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direttore Paolo Pagliaro

‘STA DIVENTANDO VIETATO
CRITICARE IL GOVERNO’

«Zero regole sugli appalti. Meno controlli sulla discrezionalità della pubblica amministrazione. Abolizione o limitazione di reati come abuso di ufficio e traffico illecito di influenze, che la stessa presidente della Commissione europea definisce obblighi irrinunciabili per gli Stati membri. Infine la proclamazione pubblica delle tasse come pizzo di Stato». Così Federico Cafiero de Raho, ex procuratore nazionale antimafia, oggi deputato del M5S in un’intervista a La Stampa. «Segnalo quanto detto dalla procuratrice europea Laura Codruța Kövesi, facendo il bilancio di un anno di attività. Su 14 miliardi di frodi rilevate sui fondi europei, 6,7 miliardi sono frutto di evasione fiscale, di cui 2,7 miliardi realizzata in Italia. Nessun Paese Ue ha questi numeri. Non sono dicerie. E il governo cosa fa? Esalta l'evasione paragonandola alla ribellione al pizzo mafioso e chiede all'Agenzia delle entrate, che la combatte, di sacrificare nel bilancio 10 milioni di euro». C'è un problema tra governo e poteri neutri? «Mi pare evidente. Se il presidente dell'Anac evidenzia l'esigenza di alcuni correttivi al codice degli appalti, si chiedono le sue dimissioni. Se la Corte dei Conti svolge il compito previsto dalla legge, evidenziando carenze e ritardi nella gestione del Pnrr, si fa un emendamento in corsa perché non se ne occupi più. Si proclama la sacralità della magistratura, ma la si intacca spudoratamente. Insomma sta diventando vietato criticare il governo, mentre si consente a mafie e corruzione di sguazzare nel fango dell'illegalità di Stato». (red / 6 giu)

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