Roma, 20 giu – Il decreto Pubblica amministrazione approvato oggi in via definitiva dal Senato “l’ho definito ‘decreto fallimento’ perché è nato come il decreto che serviva a potenziare l'amministrazione pubblica e invece ha sancito il fallimento di questo governo nella gestione del Pnrr”. Maria Domenica Castellone, nelle dichiarazioni di voto finali sul dl PA, è stata molto dura con la maggioranza di governo, e a 9Colonne, dopo il voto finale, conferma il giudizio negativo. “Che cosa ha fatto il governo? Per silenziare la Corte dei conti che aveva detto che dei 32 miliardi che si devono spendere nel 2023 del PNRR questo governo ne ha usato uno solo, con un emendamento nottetempo come ormai siamo abituati a veder fare in Commissione alla Camera ha abolito il controllo concomitante, mettendo il bavaglio agli organi di controllo, agli organi indipendenti, in questo caso alla Corte dei conti”, ricorda la senatrice del Movimento 5 Stelle, sottolineando che prima ancora “avevamo visto come il governo si è scagliato contro l’Anac quando per esempio aveva espresso perplessità sul codice degli appalti, oppure contro il Servizio Studi del Senato che aveva manifestato dubbi sul profilo finanziario dell'autonomia differenziata”. E poi, continua Castellone, “è il decreto che ancora una volta sancisce la bulimia di potere di questo esecutivo, che non fa altro che puntare a nuove nomine e nuove poltrone”. In questo caso “c’è il rafforzamento dell'amministrazione pubblica sì, ma solamente nei ministeri”.
Ma c’è dell'altro: secondo Castellone c’è da chiedersi “come si concili questo rafforzamento dei ministeri con il progetto di autonomia differenziata, che di fatto toglie invece il potere ai ministeri per un decentramento a livello regionale. Quindi perché rafforzare con ulteriore personale i ministeri se poi i poteri si stanno spostando alle regioni?”. Il Movimento 5 Stelle ha votato ovviamente contro il decreto “e abbiamo chiesto ancora una volta all'esecutivo di occuparsi dei veri problemi del paese, delle vere emergenze, tra cui la sanità, che in questo momento deve essere al centro dell'agenda politica, Abbiamo letto anche le ultime dichiarazioni del Presidente (della Fnomceo, ndr) Anelli che dice che ci sono altri 10mila medici pronti a lasciare il Servizio Sanitario Nazionale se non si investe davvero nelle assunzioni di personale e nella valorizzazione di quel personale: li abbiamo chiamato eroi durante la pandemia, oggi aspettano di avere risposte”. Tornando alla Corte dei conti, “c'è una proposta di legge della scorsa legislatura, ancora chiaramente negli archivi del Senato, in cui la principale forza di maggioranza, cioè Fratelli d'Italia, con la prima firma del senatore Fazzolari che oggi è un sottosegretario di questo governo, chiedeva proprio di potenziare quello stesso controllo concomitante che invece hanno abolito con questo decreto. Un vero e proprio cambio di posizione: del resto questo governo e questa maggioranza che si dichiarava pronta sta rinnegando tutte le posizioni e tutte le battaglie che aveva assunto da forza di opposizione”.
(PO / Sis)





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