"Gli incentivi fiscali rivolti a chi desidera tornare in Italia avevano cominciato a mostrare i primi risultati concreti. Tuttavia, nell’ultimo anno questi strumenti sono stati ridimensionati o tagliati, ed è per questo che ritengo il tema una priorità, se davvero vogliamo che la migrazione diventi circolare" dichiara Eleonora Medda, Consigliere CGIE in occasione della 47esima Assemblea Plenaria del CGIE. "Nel 2024 si sono registrate circa 190mila partenze, ma è probabile che il numero reale sia anche più alto. Chi parte, spesso, non riesce a rientrare non per mancanza di volontà, ma per l’assenza di prospettive di carriera e per salari troppo bassi" spiega. "È necessario creare un circolo virtuoso: questi incentivi devono essere stabili, non misure temporanee che cambiano ogni anno. Serve la possibilità di pianificare il proprio rientro a lungo termine, con regole certe. Per chi vive all’estero, tornare in un Paese dove gli stipendi sono fermi da anni significa fare un salto nel buio. È quindi fondamentale che gli incentivi siano seri, duraturi e ben progettati" conclude.(PO GIL)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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