“Ogni anno facciamo i conti con animali terrorizzati, fughe, incidenti, perfino morti improvvise a causa dei botti di Capodanno. A pagare il prezzo più alto sono sempre gli animali più fragili, ma ovviamente anche le persone che li amano e che devono gestire momenti di difficoltà e paura, mentre il mondo festeggia. E ogni anno, puntualmente, arriva quel bilancio drammatico che sarebbe del tutto evitabile, se solo seguissimo l’esempio di altri Paesi più lungimiranti e rispettosi del benessere di persone e animali", dichiara Massimo Comparotto, presidente OIPA Italia. Non è raro che gli animali, impauriti, scappino dai giardini e dai cortili perdendosi o finendo investiti. Animali più anziani o cardiopatici possono morire d’infarto. E anche la fauna selvatica, uccelli e animali dei parchi e dei boschi, spaventata dal frastuono e dalle improvvise luci si disorienta schiantandosi contro alberi, muri, vetrate, cavi elettrici o finendo sotto le auto. Inoltre le "lanterne cinesi", fatte spesso volare in occasione del Capodanno, possono causare il ferimento e la morte di animali. Si sono verificati diversi casi di selvatici e domestici ustionati, strangolati, o morti per emorragia interna dopo aver ingoiato il metallo tagliente dello scheletro delle lanterne. Il loro volo incontrollato è inoltre molto pericoloso in quanto facile innesco di incendi. L'impatto dei botti è amplificato dalla fisiologia animale: mentre l'orecchio umano percepisce frequenze fino a circa 20.000 Hz, i cani arrivano a 45.000 Hz e i gatti superano i 60.000 Hz, “rendendo le esplosioni non solo spaventose ma fisicamente dolorose”. Per fornire indicazioni utili su come proteggere cani, gatti e non solo durante la notte di Capodanno, l’OIPA ha realizzato un video-decalogo di consigli: teniamo gli animali il più lontano possibile dai festeggiamenti e dai luoghi in cui i petardi vengono esplosi; non lasciamoli soli, potrebbero avere reazioni incontrollate e ferirsi; non lasciamoli in giardino; teniamo in casa o in un luogo protetto gli animali che abitualmente vivono fuori per scongiurare il pericolo di fuga; teniamo alto il volume di radio o televisione, chiudendo le finestre e le persiane; lasciamo che si rifugino dove preferiscono, anche se si tratta di un luogo che normalmente è loro vietato; durante le passeggiate teniamoli al guinzaglio, evitando anche di liberarli nelle aree per gli animali per evitare fughe dettate dalla paura; in caso di necessità, facciamo visitare l’animale da un veterinario comportamentalista affinché valuti la possibilità di una terapia di supporto; evitiamo soluzioni fai da te somministrando tranquillanti, alcuni sono addirittura controindicati e fanno aumentare lo stato fobico; organizziamo una “gita fuori porta” per trascorrere il Capodanno in luoghi lontani dai centri urbani e dai rumori forti e improvvisi; chiediamo al nostro Comune un intervento per vietare e prevenire festeggiamenti pericolosi, anche mediante campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su quanto questi inutili rumori possano essere dannosi e pericolosi per animali domestici e selvatici. Esiste una corposa normativa che prevede limiti e prescrizioni in materia per la tutela dell’incolumità pubblica. In generale, è vietato fare esplodere fuochi o petardi nelle vicinanze di persone, così come arrecare danni a cose o animali (con obbligo al risarcimento). La condotta può avere anche rilevanza penale integrando il reato di accensioni ed esplosioni pericolose.
il WWF ricorda inoltre che i botti di capodanno, oltre a provocare traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali e a causare panico, ansia e stress negli animali domestici, possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati. Oltre all’impatto diretto sulla qualità dell’aria, ricorda l'associazione animalista, queste sostanze possono accumularsi negli ecosistemi e contaminare alimenti e corsi d’acqua, con effetti a lungo termine sulla biodiversità e sull’equilibrio ambientale. Uno studio realizzato a Valencia, in Spagna, dove in primavera si svolgono manifestazioni con fuochi pirotecnici, ha rilevato che gli effetti ecologici del rumore dei fuochi d’artificio possono protrarsi nel lungo periodo e influenzare negativamente il ciclo riproduttivo dei passeri. Uno studio austriaco ha monitorato 20 oche selvatiche durante la notte di Capodanno, rilevando un marcato stress fisiologico: il battito cardiaco medio è aumentato del +96% (da 63 a 124 battiti al minuto) e la temperatura corporea è salita da 38°C a 39°C, con effetti che si sono protratti fino al mattino successivo. I bang e i flash di luce, inoltre, possono interferire con il comportamento animale in momenti particolarmente delicati come l’accoppiamento o le migrazioni, lasciando strascichi che possono manifestarsi anche nei mesi e negli anni successivi. Un’indagine dell’azienda Weenect (2024) su 652 animali domestici (cani e gatti) ha rivelato che il 26% si nasconde, il 20% tenta di fuggire e tra il 16% e il 24% manifesta stress persistente, anche diverse ore dopo i fuochi. Nel 2022 a Napoli i fuochi d’artificio non autorizzati da una villa privata hanno generato un incendio nella vicina Oasi WWF Cratere degli Astroni, mandando in fumo 40 ettari di bosco tra l’oasi e il confinante Parco Regionale dei Campi Flegrei. I responsabili sono attualmente sotto processo per disastro ambientale.
Cani e gatti possiedono un udito molto più sensibile di quello umano. Gli esseri umani percepiscono suoni tra circa 20 Hz (infrasuoni) e 20.000 Hz (ultrasuoni), mentre il cane può udire frequenze fino a circa 60.000 Hz e il gatto fino a 70.000 Hz. Anche negli animali d’allevamento, come mucche, cavalli e conigli, le esplosioni possono avere effetti gravi: lo spavento intenso può infatti provocare traumi, stress elevato e in casi estremi, persino l'aborto. Si stima che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo. (31 dic – red)
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