Guardando al Regno Unito, dove Omicron è arrivata prima, l'aumento dei contagi Covid che si registra in Italia è dovuto all'allentamento delle misure di contenimento ma anche ad una sub-variante più contagiosa ma che non porta conseguenze più gravi dal punto di vista clinico. Ma "è prudente mantenere le mascherine al chiuso: 10% di positività ai tamponi vuol dire che probabilmente il virus è presente nel 3-4% della popolazione". Virus che rimarrà sempre con noi, "è certo. D'altra parte ce ne sono altri 4 analoghi, alcuni hanno oltre 500 anni. Uno ha 130 anni e ha causato una forte epidemia nel 1889, chiamata influenza russa. Tutti questi quattro virus si sono trasformati in malattie respiratorie minori". Un variante più contagiosa di Omicron e pericolosa? "Rimane improbabile che arrivi: Omicron è già molto contagiosa, è molto vicina al morbillo, che è il virus più contagioso che conosciamo". Lo afferma Carlo La Vecchia, epidemiologo e professore dell'Università Statale di Milano, in una intervista a La Stampa. Si rischia una nuova ondata? "Se s'intende un carico importante sugli ospedali e molti morti, il rischio è basso. Andiamo poi verso l'estate, quando i virus respiratori si diffondono meno. Non abbiamo comunque più una popolazione 'vergine': tra guariti e vaccinati siamo vicini al 100% delle persone che hanno avuto un contatto col virus. Potremmo dover fare un richiamo in autunno ma non è certo" ma "rimane fondamentale che la parte più anziana della popolazione faccia la terza dose di vaccino perché sono loro a sviluppare la malattia in modo grave. Il 25% tra i 50-59enni non ha ricevuto la dose di richiamo, dai 60 ai 69 ne manca un 18% e dai 70 in su un 14%. Con la seconda dose da molti mesi la protezione è inadeguata, bisogna intervenire qui". Come sarà l'estate? "Dovrebbe essere tranquilla. In questo mese di marzo i morti sono in media 173, meno della metà dell'anno scorso. È probabile che in estate i malati gravi e i decessi siano pochi". (14 mar - red)
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