All'indomani dell'operazione lampo statunitense, che ha permesso di catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores, entrambi incriminati dal tribunale distrettuale meridionale di New York per narcoterrorismo, traffico di droga e uso di armi da guerra, cominciano a essere chiare le intenzioni di Donald Trump. Quest'ultimo, infatti, ha annunciato che il Venezuela sarà governato temporaneamente da un gruppo di figure americane e venezuelane fino a una "transizione sicura".
Maduro, ammanettato e portato sulla nave militare Uss Iwo Jima, è arrivato in aereo nella serata di ieri alla base della Guardia Nazionale Aerea Stewart a Newburgh, a New York. A scortarlo fuori dall'aereo sono stati agenti dell'FBI, secondo quanto riportato dall'AFP. Successivamente, Maduro e Flores sono stati trasportati in elicottero all'eliporto Westside di Manhattan, secondo il New York Times. L'elicottero è atterrato in un eliporto lungo il fiume Hudson, nella zona ovest di Manhattan. Maduro, sottoposto a rigide misure di sicurezza a Manhattan, è stato portato prima negli uffici della Drug Enforcement Administration (DEA) e poi al Metropolitan Detention Center, la stessa struttura federale a Brooklyn.
Nell'operazione, ha fatto sapere un alto funzionario venezuelano che ha parlato sotto anonimato con il New York Times, sarebbero almeno 40 i morti, tra militari e civili. Sul versante statunitense, il tycoon ha detto sabato su Fox News che nessun soldato americano è rimasto ucciso, anche se ci sarebbero alcuni feriti.
Numerose le conseguenze dell'azione USA, a partire dalla revoca delle restrizioni ai voli relative allo spazio aereo dei Caraibi imposte proprio dagli Stati Uniti. A dirlo su X è stato il segretario statunitense ai Trasporti, Sean Duffy. Inoltre, la scelta dell'Amministrazione Trump ha innescato proteste in molte città, in particolare in metropoli come Washington, New York, Boston, Chicago e Los Angeles, dove alcune centinaia di persone hanno marciato, intonato slogan e sventolato bandiere venezuelane. Reazioni anche da parte dei Paesi sudamericani. Il governo colombiano ha convocato una riunione dei ministri degli Esteri della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici per definire una posizione sul raid, ma per ora manca la data della riunione.
Adesso, l'attenzione è focalizzata sul futuro del Venezuela. L'unica cosa certa, nell'incertezza generata dall'attacco, è che la Corte Suprema di giustizia venezuelana ha ordinato che la vicepresidente esecutiva Delcy Rodrìguez assuma la carica di presidente ad interim.
CASO TRENTINI. Dopo il raid statunitense in Venezuela, è cresciuta la preoccupazione per Alberto Trentini (arrestato a novembre 2024), cooperante veneziano detenuto da oltre 400 giorni nel carcere El Rodeo di Caracas. Al riguardo il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, stanno seguendo con particolare attenzione la questione, insieme a quella di tutta la comunità italiana in Venezuela. Ieri, su X, l'inquilino della Farnesina ha infatti dichiarato: “Continuo a seguire da vicino e in raccordo con il Presidente del Consiglio gli sviluppi della situazione in Venezuela con particolare riguardo alla sicurezza della comunità italiana. Stiamo monitorando attraverso la nostra Ambasciata ed il Consolato a Caracas ogni necessità per i nostri connazionali. La comunità italiana è da sempre parte essenziale del popolo venezuelano cui siamo legati da vincoli storici di amicizia”. Nello specifico, in Venezuela gli italiani presenti sono circa 160.000, come riferito dall’ambasciatore a Caracas Giovanni Umberto De Vito, tra emigrati, doppi passaporti, imprenditori e turisti. Quest'ultimo, a RaiNews24 ha detto ieri che “la nostra prioritaria preoccupazione è ovviamente l’incolumità dei nostri connazionali, a cui raccomandiamo di restare in casa”. L'ambasciatore ha proseguito spiegando che “siamo in contatto e siamo mobilitati attraverso i due consolati, quello di Caracas e quello di Maracaibo. Per il momento non abbiamo particolari segnali da parte dei connazionali e stiamo monitorando costantemente la situazione”. Preoccupazione per Trentini e per gli italiani in Venezuela è stata espressa anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein. (4 GEN - gci)




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