La Procura di Milano ha aperto oggi un fascicolo d'indagine sulla vicenda dei pandori Balocco pubblicizzati dall’influencer Chiara Ferragni per un’iniziativa benefica. Iniziativa benefica che non si è realizzata secondo quanto faceva intuire lo spot pubblicitario. Per questo motivo l’Antitrust nei giorni scorsi ha inflitto una pesante multa (un milione di euro) alle società di Ferragni e una sanzione minore (420mila euro) alla Balocco. L’apertura del fascicolo, che per il momento è senza ipotesi di reato e non contiene nomi di indagati (tecnicamente modello 45), nasce dall’esposto presentato da Codacons e Assourt dove si ipotizza il reato di truffa aggravata sulla vicenda. La Guardia di Finanza è stata incaricata di condurre gli accertamenti che saranno ritenuti necessari. Il Codacons nell’esposto chiede inoltre di porre sotto sequestro “i conti delle società di Chiara Ferragni a tutela della azioni di rivalsa”. Secondo il Codacons la presentazione dell’esposto è dovuta al “gravissimo contenuto del provvedimento dell’Autorità per la concorrenza che ha portato alla sanzione milionaria per la Ferragni. Tutti i messaggi veicolati al pubblico per presentare l’iniziativa benefica sono stati realizzati associando le vendite del Pandoro griffato Ferragni al reperimento dei fondi utili alla donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino, pur nella consapevolezza che la donazione era stata fatta mesi prima (dall’azienda Balocco, ndr) dell'inizio delle vendite dell'indicato Pandoro. In tutti i contenuti diffusi legati all’iniziativa del ‘Pandoro PinkChristmas’ vi sono espressioni comunque dirette ad avvalorare la circostanza che la Signora Chiara Ferragni in prima persona avesse contribuito all’iniziativa benefica. I documenti istruttori, al contrario, dimostrano la circostanza, non smentita, che la donazione pubblicizzata attraverso le confezioni del Pandoro ‘griffato’ e gli altri messaggi è stata fatta dalla sola società Balocco, senza alcuna partecipazione delle società Fenice e TBS Crew, né della Signora Chiara Ferragni”. Il Codacons mette poi in luce come nella sentenza dell’Antitrust si evidenzi una “mail interna di un dipendente Balocco dove si afferma ‘Mi verrebbe da rispondere (al team Ferragni): In realtà le vendite servono per pagare il vs cachet esorbitante’. A tutto ciò si aggiunge la questione economica del rincaro del prezzo del pandoro ‘griffato Ferragni’ a danno dei consumatori, con la confezione che passa da 3,68 euro a 9,37 euro, differenza che ‘non giustificata da una maggior qualità degli ingredienti, rafforzava, agli occhi del consumatore, il convincimento che nel maggior prezzo del Pandoro griffato fosse incluso un contributo alla citata donazione’ – scrive l’Antitrust. Riteniamo gravissimo - continua il Codacons - sfruttare un tema delicato come i bambini malati di cancro e la beneficenza per attività commerciali tese unicamente a determinare guadagni per società private. Una campagna quella di Balocco e Ferragni che potrebbe aver ingannato la buona fede dei consumatori, modificando le loro scelte economiche e portandoli a spendere soldi nell’errata convinzione che il ricavato delle vendite sarebbe andato ad una struttura sanitaria. E’ già la seconda volta che le iniziative di solidarietà dei Ferragnez sono coinvolte da provvedimenti dell’Antitrust: nel 2020 la piattaforma Gofundme usata da Fedez e Ferragni per la raccolta fondi in favore dell’ospedale San Raffaele fu multata con 1,5 milioni di euro per i costi occulti a carico dei donatori”. Inoltre in questi giorni sono stati sollevati dubbi su una campagna pubblicitaria simile a quella multata effettuata con le Uova di Pasqua dell’azienda Dolci Preziosi che aveva come testimonial sempre Chiara Ferragni. (20 dic - fre)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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