Roma, 2 apr - Un piano per l’export con un obiettivo ambizioso, 700 miliardi di euro entro fine legislatura, nonostante i dazi americani incombenti proprio per questa sera: lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo a una interrogazione della deputata di Forza Italia Isabella De Monte, la quale commenta: “già il 2024 è stato un anno positivo con 623 miliardi di export e il fatto di avere oggi un piano di export delle imprese italiane per i paesi terzi – spiega - significa avere concretezza in un momento di incertezza. Quindi se da un lato dobbiamo dire che certo preoccupa l'azione della politica commerciale statunitense, dall'altro lato dobbiamo dire di avere certamente delle possibilità concrete anche di espandere altri mercati”. E’ di oggi, per esempio, la nomina di Paolo Talò a inviato dell’Italia per il corridoio del Cotone con l’India: “Senz'altro: questo è una notizia che già risale al G 20, ma oggi c'è la concretezza, il fatto di avere un inviato, l'ambasciatore Paolo Talò che svilupperà questo nuovo itinerario di traffico che va dall'India all'Europa passando attraverso l'Italia. Quindi l'Italia è un paese centrale rispetto a questa via” e quindi sarà investita in pieno “dall’espansione dei mercati in arrivo, ma certamente anche in partenza”. Anche l'annuncio di una riforma del ministero degli Esteri, avvenuta sempre oggi, va nel senso di dare al Maeci un'impronta non solo politica, ma anche di governo del commercio estero: secondo De Monte “senz'altro sono delle misure ovviamente operative: c'è una vicinanza alle imprese che va nel senso della sburocratizzazione, ma anche di dare supporti di missione alle imprese, anche a livello finanziario: quella finanziaria è una parte importante di questo piano, perché la nostra realtà di piccole e medie imprese ha bisogno di essere accompagnata, sostenuta, nei paesi terzi. Direi che il ministro Tajani ha messo in atto tutta una serie di azioni che vanno in questa direzione. Stasera, arriveranno i tanto annunciati dazi di Trump ma l’Italia, secondo De Monte, è pronta: “Innanzitutto si deve anzi andare nella direzione della diplomazia della risoluzione, quindi non avere una guerra dei dazi, a questo il ministro Tajani l'ha sempre detto. Ma il fatto di avere anche sistemi alternativi che sono questo piano per l'export e avere degli accordi commerciali dell'Unione europea in cui l'Italia sia parte determinante, vuol dire comunque creare delle contromisure”.
(PO / Sis)
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