Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

COSPITO, NORDIO NON CONVINCE
OPPOSIZIONI SU DONZELLI

L’informativa alle Camere del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non sgonfia le polemiche sul caso Donzelli, dopo le parole pronunciate ieri dal vicepresidente del Copasir e deputato di Fratelli d’Italia, in merito alla visita di alcuni deputati del Pd nella casa circondariale di Sassari, dov’era detenuto Alfredo Cospito fino a pochi giorni fa, prima del trasferimento al carcere di Opera  a Milano. In merito al 41 bis, il guardasigilli ha ribadito: “Noi non abbiamo mai messo in discussione la necessità di mantenere questo istituto. L'articolo 41-bis è stato approvato a suo tempo, è una legge dello Stato, per noi costituisce in questo momento un elemento normativo non trattabile nei confronti di chi si trova nelle situazioni per le quali, secondo la normativa vigente, debba essere applicato. Quindi, la possibilità di mutare in questo momento tale normativa è inesistente”. Sul caso specifico di Cospito, invece, Nordio ha sottolineato che  “all’applicazione del regime detentivo speciale si è giunti in seguito ad emergenze istruttorie dalle quali risulta che il detenuto, inserito al vertice dell’associazione con finalità di terrorismo, ha fornito una positiva dimostrazione di essere perfettamente in grado di collegarsi con l’esterno anche in costanza di detenzione, inviando documenti di esortazione alla prosecuzione della lotta armata di matrice anarchica-insurrezionalista”. Per quanto riguarda la bagarre seguita alle parole di ieri di Donzelli, il ministro commenta:  “Sono state citate informazioni che attengono a circostanze avvenute nel regime detentivo speciale di cui all'articolo 41-bis. È bene premettere che, in linea di principio, tutti gli atti riferibili ai detenuti in regime di 41-bis sono, per loro natura, sensibili, ragion per cui, ai fini della loro ostensione, occorrono una preventiva verifica e una valutazione del loro contenuto. A partire da questo dato esiste, però, una pluralità di aspetti che meritano doverosi approfondimenti. Bisogna comprendere di che tipo di atti si tratti, quale livello di segretezza essi abbiano, se e chi potesse averne conoscenza e se il destinatario potesse, a sua volta, divulgarli o condividerli con terzi. Già nella giornata di ieri, com'è noto, ho chiesto al mio capo di gabinetto di ricostruire quanto è accaduto. Questi quesiti attengono ad una materia complessa, delicata, suscettibile, per alcuni aspetti, di diverse interpretazioni”. “Al quadro che ho finora qui rappresentato si aggiunge, peraltro, l'indagine aperta dalla procura di Roma per i reati di rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio, secondo almeno quanto è apparso oggi, su alcuni giornali – commenta il ministro - Questa notizia rappresenta un elemento di novità, di cui a questo punto, per il doveroso rispetto del lavoro degli inquirenti, non possiamo non tenere conto”. L’informativa di Nordio non soddisfa però le opposizioni, che continuano a chiedere le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro e del vicepresidente del Copasir Donzelli, che avrebbe ricevuto dal primo informazioni riservate su colloqui in prigione tra Cospito e alcuni boss mafiosi.

 

LE OPPOSIZIONI.“Un Nordio imbarazzato e imbarazzante oggi non ha giustificato Donzelli e Delmastro ma non ha fatto chiarezza. Dovrà farla, all’esito dell’indagine interna, perché il responsabile del Ministero è lui. Ma è già tutto chiarissimo. Quei due sono un pericolo per la sicurezza nazionale” così su Twiter Peppe Provenzano, vice segretario del Pd e vice capogruppo alla Camera.   "Ho ascoltato con molta attenzione l’intervento del Ministro Nordio oggi a Montecitorio: appare un evidente imbarazzo per il comportamento assunto dal suo viceministro Delmastro e dall’onorevole Donzelli, che ha rivelato informazioni sensibili relative ai contenuti di conversazioni tra il ‘ndranghetista Presta, e il detenuto Cospito e il camorrista Di Maio. Il ministro Nordio oggi in aula non è stato in grado di esprimere con nettezza ciò che il suo ruolo istituzionale avrebbe dovuto spingere a fare, ovvero prendere distanze da simili comportamenti, ma in ogni caso ha sconfessato le giustificazioni surreali di Donzelli e Demastro. Nordio per dovere di sostegno alla sua maggioranza si è nascosto dietro l’alibi dell’apertura dell’inchiesta della Procura di Roma, che l’esposto da me oggi presentato ha determinato”  scrive in una nota il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli. “In questo momento – aggiunge - è veramente fuori luogo il silenzio della Presidente Meloni che in queste ore dovrebbe pretendere le dimissioni sia del viceministro che del suo coordinatore Donzelli dal Copasir. Quanto accaduto ieri è di una gravità inaudita di cui ancora oggi in molti fanno fatica a rendersi conto: ovvero utilizzare informazioni sensibili dello Stato come se fossero carte da gioco: torno a chiedere le dimissioni dal Copasir di Donzelli e dalla carica di viceministro di Delmastro”. (Roc – 1 feb)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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