Laura Boldrini lascia Leu e approda nelle file del Partito democratico: la comunicazione è arrivata oggi alla Camera in apertura di seduta, da parte della vicepresidente Edera Spadoni. Di fatto, la nuova maggioranza a Montecitorio acquista da oggi un voto in più: decisiva, probabilmente, la ritrovata attenzione del governo italiano sul tema dell’immigrazione, da sempre molto sentita dalla Boldrini (ex portavoce dell’Unhcr), sfociata proprio ieri nell’accordo tra Malta, Italia, Francia, Germania e Finlandia sulla rotazione dei porti di accoglienza. Tanti i messaggi di congratulazioni giunti per la decisione presa, in primis quella del segretario del Pd Nicola Zingaretti: “Benvenuta a Laura Boldrini. Un Partito Democratico aperto è più forte. Un Pd più forte è utile per un’Italia, più verde, giusta e competitiva”. Molto felice anche Monica Cirinnà, che con la Boldrini condivide invece il forte impegno sul fronte delle pari opportunità. “È un segnale importante, che dimostra che il PD è la casa di chi vuole una sinistra forte, larga, attenta a questione femminile e diritti. In questi anni, Laura è stata un'alleata preziosa in tante battaglie su questi temi e non solo: sono sicura che faremo grandi cose assieme, per rafforzare l'identità del PD come forza di inclusione, libertà, eguaglianza, diritti e giustizia sociale. È davvero un bel giorno per le democratiche e i democratici". Boldrini raggiunge nel Pd Marco Furfaro, anche lui proveniente dalla galassia della sinistra e ora membro della segreteria: “Insieme a lei costruiremo una sinistra aperta, rinnovata, che sia la casa di tante persone che vogliono costruire l'Italia dei prossimi vent'anni".
Laura Boldrini aveva anticipato la sua decisione in una intervista a Repubblica: Vado con il Pd perché vuole aprire un dialogo con tutti quei mondi che, ieri e oggi, non si sentono più rappresentati e recuperare la fiducia dei giovani che non vanno più a votare”, “la mia decisione non è legata affatto all'uscita di Renzi e del suo gruppo. Ho maturato da tempo il mio passo. Rispetto, anche se non condivido, la scelta di Renzi, perché le divisioni non hanno mai portato bene e oggi c'è bisogno più che mai di unire le forze. Voglio credere all'impegno che ha preso di non indebolire il governo”
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