Dopo le polemiche e le denunce alla polizia postale, chiude i battenti il sito ‘Phica’, forum in cui venivano postate e commentate foto di attrici, influencer, cantanti, giornaliste e anche politiche, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein. Un altro caso clamoroso di sessismo scoppiato in pochi giorni, dopo il caso del sito “Mia moglie”. "Phica è nata come piattaforma di discussione e di condivisione personale, con uno spazio dedicato a chi desiderava certificarsi e condividere i propri contenuti in un ambiente sicuro. Purtroppo, come accade in ogni social network, ci sono sempre persone che usano in modo scorretto le piattaforme, danneggiandone lo spirito e il senso originario" scrivono i gestori della piattaforma, annunciando la rimozione di tutti i contenuti. "Nonostante gli sforzi, non siamo riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici che hanno spinto Phica a diventare, agli occhi di molti, un posto dal quale distanziarsi piuttosto che sentirsi orgogliosi di far parte. Per questo, con grande dispiacere, abbiamo deciso di chiudere e cancellare definitivamente tutto ciò che è stato fatto di sbagliato". "In oltre 20 anni – specificano - abbiamo sempre collaborato con le forze dell'ordine italiane e internazionali, contribuendo attivamente anche a casi importanti (come quello seguito dal giudice Cantone), fornendo ogni volta dati e supporto per assicurare alla giustizia chi commetteva crimini. Phica è stata una comunità, con luci e ombre, ma soprattutto con la volontà di creare uno spazio diverso". Le reazioni politiche sono numerose e immediate, a partire dalla presidente della Commissione Femminicidio, Martina Semenzato: “La violenza contro le donne cambia forma, si attualizza, con una veste digitale, si diffonde sui social. Dal gruppo di 32.000 voyeuristi dall’ego espanso e ipertrofico, ‘omuncoli’ che hanno svenduto le proprie mogli e compagne contro ogni principio etico e morale a profili che hanno visto coinvolte colleghe, spesso con foto manipolate. Siamo difronte ad una deriva che ci lascia inorridite. Non c’è chi condanna di più e chi di meno: c’è comune disprezzo femminile e maschile. Siamo in presenza di un reato gravissimo, il c.d. revenge porn, perseguibile su querela di parte, che, val la pena ricordare a tutti, prevede una pena fino a sei anni di reclusione anche per chi condivide e diffonde le immagini. Denunciare è un dovere comune". Tra le vittime anche Laura Boldrini, deputata Pd: "Sono venuta a sapere in queste ore che anche alcune mie foto sono finite sul famigerato forum 'Phica.net', accompagnate da commenti sessisti, volgari e violenti. Non è la prima volta, purtroppo. Ma anche in questo caso procederò come ho sempre fatto e cioè denunciando alle autorità. Davanti a chi pensa di poter disporre del corpo delle donne, sia dal vivo sia online, non si può e non si deve tacere. Trovo, per altro, imbarazzante il comunicato dei gestori del sito che davanti alla denuncia di decine di donne che hanno trovato centinaia di commenti e loro foto non autorizzare dicono che ‘non siamo riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici’. Segnalo che alcune delle mie foto e dei commenti irripetibili che le accompagnano risalgono al 2020. Ma di cosa parlano? Il forum si qualifica a cominciare dal nome che i gestori hanno scelto di dargli. Non sono singoli comportamenti tossici: è una cultura tossica che forum come quello non fanno che alimentare. Ed è sul piano colturale che bisogna agire. Non subiremo questa rivoltante violenza misogina". (PO / Roc)
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