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MATTARELLA AI GIOVANI:
NON RASSEGNATEVI

MATTARELLA AI GIOVANI: <BR> NON RASSEGNATEVI

“Il prossimo anno saranno 80 anni di repubblica”, per un Paese che alle spalle ha “decenni di alto significato”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno, ha invitato a immaginare un “album” della storia della Repubblica italiana, elencando momenti e suggestioni che hanno caratterizzato le vicende dell'Italia in vistadel 2026, anno che sancirà l'ottantesimo anniversario dal voto che scelse la Repubblica. “Il primo fotogramma è rappresentato dalle donne - prosegue - per la prima volta chiamate finalmente alle urne. Questo segno diede alla repubblica il suo carattere democratico”. Un voto che fece da “spartiacque” per il Paese. Un'Italia oggi alle prese con una situazione internazionale delicata: “Si chiude anno non facile”, ma per l'Ucraina “la nostra aspettativa è rivolta alla pace”. E ancora, ha affermato che la pace è necessaria “di fronte alla devastazione di Gaza, dove i neonati muoiono al freddo assiderati”. Dunque è “ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte” e si dovrebbe invece raccogliere l'invito del papa a “disarmare le parole”. Al riguardo, ha sottolineato, “le immagini della firma dei Trattati di Roma, nel 1957, consegnano un successo e un altro momento decisivo, con l’Italia in prima linea nella costruzione della nuova Europa. Proprio l’Europa e le relazioni transatlantiche, con il piano Marshall, sono i due pilastri della ricostruzione. L’Unione Europea e l’Alleanza Atlantica hanno coerentemente rappresentato - e costituiscono - le coordinate della nostra azione internazionale”. Poi si è soffermato sugli anni del miracolo economico che “ci presentano in primo piano i volti degli operai delle fabbriche e di quelli impegnati a realizzare le grandi infrastrutture che modernizzano il Paese. Il lavoro come leva fondamentale dello sviluppo. Lo statuto dei lavoratori è stato lo strumento che riconosce e sancisce diritti, dignità e libertà sindacale. Valori che richiamano al pieno rispetto della irrinunziabile sicurezza sul lavoro e all’equità delle retribuzioni”.

Il “servizio sanitario nazionale”, ha dichiarato Mattarella “garantisce universalità e gratuità delle cure, rappresentando un’altra decisiva conquista dello stato sociale, che pone al centro la dignità della persona e l’idea di una piena uguaglianza. Accanto ad esso il sistema previdenziale esteso a tutti. Condizioni da preservare di fronte ai cambiamenti di ogni tempo”. Nel suo discorso, ha evidenziato anche l'importanza della cultura per la storia italiana: “Fondamentale alla crescita della identità nazionale è stato - e rimane - il contributo della cultura, dell’arte, del cinema, della letteratura, della musica”. Ha proseguito cintando anche “il ruolo del servizio pubblico affidato alla Rai, a garanzia del pluralismo, presupposto essenziale di un largo coinvolgimento popolare attorno alle istituzioni della Repubblica”. Ha poi aggiunto: “Altre immagini, questa volta drammatiche. Le stragi. Il terrorismo. Ricordiamo i volti e i nomi delle vittime. Magistrati, giornalisti, uomini delle istituzioni, esponenti delle forze dell’ordine. E poi tanti, troppi giovani che cadono per mano di ideologie che fanno della violenza il loro unico strumento. Verrà definita la notte della Repubblica. Ma l’Italia prevale. Le istituzioni si dimostrano più forti del terrore. E lo sono grazie all’unità delle forze politiche e sociali, capaci di difendere i principi fondativi della Repubblica”. Al riguardo, ha ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Spazio anche allo sport: “Storie e atleti indimenticabili. I protagonisti delle Olimpiadi di Roma del ‘60, nelle quali l’Italia, per prima, introduce la partecipazione paralimpica. Lo sport, dunque, ha contribuito alla crescita del Paese, a regalarci momenti di gioia, di orgoglio, di appartenenza. Così come accade sempre ascoltando risuonare l’inno italiano in una premiazione. Tutto questo si rinnoverà ancora una volta con i giochi di Milano – Cortina. La diffusione dello sport, oltre al messaggio di pace, amicizia, inclusione che esprime, è un potente antidoto alla violenza giovanile e alle droghe”. Infine, un m,essaggio per i giovani: “Abbiamo di fronte problemi vecchi e nuovi, accresciuti dall’incertezza del contesto internazionale che attraversiamo. Entriamo, inoltre, oggi, in un tempo in cui tutto diventa globale e interdipendente, dall’economia, all’ambiente, al clima, alle rivoluzioni tecnologiche che investono le nostre vite, ai rischi delle pandemie, alle reti del terrorismo integralista. Ma nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia. Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. Qualcuno - che vi giudica senza conoscervi davvero - vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna”. (31 DIC - gci)

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