“P. PUTIN E PUTINISMO IN GUERRA” DI ORIETTA MOSCATELLI
In arrivo per Salerno editrice “P. Putin e putinismo in guerra” di Orietta Moscatelli, con prefazione di Lucio Caracciolo. Il 24 febbraio 2022 Vladimir Putin ha invaso l’Ucraina, scatenando una guerra di cui nessuno avrebbe potuto prevedere gli effetti. Con un azzardo bellico destinato a generare altri conflitti, il leader russo ha messo mano al progetto imperiale di riunificare le tre Russie (con Ucraina e Bielorussia), cercando un contrappeso alla storica sconfitta del 2014, quando Kiev era uscita definitivamente dall’orbita moscovita. P come Putin, P come putinismo, dunque, ma anche e soprattutto P, che nell’alfabeto cirillico si legge R, come Россия (Russia), perché il leader russo si sente chiamato a incarnare il destino del suo Paese, in nome del quale ha lanciato una sfida all’ordine mondiale a guida americana. Eppure la guerra in Ucraina viene da lontano e porterà il Cremlino lontano dall’Europa, ma dove sta andando il mondo? Per rispondere è necessario decifrare la psicologia del potere moscovita, il sistema che ne blinda l’azione con automatismi autoritari, l’ideologia che ne promuove i valori: il putinismo. È quanto prova a fare questo libro, guardando la Russia dall’interno, mentre la guerra in Ucraina getta il mondo in un lungo e duraturo scontro per la riorganizzazione degli assetti globali.
I “VENDICOSI”, UN ROMANZO STORICO SULLA SETTA MISTERIOSA DI PALERMO
Una storia di vendetta e redenzione, di perdizione e riscatto, che dopo centinaia di anni non ha ancora perso il suo fascino. Tanto da poter essere presa a spunto per una storia nuova, fermamente ancorata alla tradizione ma libera di librarsi sulle ali della fantasia, per essere apprezzata anche dai lettori contemporanei. Può essere riassunto così “I Vendicosi”, il nuovo libro di Nicola La Barbera edito da Bonfirraro, in libreria e negli store online. Un romanzo storico che narra le vicende della setta de “I vendicosi” gli antenati dei Beati Paoli, misteriosa setta segreta fondata in Sicilia intorno al XII secolo e consegnata alla Storia dall’opera omonima di Luigi Natoli – in arte William Galt – che La Barbera reinterpreta per costruire una narrazione incalzante e moderna, che si fa strada nelle nebbie del passato per restituire al lettore emozioni fortissime. Un racconto abilmente giocato sul filo della ricostruzione storica e della finzione narrativa, come ammette l'autore nella nota che accompagna il testo. La setta di cui parla La Barbera – I Vendicosi, appunto – anticipa la nascita del gruppo dei Beati Paoli al centro del romanzo di Natoli. “Il racconto che ho scritto è totalmente frutto di fantasia. Ho approfittato di fatti e personaggi storici, realmente accaduti e realmente vissuti, al solo fine di rendere più credibile il racconto e per inquadrare il periodo in cui esso è ambientato”. Operazione che La Barbera – siciliano di Mezzojuso, in provincia di Palermo, autore non nuovo a opere di carattere storiografico – porta avanti unendo l'estro del narratore al rigore dello storico, consegnando al lettore un affresco inedito dell'Isola dei secoli passati. La stessa che emerge sin dalle prime pagine del libro come paradiso di ricchezza e beltà. Bellezze che i Vendicosi – come in futuro i Beati Paoli, non casualmente ricollegati alla nascita della mafia – si pongono l’obiettivo di proteggere dall'invasore.
L’AUTORE. Siciliano, nato in un paese italo-albanese, Mezzojuso (Palermo), l’autore ha iniziato gli studi nella stessa cittadina presso il collegio bizantino dei “Frati basiliani” per poi proseguirli e laurearsi a Palermo. Dal 1978 vive in Calabria, dove ha insegnato matematica presso le scuole secondarie di primo grado. Attualmente in pensione, si dedica alla lettura e alla scrittura. È stato coordinatore di redazione del periodico Nuova Calabria, ha inoltre pubblicato i romanzi La maschera del barone (2009), La legge del capo (2010), A volte il passato ritorna (2015) e il saggio Gli Arbëreshë d’Italia. La storia e gli insediamenti (2019). I Vendicosi, la misteriosa storia dei Beati Paoli è il suo ultimo romanzo storico.
“THE BUTTERFLY EFFECT”, ANCHE IN ITALIA LA PRIMA BIOGRAFIA DI KENDRICK LAMAR
Due anni dopo la prima pubblicazione negli Usa, arriva anche in Italia “The Butterfly Effect”, la prima biografia del musicista statunitense Kendrick Lamar. Il libro firmato dal giornalista Marcus J. Moore, è disponibile da mercoledì 22 giugno in tutte le librerie e in formato digitale, pubblicato da Il Castello marchio Chinaski Edizioni. La release arriva nella settimana dell’unico live italiano dell’artista, a Milano per promuovere il quinto album “Mr. Morale & the Big Steppers” pubblicato lo scorso maggio. Lamar è al momento il rapper più influente e famoso del mondo, vincitore di un Premio Pulitzer per la musica, di ben tredici Grammy Awards, protagonista dell’ultimo Half Time Show del Superbowl e nominato dal Time una delle 100 persone più influenti del mondo. Nel volume già acclamato dalla stampa internazionale dove The Guardian parla di “racconto iperbolico” e The New Yorker di “superstar del rap e maestro dello storytelling”, l’ascesa dell’artista dalla natia Compton all’Olimpo del rap mondiale. Una minuziosa biografia dei suoi primi trent’anni di vita: dagli esordi con lo pseudonimo di K-Dot, fino all’incontro con Dr. Dre, dai rapporti con la famiglia alla vita di strada sempre costellata dalle questioni razziali che poi influenzeranno il suo songwriting. Una dettagliata analisi della sua discografia, dai primi EP e mixtape, ai quattro album di studio, dove attraverso i suoi versi duri, i suoi inni politicamente carichi di significato e le sue esibizioni radicali, Lamar è diventato un faro di luce per molte persone in America. Nelle quasi 300 pagine del libro, la nascita di un poeta visionario moderno, un’icona americana capace di regalare speranza alle vittime dell’oppressione tanto sociale quanto razziale. Noto anche per i suoi numerosi riconoscimenti, Lamar viene considerato uno dei rapper più influenti della sua generazione, se non tra i migliori artisti Hip-Hop di tutti i tempi. Un conscious rapper moderno, attraversato dalla fede religiosa, antistar e curioso di attingere dalle radici della black music più classica, fino alle sperimentazioni jazz rap. L’autore Marcus J. Moore è un pluripremiato giornalista musicale, editor, e commentatore della cultura pop, i cui scritti possono essere trovati su Pitchfork, The Washington Post, Entertainment Weekly, The Nation, NPR, The Atlantic, BBC Music e MTV. Nel 2009, ha lanciato il suo sito, DMV Spectrum, che si occupa di musica e spettacolo.
"KARÌBU. LO ZAMBIA, UNA DONNA, UNA GRANDE AVVENTURA" DI CRISTINA FAZZI E LIDIA TILOTTA
“L’errore fondamentale che spesso commette chi viene in Africa è quello di credere di detenere il dono della giustizia, della verità e della correttezza e di ritenere che chi vive qui non sappia e non conosca nulla e che quindi occorra insegnargli tutto” scrive Cristina Fazzi nel volume dal titolo “Karìbu. Lo Zambia, una donna, una grande avventura”, scritto a quattro mani insieme alla giornalista Rai Lidia Tilotta (Infinito edizioni). L’approccio, invece, deve essere di grande umanità ma soprattutto di rispetto, che è ciò che apre tutte le porte. Gli africani hanno culture e tradizioni diverse dalla nostra. E se si prova a spazzarle via senza conoscere e tenere ciò che di buono contengono, l’errore diventa ancora più grave”. La vita straordinaria e il lavoro di Cristina Fazzi, mamma, medico, donna fuori dal comune, sospinta da una forza incredibile. Lasciata Enna nel 2000 per trasferirsi momentaneamente nello Zambia, Cristina sarebbe dovuta rientrare in Italia dopo sei mesi, invece non è più tornata e da allora ha realizzato progetti impensabili in un’area vastissima del Paese, portando medicinali, vaccinando e visitando decine di migliaia di bambini; realizzando pozzi e strutture sanitarie; lottando contro la malnutrizione; scontrandosi con pregiudizi e superstizioni per combattere l’ignoranza e malattie come l’Aids.
CON RECALCATI ALLA RICERCA DELLE RADICI BIBLICHE DELLA PSICOANALISI
La Legge del Dio ebraico è la Legge della parola. Questa Legge non è solo scritta sulle tavole di pietra, ma intende inscriversi innanzitutto nel cuore degli uomini. Essa sancisce l'impossibilità dell'uomo di farsi Dio e, nello stesso tempo, dona a esso la possibilità generativa del suo desiderio. Si tratta di una dialettica ripresa in modo originale dalla lezione di Freud e di Lacan. In un lavoro senza precedenti, “La Legge della parola. Radici bibliche della psicoanalisi” (Einaudi) Massimo Recalcati dimostra che non solo non c'è contrapposizione tra il logos biblico e la psicoanalisi, ma che quell'antico logos ne costituisce una delle sue radici piú profonde. La critica freudiana della religione come illusione sembra condannare il testo biblico senza alcuna possibilità di appello. La psicoanalisi è sin nelle sue fondamenta atea perché non crede all'esistenza di un “mondo dietro al mondo” se non come una favola che serve ad attutire il dolore dell'esistenza. La lettura delle Scritture che Massimo Recalcati propone rivela invece l'esistenza inaudita di radici bibliche della psicoanalisi. Non è una tesi teologica o una dimostrazione filologica, ma un effetto del suo incontro singolare con il testo biblico. Non si tratta di psicanalizzare la Bibbia, ma di riconoscere in essa la presenza dei grandi temi che verranno ereditati dalla psicoanalisi, con particolare riferimento all'opera di Freud e di Lacan: il carattere originario dell'odio rispetto all'amore; la radice invidiosa del desiderio umano; il fallimento e la necessità della fratellanza; il rapporto dialettico tra Legge e desiderio; la funzione simbolica del Nome del padre; il lutto necessario della totalità; la centralità attribuita al resto salvifico che sottrae la vita alla morte e alla distruzione; la maledizione della ripetizione e la sua interruzione; la tentazione idolatrica come desiderio perverso dell'uomo di essere Dio; la critica al fanatismo ideologico del sacrificio; il taglio virtuoso della separazione; l'eccedenza della gioia erotica; la scissione della Legge di fronte al reale della sofferenza e al suo grido. Massimo Recalcati è uno psicoanalista lacaniano e autore. Si è formato alla psicoanalisi a Parigi con Jacques-Alain Miller. Tra i più noti psicoanalisti in Italia, è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi e direttore dell’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata). È stato direttore scientifico nazionale dell'ABA (Associazione per lo studio e la ricerca dell'anoressia e della bulimia) dal 1994 al 2002. Ha insegnato nelle Università di Milano, Padova, Urbino e Losanna. Oggi insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università degli Studi di Pavia e Psicoanalisi e scienze umane presso il Dipartimento di Scienze Umane dell'Università degli Studi di Verona.Nel 2003 ha fondato Jonas: Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi e nel 2007 ha ideato Palea: Seminario permanente di psicoanalisi e scienze sociali. Nel 2017 ha vinto il Premio Ernest Hemingway, Testimone del nostro tempo, con la seguente motivazione: «... per aver raccontato nelle sue opere, con profondità e intelligenza, le mutazioni avvenute nella nostra società, indicando temi e bisogni che, per l’acume analitico, diventano paradigmatici del nostro tempo». Dirige la collana Eredi per l'editore Feltrinelli e la collana Studi di Psicanalisi per le edizioni Mimesis, insieme a Franco Lolli. Ha tenuto conferenze e seminari in diverse città d'Italia e d'Europa (Dublino, Ginevra, Valencia, Madrid, Parigi, Siviglia, Losanna, Granada).
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione