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direttore Paolo Pagliaro

“Oltre il velo”: a Cefalù l’arte di Maria Sole Stancampiano

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

“Oltre il velo”: a Cefalù l’arte di Maria Sole Stancampiano

“Oltre il velo” è una sequenza di fotografie in cui una giovane donna bionda gioca con un velo d’organza che la copre, la scopre, le ricade addosso. Le immagini della mostra, visitabile dallo scorso 18 agosto al 30 ottobre alla Galleria-Caffè letterario in via Mandralisca a Cefalù, esplorano l’equilibrio tra ombra e luce, tra ciò che è visibile e ciò che si può immaginare. Ogni scatto cattura il mistero dell’attimo fuggente. Con un rimando alla tradizione mediterranea, alla seduzione femminile vista come nel “Cantico dei cantici” in cui le labbra della sposa “dietro al velo, sono come un pezzo di melagrana”. Non è un velo nuziale quello che interpreta Maria Sole Stancampiano. Ma è la leggerezza di un ornamento antico e nobile. Fedele all’insegnamento del Master di PHotoEspana seguito a Madrid, la fotografa dice che “si può ritrarre tutto tranne il già visto”. Si pone, quindi, oltre la cronaca, oltre il confronto tra Oriente e Occidente sull’uso del velo femminile. Oltre la valenza di simbolo religioso, talvolta opprimente, sempre integralista, con cui l’Occidente oggi identifica il velo islamico. La mostra è un invito a guardare oltre le apparenze. A riflettere sulla complessità delle identità. Per “planare sulle cose con leggerezza”. Senza tralasciare disciplina e lavoro. “Oltre il velo” nasce come un omaggio ai primi vent’anni di attività della Galleria-Caffè letterario di via Mandralisca a Cefalù. Un luogo ideato come laboratorio permanente di arte e cultura. Una corte nel centro della città medievale dove Angelo Daino e Giuseppe Provenza hanno deciso di sperimentare l’eccellenza della cucina mediterranea. E di farlo con il contributo e il confronto con artisti e letterati. Maria Sole Stancampiano si è laureata a Roma in Design industriale e poi in Grafica e Fotografia. A Madrid ha frequentato il Master di PHotoEspana, laboratorio di progetti fotografici, dall’idea base alla realizzazione e all’esposizione. Ha partecipato alla collettiva fotografica “Punto de encuentro”, in mostra al Centro de arte Alcobendas (Madrid) dal 20 settembre al 5 novembre 2023. Ha già esposto presso la Galleria-Caffè letterario di Cefalù dal 14 giugno al 30 settembre 2024 con la mostra “Roma e il suo doppio. Viaggio sul set di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica”. (gci)

A NAPOLI “AGNES QUESTIONMARK - CHIMERA MOSTRUOSA”

A Napoli la mostra “Agnes Questionmark - Chimera Mostruosa”, prima mostra di Agnes Questionmark, a cura di Alessandra Troncone, che inaugurerà al pubblico il 18 ottobre (con relativa installazione site-specific accessibile su appuntamento dal giovedì al sabato fino al 30 novembre). Agnes Questionmark occupa una posizione di rilievo sulla scena artistica internazionale grazie all’importanza dei temi affrontati e all’originalità espressiva che caratterizza il suo lavoro. La sua pratica interdisciplinare spazia tra performance, scultura, video e installazione, indagando i limiti dell’identità attraverso opere che mettono in discussione le nozioni convenzionali di genere, umanità e specie. Performance come CHM13hTERT (2023) e TRANSGENESIS (2021) creano spazi immersivi in cui il corpo diventa luogo di trasformazione e resistenza politica. Il suo lavoro esplora i confini dell’umano attraverso esperimenti genetici, interventi chirurgici e processi riproduttivi artificiali, destabilizzando le definizioni del sé. “Queerizzando” le strutture di potere tra medico e paziente, umano e macchina, l’artista critica i sistemi che patologizzano e disciplinano i corpi non conformi, trasformando così il proprio in un esperimento vivente che sfida ogni classificazione. La mostra presso WHITESPACE Projects/Napoli è il frutto della sua Inaugural Summer Residency, un progetto di ricerca ambizioso e visionario che attraverso una serie di tappe nella città di Napoli, accompagnate da taccuini documentati, costituirà parte del corpus espositivo della 18a Quadriennale d’Arte di Roma: Fantastica. La mostra e la Summer Residency, volute dal fondatore il visual artist Pietro Costa e curate dalla guest curator Alessandra Troncone con associate curator Concetta Luise, collegano le due città, Napoli e Roma, le due mostre e una ricerca artistica unica. Racconta Troncone: “A Napoli, Agnes Questionmark si è dedicata a scrivere il capitolo di una sci-fiction story che intreccia scienza, mito e autobiografia personale. Ripercorrendo alcuni luoghi straordinari di questa città, tra cui il Museo Darwin-Dohrn, il Museo Anatomico e il Museo Filangieri, la ricerca si è naturalmente intrecciata alla specificità di Napoli e al suo rapporto con il mare. Nel suo lavoro, Agnes ha più volte messo al centro l’acqua come luogo di genesi e trasformazione; Napoli appare quindi il contesto ideale per lo sviluppo di un nuovo progetto in forte dialogo con questa città”. La mostra include opere inedite e site-specific create durante la Summer Residence a WHITESPACE Projects/Napoli, ovvero disegni, bassorilievi in cera e resina, video, sculture, costumi e oggetti attinenti alle fasi di ricerca dell’artista a Napoli, finalizzata alla realizzazione dell’installazione Exiled in Domestic Life, presentata alla 18a Quadriennale d’Arte di Roma nella sezione Il corpo incompiuto, curata da Troncone. “Questa prima residenza a WHITESPACE Projects/Napoli rappresenta esattamente il dialogo e la costruzione di relazioni e visioni dal respiro internazionale, non solo tra Napoli e New York che desidero continuare a promuovere e sostenere”, afferma Costa nell'occasione dell'apertura dello spazio di residenza e della sua nuova casa/studio nel centro della città. Agnes Questionmark vive tra l'Italia e New York. Ha esposto a livello internazionale alla 60esima Biennale di Venezia, al Centre d’Art Contemporain di Ginevra, al Museo MAXXI di Roma, alla 14esima Biennale di Gwangju, alla Malta Biennale di La Valletta, a Mimosa House a Londra, a Casa Flash Art a Milano e alla Konig Galerie di Berlino. I suoi scritti sono apparsi su NERO Magazine e sono stati presentati presso ICA Milano. Nel 2024 è stata selezionata come finalista per il 5° Premio Mario Merz, il Darmo Art Prize e il Premio Stromboli. (gci)

AL MAN DI NUORO TRE PROPOSTE ESTIVE INEDITE E ORIGINALI

Il MAN di Nuoro accoglie l’estate con tre proposte inedite ed originali. "ISOLE E IDOLI" (dallo scorso 27 giugno al 16 novembre) esplora il legame profondo tra le isole e i loro simulacri, analizzando come l'arte del Novecento abbia reinterpretato le figure arcaiche e il loro potere simbolico. La mostra propone un dialogo tra reperti archeologici, provenienti da musei sardi e dal Louvre, e opere di maestri moderni come Gauguin, Miró e Giacometti, evidenziando come l'antico e il moderno si tocchino al di fuori del tempo e dello spazio, nutriti da una comune necessità di rappresentare l'invisibile. “ISOLE MINORI” (dal 26 e 27 giugno fino al 16 novembre) racconta come la Sardegna è stata raccontata dai grandi fotografi negli ultimi 25 anni, mutandone la percezione. Da luogo chiuso e tradizionale, quello dell’entroterra, a luogo più aperto e accogliente, frutto dello sviluppo dell’industria turistica. Opere di straordinaria qualità visiva e visioni nuove di luoghi noti, attraverso le quali si possono aprire riflessioni di diversa natura intorno ai tanti temi sollevati dalle opere esposte. Con “ISCRA” (dal 27 giugno al 7 settembre), infine, una flotta di artisti guidata da Leonardo Boscani ha esplorato il territorio della Planargia, in un viaggio fra costa e mare, traducendolo in opere che mescolano linguaggi estetici e riflessioni antropologiche. (gci)

DOPO IL SUCCESSO “TOLKIEN. UOMO, PROFESSORE, AUTORE” ARRIVA A TRIESTE

Dopo il grande successo di Roma, Napoli, Torino e Catania, Trieste ospiterà dal 19 settembre all’11 gennaio 2026 al Salone degli Incanti – su forte impulso del Comune di Trieste – la grande mostra dedicata a John Ronald Reuel Tolkien, creatore della celebre epopea della Terra di Mezzo che ha plasmato un nuovo immaginario per il mondo contemporaneo e lo ha reso uno degli autori più letti del pianeta. “TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore” ne contempla il percorso umano, il processo creativo, la potenza evocativa, la visionarietà poetica: un viaggio senza eguali nel mito, che trasformerà lo spazio espositivo nella Terra di Mezzo, la sua immaginifica realtà alternativa. Geografia, lingue e storia del mondo secondario, ma anche indagine di uomo, Tolkien, rivelato in tutta la sua fascinosa complessità. Attraverso la commistione di parole e immagini, il focus è sulla modernità del pensiero del riverito accademico, appassionato studioso della lingua inglese antica, che ha raggiunto fama planetaria con Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion. La conoscenza della sua vita e l’immersione nell’universo da lui creato si realizzano mediante un articolato percorso espositivo tra libri autografi, lettere, memorabilia, fotografie e opere d’arte ispirate dalle visioni letterarie di un autore unico e poliedrico. Uomo del suo tempo, linguista e filologo, il Professore di Oxford viene raccontato nella sua complessità artistica e umana. Promossa dal Ministero della Cultura con la collaborazione dell’Università di Oxford, è realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con l’Associazione Culturale Costruire Cultura, con la curatela di Oronzo Cilli e la co-curatela e l’organizzazione di Alessandro Nicosia, “TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore” è la più importante retrospettiva del suo genere in Italia per spettacolarità, dimensioni, materiali inediti esposti e autorevolezza delle istituzioni internazionali coinvolte. Trieste è l’ultima tappa di un percorso che conclude l’itineranza al Salone degli Incanti, grazie al sostegno del Comune di Trieste e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e al MiC – Ministero della Cultura che ne ha promosso la progettazione con l’obiettivo di incentivare la partecipazione di tutti alla vita culturale. (red)

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