Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

SCIOPERO GENERALE
BUS E ASILI A RISCHIO

“Insieme per la giustizia”, questo lo slogan dello sciopero generale proclamato per la giornata odierna da parte di Cgil e Uil, insoddisfatti per l’andamento delle trattative sulla riforma fiscale. Ad esclusione di pochi comparti, come la sanità, lo stop riguarderà quasi tutti i lavoratori. A partecipare saranno anche la Rete degli Studenti Medi e dell'Unione degli Universitari, oltre che rappresentanti dei sindacati di Polizia e Uilp, Unione Italiana Lavoratori Pensionati. I sindacati del settore dei trasporti pubblici sono stati tra i primi a aderire, e per questo si prevedono grossi disagi per gli spostamenti extraurbani e, soprattutto, urbani, specialmente a Roma, Milano, Napoli e Bologna. Nella capitale, sciopera l’intera rete Atac e RomaTpl, quindi, dalle ore 8.30 alle ore 17.00 e dalle ore 20.00 al termine del servizio, sono a rischio i bus, i tram e i collegamenti ferroviari. Non è garantito il corretto funzionamento di asili nido e scuole dell’infanzia, mentre i lavoratori di scuola e università non sono interessati allo sciopero, avendo già interrotto le loro attività lo scorso 10 dicembre.

Sono previsti, nel corso della mattinata, eventi a Milano, in Piazza Castello, Bari, in Piazza Prefettura, Palermo, in Piazza Verdi, Cagliari in Piazza dei Centomila ed una manifestazione nazionale a Roma; quest’ultima è stata convocata a Piazza del Popolo alle ore 10. Qui confluiranno le delegazioni di Lazio, Campania, Toscana, Abruzzo, Molise, Umbria, Marche e Romagna. Le conclusioni saranno affidate a Maurizio Landini, segretario generale CGIL e PierPaolo Bombardieri, segretario generale UIL. È infatti previsto alle 11.45 un collegamento video tra tutte le piazze.

LANDINI: NECESSARIO UNICO CONTRATTO DI INSERIMENTO AL LAVORO. “La nostra scelta conferma una autonomia delle organizzazioni sindacali e la volontà di dare voce sia a quelli che un lavoro lo hanno, sia quelli che lo hanno precario, sia quelli che non lo hanno o hanno paura di perderlo. Si è scelto di tornare a logiche uguali a quelle precedenti alla pandemia. Secondo noi ora è il momento di rendere meno precario il lavoro e di ridistribuire la ricchezza verso quelli che questa ricchezza la producono e non hanno vantaggi. Quando parliamo di fisco pensiamo ad una vera riforma, che deve combattere l’evasione fiscale, che deve tassare maggiormente la rendita fiscale e deve allargare la base imponibile dell’Irpef. A noi, che i lavoratori che producono il 90% dell’Irpef li rappresentiamo, viene impedito di discutere sui modi”. Così il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini durante la diretta streaming dal titolo “Le ragioni dello sciopero” trasmessa ieri sulle pagine Facebook di Sinistra Italiana e di Nicola Fratoianni. “Oggi c’è troppa precarietà. L’80% delle assunzioni fatte quest’anno sono fatte di contratti a termine. Su quasi 1 milione di posti solo l’1% ha una durata superiore all’anno. Noi abbiamo una proposta semplice, di introdurre un unico nuovo contratto di inserimento al lavoro, che abbia una natura formativa e che sia finalizzata alla stabilizzazione del lavoro”. (16 dic – par)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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