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VACCINO, RASI: SEI MESI
PER AGGIORNARLO

VACCINO, RASI: SEI MESI <BR> PER AGGIORNARLO

 “La reazione di fronte a questa nuova variante forse è stata isterica, non razionale. La preoccupazione è giusta, ma ne sappiamo ancora troppo poco. Ora la gente non deve pensare che è meglio rinviare la terza dose per aspettare un nuovo vaccino, anche perché in Italia abbiamo la Delta che può fare ancora migliaia di morti e contro la quale bisogna proteggersi anche perché nella migliore delle ipotesi ci vorranno almeno 6 mesi per arrivare a fare le prime somministrazioni di un vaccino modificato per la variante Omicron”. Lo afferma Guido Rasi, microbiologo, già direttore dell'Agenzia europea dei medicinali e oggi consulente del commissario per l'emergenza Covid-19 Figliuolo, in una intervista al Sole 24 Ore sulla nuova variante proveniente dal Sud dell'Africa. “E’ una mutazione di cui non sappiamo niente in termini di comportamento epidemiologico, biologico e clinico. Ancora non sappiamo se scontrandosi con la Delta la soppianterà né sappiamo se causa una malattia più grave e come agisce rispetto al sistema immunitario e dunque alla risposta dei vaccini – sottolinea -. Sappiamo che ha 32 mutazioni, che di per sé non vuol dire niente. Finora sono state registrate oltre 12mila mutazioni solo sulla proteina Spike del virus”. E se si scoprisse che Omicron buca il vaccino attuale? “Se perde un 50% di efficacia, allora abbiamo un problema e si deve lavorare al nuovo vaccino”, “Pfizer, per esempio, ha detto che lo può approntare in 100 giorni facendo, come credo, i trial in questo lasso di tempo cosa che è possibile perché si possono fare degli ‘studi ponte’ visto che il prodotto è lo stesso, l'antidoto M-Rna, e bisogna solo documentare che la nuova sequenza produca anticorpi per la nuova variante. L'Ema già da febbraio ha dato le istruzioni alle aziende per realizzare nuovi vaccini su nuove varianti”. Inoltre “serve poi l'autorizzazione dell'Ema” e “ci vorranno non meno di un paio di mesi per arrivare a una produzione iniziale significativa di dosi. Dunque tra laboratorio, autorizzazione e distribuzione se tutto fila liscio non meno di 6 mesi per cominciare a somministrare le prime dosi”. (28 nov – red)

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