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ONU: MOSCA RIMPATRI
I BAMBINI TRASFERITI

Con una risoluzione non vincolante, adottata con 91 voti a favore, 12 contrari (compresa la Russia) e 57 astensioni, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha chiesto il ritorno immediato e incondizionato dei bambini ucraini “trasferiti forzatamente” in Russia, che senza dubbio costituirà una delle questioni cardine negli (ancora ipotetici) negoziati tra Kiev e Mosca per la chiusura del conflitto. La risoluzione chiede a Mosca di “garantire il ritorno immediato, sicuro e incondizionato di tutti i bambini ucraini che sono stati trasferiti o deportati con la forza”. Invita inoltre la Russia a “cessare senza indugio tutte le pratiche di trasferimento forzato, deportazione, separazione delle famiglie e separazione dei bambini dai loro rappresentanti legali, modifica dello status personale, compresa la cittadinanza, adozione o affidamento, e indottrinamento dei bambini ucraini”.

“Il ritorno dei bambini ucraini deportati dalla Russia è una parte importante di una soluzione pacifica” del conflitto “e il sostegno degli Stati Uniti in questo processo è decisivo”, ha affermato dopo la votazione all’Onu il viceministro degli Esteri ucraino Mariana Betza secondo la quale i 92 sì a favore della risoluzione rappresentano “una vera vittoria per la diplomazia ucraina nelle difficili circostanze geopolitiche odierne”. Per Betza, è significativo che solo 12 paesi, tra cui la Russia, abbiano votato contro il ritorno dei bambini ucraini. L’esponente del governo di Kiev ha inoltre sottolineato che la risoluzione, elaborata da 48 paesi, condanna la deportazione forzata e lo sfollamento dei bambini ucraini, “poiché ciò costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario”.

Il documento obbliga la Russia a rimpatriare incondizionatamente tutti i bambini e conferisce al Segretario generale delle Nazioni Unite il mandato di coordinare le strutture delle Nazioni Unite, di ricercare informazioni complete sulla posizione e le condizioni dei bambini e di garantire l'accesso alle organizzazioni umanitarie internazionali. Betza ha sottolineato che per la prima volta nella storia, l'ONU ha adottato una risoluzione separata dedicata specificamente al ritorno dei bambini, il che evidenzia la natura globale del problema. “Una pace giusta è impossibile senza il ritorno di ogni bambino, e la questione del loro ritorno è una componente del più ampio processo di pace”, ha sottolineato il viceministro. Secondo Betza, “nonostante le pressioni senza precedenti esercitate dalla Russia sui Paesi del Sud del mondo, che hanno cercato di impedire loro di sostenere il documento, i risultati delle votazioni hanno dimostrato che le campagne di disinformazione e il ricatto non hanno funzionato” rimarcando in particolare in particolare il sostegno alla risoluzione da parte della Repubblica del Sudafrica, definendolo “un risultato molto significativo”.

Da parte sua, la vice ambasciatrice russa all'ONU, Maria Zabolotskaya, ha denunciato un testo “pieno di false accuse”, affermando che “ogni voto contrario è un voto per la pace”. L'Ucraina accusa la Russia di aver rapito almeno 20mila bambini ucraini dall'inizio della guerra, in quella che Betza ha definito “la più grande operazione di rapimento sponsorizzata da uno Stato nella storia”, ha dichiarato dal podio prima del voto, sottolineando che più di 1.850 di loro erano stati recuperati. “Non ci sarà una pace giusta in Ucraina senza il ritorno immediato e incondizionato dei nostri bambini a casa”, ha insistito. (4 DIC - deg)

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