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direttore Paolo Pagliaro

A Gorizia "La guerra vista dai grandi fotografi Magnum"

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

A Gorizia

Fino al 3 maggio 2026, Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia ospita Back to Peace? La guerra vista dai grandi fotografi Magnum, una mostra-evento del programma GO! 2025, Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura, in esclusiva per l’Italia. Un progetto di forte valore simbolico e storico che racconta il Novecento della guerra e della pace attraverso gli sguardi dei maestri della fotografia mondiale. Organizzata da Erpac – Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli-Venezia Giulia, prodotta da Suazes in collaborazione con Magnum Photos, la mostra è curata da Andrea Holzherr e Marco Minuz. Il percorso comprende oltre 200 fotografie realizzate durante la Seconda guerra mondiale e nei primi anni del dopoguerra, accompagnate da installazioni multimediali, paesaggi sonori e pezzi storici militari legati alle immagini. Per l’occasione sono state commissionate due colonne sonore originali a compositori italiani. Si tratta di un itinerario immersivo che attraversa fronti di guerra, città distrutte, volti dei sopravvissuti e la difficile ricostruzione della pace. Si apre con le celebri fotografie di Robert Capa sullo sbarco in Normandia (D-Day), e con gli scatti di George Rodger che documentano la liberazione dei campi di concentramento, messi in dialogo con i disegni di Zoran Mušič su Dachau. Seguono il reportage di Wayne Miller sugli effetti delle bombe atomiche in Giappone, e il film Le Retour di Henri Cartier-Bresson, che racconta il ritorno dei prigionieri di guerra in Francia. Il percorso prosegue con le fotografie di Werner Bischof, testimone della devastazione in Europa e con gli scatti di David Seymour (Chim) sui bambini vittime della guerra, in un progetto realizzato con il sostegno dell’UNICEF. Tra le sezioni più suggestive, le immagini di Herbert List sulle macerie del dopoguerra, e il progetto Generazione X, commissionato da una rivista tedesca per raccontare le speranze e la ricostruzione della gioventù europea. Il percorso si conclude con le fotografie dedicate alla costruzione del Muro di Berlino, simbolo delle nuove divisioni che ancora segnavano l’Europa. Back to Peace? è una riflessione collettiva sulla memoria, sulla fragilità dell’uomo e sulla ricerca della pace. (Mag)

LE OPERE DI MAURIZIO GALIMBERTI NELLE RACCOLTE DI FONDAZIONE BRESCIA MUSEI

La Collezione di arte contemporanea di Fondazione Brescia Musei si è arricchita grazie alla donazione di Paolo Ludovici, che ha ceduto all’istituzione un nucleo di 27 opere di Maurizio Galimberti, tratte dal progetto fotografico State Fermi! Brescia, Piazza della Loggia 1974. Le opere erano già state esposte al Museo di Santa Giulia nella mostra “Brescia, Piazza Loggia 1974”, allestita per il cinquantenario della strage di Piazza della Loggia. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Brescia Musei e curata da Renato Corsini, nasceva da un’idea condivisa di Paolo Ludovici e Maurizio Galimberti. Il progetto rientrava tra gli appuntamenti della VII edizione del Brescia Photo Festival, promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f - Centro della Fotografia Italiana, oggi Cavallerizza - Centro della Fotografia italiana, dal titolo Testimoni. Il lavoro di Galimberti traeva spunto da fotografie originali di Pietro Gino Barbieri, Silvano Cinelli, Renato Corsini e Eugenio Ferrari fornite dall’Archivio di Casa della Memoria, dall’Archivio storico Silvano Cinelli e dall’Archivio Corsini/Ferrari. Attraverso la sua cifra tecnica distintiva – fotocollage e polaroid – l’artista ha scomposto e ricomposto le immagini storiche, trasformandone il valore documentale in una nuova e intensa narrazione poetica e civile, al fine di stimolare inediti spunti di riflessione. La donazione consolida il fondo di fotografia contemporanea di Fondazione Brescia Musei, sviluppato negli ultimi anni attraverso un articolato programma di commissioni e acquisizioni, confermando l’attenzione dell’istituzione per la fotografia come strumento di lettura del presente e di costruzione di una memoria visiva condivisa. Maurizio Galimberti (Como 1956), attivo sulla scena artistica internazionale da più di trent’anni, è conosciuto in tutto il mondo, oltre che per la caratteristica poetica dei suoi progetti, anche per i ritratti di star come Lady Gaga, Robert De Niro, Johnny Depp e Umberto Eco. Ha realizzato pubblicazioni e mostre site specific su New York, Parigi, Milano, Roma e Venezia. È stato testimonial mondiale di Polaroid International ed è oggi considerato dalla critica un instant artist. (Mag)

LE OPERE DI MIMMO ROTELLA A PALAZZO DUCALE DI GENOVA

A vent’anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella (1918–2006), Palazzo Ducale di Genova dedica all’artista una grande retrospettiva: Mimmo Rotella. 1945–2005, aperta al pubblico dal 24 aprile al 13 settembre 2026. Curata da Alberto Fiz e realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella, la mostra ripercorre oltre sessant’anni di attività, restituendo l’attualità di una ricerca che ha ridefinito il rapporto tra arte, immagine e società. Con oltre cento opere provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private internazionali, il percorso si articola in cinque sezioni tematiche, dalle sperimentazioni astratte del secondo dopoguerra, influenzate dal surrealismo, fino alle Nuove Icone degli ultimi anni, tra collage e sovrapitture che destrutturano l’universo mediale. Fulcro dell’esposizione è il décollage, gesto-simbolo di Rotella: lo strappo diventa un atto radicale capace di rivelare la natura frammentaria della realtà e di ridefinire il rapporto tra arte e vita. In mostra figurano lavori emblematici come Naturalistico (1953), La tigre (1962), Il punto e mezzo (1963), Tenera è la notte (1962), una selezione di opere dedicate a Marilyn Monroe, oltre a un grande Senza titolo degli anni Novanta su lamiera e ad Attenti, ultimo grande décollage dell’artista. Accanto ai décollage, la mostra approfondisce le tecniche più sperimentali di Rotella – dagli artypo agli effaçage, dai frottage alle tele emulsionate, fino ai riporti fotografici e alle estroflessioni – documentando una ricerca stratificata, nella quale l’artista si pone come lucido testimone della rivoluzione tecnologica. Negli anni Ottanta Rotella approda alle sovrapitture, senza rinunciare al confronto con il graffitismo e con la Pop Art. Allestita nelle sale medievali di Palazzo Ducale, l’esposizione è arricchita da materiali d’archivio e documenti audiovisivi ed è accompagnata da un catalogo bilingue italiano/inglese. La mostra è prodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella. (Mag)

“LUCE CHE AFFIORA”: REMBRANDT E GUARNERI IN DIALOGO A URBINO

Fino al 25 gennaio 2026, la Galleria Albani dei Musei Civici di Urbino ospita la mostra Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt, promossa dal Comune di Urbino e realizzata in collaborazione con la Rete Museale Marche Nord, la Gallery Rosenfeld di Londra e l'associazione culturale L'Arte in Arte e il sostegno di Next S.r.l. Curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni, l’esposizione accosta per la prima volta a Urbino una selezione di 20 incisioni originali di Rembrandt van Rijn e un nucleo significativo di opere di Riccardo Guarneri, maestro della pittura analitica italiana. Il percorso nasce da un episodio fondativo della biografia di Guarneri: l’incontro, negli anni Cinquanta, con le opere di Rembrandt durante un viaggio nei Paesi Bassi, esperienza decisiva per la sua indagine sulla luce, sulla rarefazione del colore e sulla percezione della superficie pittorica. Le incisioni di Rembrandt, provenienti da una collezione privata del territorio urbinate, documentano l’evoluzione del maestro olandese nell’uso del chiaroscuro e includono fogli celebri come Inno di Simeone (Presentazione al tempio), Autoritratto con Saskia, Autoritratto con cappello di piume, L’angelo appare ai pastori, Donna che bagna i piedi in un ruscello ed Erudito nello studio. Il dialogo tra il chiaroscuro drammatico di Rembrandt e la luce rarefatta e quasi impercettibile di Guarneri invita il visitatore a un’esperienza di visione lenta e meditativa, particolarmente significativa a Urbino, città simbolo della costruzione moderna dello sguardo e della luce rinascimentale. Riccardo Guarneri (Firenze, 1933) è tra le figure più importanti della pittura analitica italiana. Dagli anni Sessanta sviluppa una ricerca personale centrata sulla luce come struttura della superficie pittorica. Ha esposto le sue opere in sedi internazionali quali la Biennale di Venezia, la Kunsthalle di Berna e il Centre Pompidou. (Mag)

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