federico Buffa torna, dal 9 ottobre, sui palchi dei più prestigiosi teatri del Paese con “Il Rigore che non c’era”, il suo ultimo lavoro, scritto a quattro mani con Marco Caronna e prodotto da International Music and Arts. “Il Rigore che non c’era” è una riflessione sul destino: a un certo punto di una qualsiasi partita, un qualunque arbitro decide di fischiare un rigore, giusto o sbagliato, vero o falso. In quel momento, quello in cui la sorte ci mette davanti a un bivio, con una porta rossa o una porta nera da aprire per proseguire il cammino, cambia la vita di tutti. Ed è così che comincia il viaggio di Buffa, interrogandosi sul destino che avrebbe potuto essere diverso, tra esistenze e sliding doors. Il “Rigore” si snoda con una caratteristica nuova per lo storyteller: non si tratta solo di storie a sfondo sportivo. Racconta, con leggerezza, di persone che hanno scelto, prima che l’arbitro fischiasse: di Garrincha e il Loco Housemann che svendono la loro vita scintillante a una bottiglia, di Mandela che decide di resistere 27 anni in carcere, di Billie Holiday che canta “Strange fruits” negli stati del sud, di Lebron James o di Colin Kaepernick che cantano della stessa cosa sui rispettivi campi da gioco. Buffa arriva in un luogo imprecisato nel tempo e nello spazio, una sorta di Purgatorio nel quale incontra un pianista – Alessandro Nidi, e un sedicente speaker - Marco Caronna, di una fantomatica radio notturna. I due masticano musica, lo speaker provoca, lancia domande, svicola continuamente per non rivelare a Buffa che è finito in un posto da cui non si può più uscire. I due personaggi sembrano fatti apposta per mischiare le carte, per portare la riflessione verso la casualità della vita: cosa sarebbe successo se Picasso avesse finito il blu, se Von Braun fosse rimasto in Germania e sulla luna forse non ci sarebbe ancora andato nessuno, se Ringo Starr non avesse incontrato gli altri tre Beatles, se JFK non avesse usato la decappottabile quel pomeriggio a Dallas…Insieme a loro sul palco, una donna - Jvonne Giò che canta, e sembra guidare le danze, un passo avanti agli altri. È lei a far balenare l’idea che il destino forse non ci lascia una scelta, che le porte da aprire non sono sempre due. Queste le date in calendario: 9 ottobre Lendinara - RO (Teatro Ballarin), 10 ottobre Modena (Palapanini), 17 ottobre Cremona (Teatro Ponchielli), 24 ottobre Casale Monferrato - AL (Teatro Municipale), 25 ottobre Cuneo (Teatro Toselli), 27 ottobre Asti (Teatro Alfieri), 5 novembre Bolzano (Teatro Comunale), 7 novembre Belluno (Teatro Comunale), 8 novembre Mantova (Grana Padano Theatre), 9 novembre Jesolo - VE (PalaInvent), 13 novembre Ferrara (Teatro Nuovo), 14 novembre Pordenone (Teatro Verdi), 15 novembre Trento (Auditorium Santa Chiara), 16 novembre Montebelluna – TV (Palamazzavolo), 17 novembre Schio  - VI (Teatro Astra), 23 novembre Firenze (Tuscanyhall), 25 novembre Roma (Teatro Brancaccio), 26 novembre Avezzano – AQ (Teatro dei Marsi), 6 dicembre Ivrea (Teatro Giacosa), 9 dicembre Milano (Teatro Nazionale), 10 dicembre Brugherio - MB (Teatro San Giuseppe), 12 dicembre Cassano Magnago – VA (Teatro Auditorio), 14, 15 e 16 dicembre Ravenna (Teatro Alighieri), 17 dicembre Cesenatico - FC (Teatro Comunale), 18 dicembre Foligno – PG (Auditorium San Domenico), 20 dicembre Fabriano - AN (Teatro Gentile da Fabriano). (red)

 

I NASONI RACCONTANO: ROMA ATTRAVERSO LE SUE FONTANE

Cento45 anni e non sentirli. I Nasoni di Roma, nati nel 1874 e già oggetto di veri e propri versi poetici, il 20, 21, 27, 28 settembre 2019 diventano protagonisti di I Nasoni raccontano - La storia ha il naso lungo: un inedito viaggio teatrale a tappe alla scoperta della capitale, vista attraverso le sue caratteristiche fontanelle. Un racconto in soggettiva, per uno spettacolo itinerante che si fa percorso tra vie, vicoli, palazzi e scorci ogni volta diversi, narrati dalla Compagnia del Teatro dell’Orologio, con la drammaturgia originale di Fabio Morgan e la regia di Leonardo Ferrari Carissimi. Il 20, 21, 27 e 28 settembre 2019 i Nasoni racconteranno uno dei quartieri più rappresentativi e stratificati di Roma, offrendo ai romani uno sguardo originale sul Pigneto, tra tradizione e contemporaneità: uno spettacolo a cielo aperto che si sposterà tra i nasoni collocati in Parco del Torrione, via Prenestina 94, luogo del Lotto prenestino e della cooperativa dei tranvieri, Parrocchia di San Leone I, via Fanfulla da Lodi, via Fortebraccio, Piazza Nuccitelli, per proseguire con Piazza Pigneto e chiudersi a Parco del Torrione. Itinerario circolare tra corsi e ricorsi storici della capitale, I Nasoni raccontano - La storia ha il naso lungo trasforma il quartiere in palcoscenico, con personaggi e trame raccolte dalla memoria collettiva, dagli scritti e direttamente “dalla strada”: come da una fila di pini si sia passati al Pigneto che oggi conosciamo, attraverso i bombardamenti della seconda guerra mondiale, l’occhio di Pasolini con Accattone, il boom edilizio tra i ’60 e il ’70… tutto raccontato dagli aneddoti raccolti dai cittadini, dagli scritti e dalle storie che il quartiere conserva. I Nasoni raccontano - La storia ha il naso lungo è un progetto di sviluppo dell’identità di aree periferiche della città di Roma che osserva i quartieri dal punto di vista dei Nasoni, note fontane di acqua potabile gratuita, caratteristiche della città di Roma e diffuse in tutto il territorio urbano. Ogni Nasone è custode di una storia, di un avvenimento: intervistando i cittadini, si raccolgono materiali storici e aneddotici per trasformarli in un testo teatrale che viene allestito in forma itinerante all’interno del quartiere scelto. I Nasoni raccontano - La storia ha il naso lungo è parte del programma dell'Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE. L’obiettivo è quello di recuperare la consapevolezza dei territori, favorendo l’incontro intergenerazionale, ridefinendo l’identità delle aree coinvolte, grazie a processi partecipativi dove i cittadini si fanno custodi della memoria storica e aneddotica dei quartieri coinvolti. L’iniziativa è parte di un percorso ideato da Fabio Morgan e realizzato dalla Compagnia del Teatro dell’Orologio che punta allo sviluppo di una città ideale, un laboratorio urbano di processi partecipati il cui scopo è il recupero della consapevolezza degli spazi urbani che abitiamo quotidianamente. (red – 20 set)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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