Mercoledì prossimo il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, partirà per il Medio Oriente, in una trasferta politicamente delicata perché si svolgerà tra Israele, i Territori palestinesi e l’Arabia saudita. Biden incontrerà a Tel Aviv Yair Lapid, il nuovo primo ministro israeliano, in carica fino alle elezioni previste per il 1° novembre. Incontrerà anche il leader dell’opposizione, l’ex leader Netanyahu, con il quale ha rapporti piuttosto cordiali a livello personale. Biden dovrà tenere a mente il forte legame che unisce gli Stati Uniti e Israele, la cui sicurezza è una priorità per gli americani, i quali devono però fare attenzione alle potenziali richieste di forniture militari da parte di Israele. Anche la questione del nucleare iraniano sarà oggetto di discussioni. Qundi il prediente americano incontrerà il capo dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ricordandogli il proprio sostegno alla causa palestinese e alla soluzione dei due stati, insistendo allo stesso tempo sulla lotta al terrorismo. Biden si sposterà poi a Geddah e Riyad, dove incontrerà il principe Bin Salman, accusato dagli Stati Uniti dell’assassinio del dissidente Khassoggi, trasformando il paese, secondo le parole dello stesso Biden, in un “paria”. Inutile dire che probabilmente l’accoglienza non sarà troppo calorosa, mentre oltre Atlantico miigliaia di militanti in difesa dei diritti umani manifestano contro l’incontro. Bisognerà seguire da vicino la ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, soprattutto se si affronterà la questione del supporto militare americano in caso di attacco da parte iraniana. Durante il viaggio in Arabia saudita, Biden parteciperà a un summit con i capi di stato dell’Arabia saudita, degli Emirati arabi uniti, del Bahrain, del Kuwait, del Qatar, dell’Oman, dell’Egitto, della Giordania e dell’Iraq. Il presidente americano intende riaffermare il ruolo del suo paese nella regione, discutendo anche (come la vigilia a Tel Aviv) della cooperazione tra i paesi arabi e Israele in numerosi campi, dalla sanità alla sicurezza. Secondo l’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, una normalizzazione delle relazioni tra Arabia saudita e Israele non è però in vista. A parte la cooperazione sul lungo periodo, il tema scottante che Biden dovrà affrontare sarà il prezzo del petrolio.
Se i portavoce di Washington hanno ripetuto che questo viaggio è carico di significati e di ambizioni differenti, è il prezzo del petrolio ad averne dettato la necessità. Biden spera di convincere l’Arabia saudita a stralciare l’accordo dell’OPEC+ del 2020 che ha comportato un flebile rialzo dell’estrazione ogni mese per recuperare le perdite legate al periodo Covid. Gli analisti si dimostrano scettici sul successo di queste iniziative, prevedendo invece un ribasso del prezzo del greggio a lungo termine, cosa che non convincerà i produttori ad estrarre di più. (pap - 11 lug)





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