Largo ai giovani e, bisogna aggiungere, anche ai forse inevitabili malumori. Nella notte la direzione del Pd ha varato le liste con i candidati. La votazione della relativa delibera ha fatto registrare 3 contrari e 5 astenuti. Al voto non ha partecipato Base riformista, la corrente guidata dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini e dall’ex ministro Luca Lotti; quest’ultimo, peraltro, è rimasto escluso dalle liste al termine di un durissimo braccio di ferro. Il risultato di una direzione slittata per tre volte proprio a causa delle tensioni interne (avrebbe dovuto tenersi alle 11, poi alle 20 e poi alle 20.30 ma Letta si è palesato solo alle 23) ha decretato che il segretario sarà capolista alla Camera in Lombardia e Veneto mentre l'economista Carlo Cottarelli a Milano e il virologo Andrea Crisanti nella circoscrizione Europa. Quattro under 35 capolista: Rachele Scarpa, Cristina Cerroni, Raffaele La Regina, Marco Sarracino.
Sottolineato dalle fonti dem il rispetto della parità di genere nelle liste. A Bari, collegio uninominale per la Camera, correrà la scienziata Luisa Torsi. Per il Senato, al proporzionale in Puglia correranno Francesco Boccia, Valeria Valente e Antonio Misiani. Eppure, proprio relativamente alla Puglia si registra il Tweet polemico del senatore Dario Stefano, che due giorni fa ha annunciato che lascerà il partito colpevole, a suo dire, di aver “sacrificata l'agenda Draghi per un indistinto programma generalista”. Per Stefano, “La volontà di #Letta e #Boccia di ‘trasformare questo partito tradizionalmente maschilista in un partito femminista che dia spazio alle donne’ si è arenata con la sostituzione capigruppo #PD Camera e senato nel 2021. In #Puglia, nessuna #donna capolista. Nessuna vergogna?”.
LETTA. “Avrei voluto ricandidare tutti i parlamentari uscenti. Impossibile per il taglio dei parlamentari ma anche per esigenza di rinnovamento” avrebbe detto Letta nel corso della direzione, stando alle fonti dem. “Ho chiesto personalmente sacrifici ad alcuni. Mi è pesato tantissimo. Quattro anni fa il metodo di chi faceva le liste era: faccio tutto da solo. Io ho cercato di comporre un equilibrio”.
CIRINNA' “Letta chiacchiera di ‘occhi di tigre’, va bene io li tiro fuori questi occhi di tigre, la mia criniera, la mia voglia di essere combattente, ma lo faccio solo per la grande comunità di persone che mi ha chiesto di non mollare, perché il Pd è l’unico che potrà fermare la destra più oscurantista e far diventare l’Italia come la Polonia e l’Ungheria”. Così la senatrice del Pd Monica Cirinnà, annunciando la sua decisione di accettare la candidatura nel collegio uninominale Senato Roma 4 (Ostia, Guidonia, Laurentino), un collegio “difficile” dove il centrodestra è dato ampiamente favorito nei sondaggi. Un ripensamento, sottolinea, “non certo avvenuto per la poltrona, visto che è un collegio dato per perso”. “C’ho pensato tutta la notte – spiega la senatrice, che porta la firma della legge sulle unioni civili ed è responsabile Diritti del partito -: dopo aver detto ‘non ce la faccio, voglio uscire con dignità’, ho ritenuto che combattere come l’ultimo dei gladiatori fosse l’unico modo per non sottrarmi a una responsabilità. È un modo per dire che per me ancora esistete: esistete perché siete malati terminali, perché siete persone Lgbt, esistete perché siete bambini arcobaleno, perché siete detenuti”. La parlamentare, arrabbiata e commossa, usa parole molto dure verso la direzione politica del segretario Letta, sottolineando come alleanze e candidature siano state gestite “malissimo”.
FIANO. Accetta una sfida difficile anche il deputato del Pd Emanuele Fiano: "Il mio Partito mi ha chiesto di candidarmi in un collegio del Senato che si posiziona tra i Municipi 8 e 9 di Milano e l’area nord e nord ovest della Città Metropolitana. Anche se è un collegio difficile se non peggio, nel senso che i sondaggi lo danno vincente per il centrodestra, io ho accettato questa sfida. Così io intendo la mia militanza politica. Avere ideali ed obiettivi alti, avere la passione di combattere per questi sempre, comunque. Mi batterò con tutta la mia forza, per ribaltare quei sondaggi e quelle proiezioni. Ringrazio sin d’ora, i militanti e i tanti amministratori dei Comuni del Collegio che mi hanno scritto e chiamato in queste ore per offrire il loro aiuto, le loro idee e la loro passione per questa difficile impresa. Avrò bisogno di ognuno di voi. Sono pronto con loro e per loro, per i nostri ideali e per la nostra storia a vivere insieme, in meno di 40 giorni, questo vastissimo territorio palmo a palmo fino al 25 settembre. Sono fortunato, ho avuto moltissimo dalla vita e dalla politica. Per questo sono contento e onorato di poter rendere il più possibile della mia fortuna con impegno e passione, quale che sia la sfida. Ho ben in mente i pericoli che corriamo con la possibile avventura del centrodestra al governo, e non risparmierò neanche una stilla del mio sudore in questa battaglia per il nostro futuro".
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione