Proseguono i colloqui di pace a Parigi che, dopo il vertice dei Volenterosi tenutosi ieri, ospita oggi il dialogo tra le delegazioni ucraina e statunitense per cercare di giungere a un accordo. “Oggi Rustem Umerov ha già presentato un rapporto iniziale sul lavoro del team negoziale ucraino in Francia”, ha scritto su X il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky: “Ci aspettiamo, in particolare, che vengano discusse le questioni più difficili del quadro di base per la fine della guerra, in particolare le questioni relative alla centrale nucleare di Zaporizhzhia e ai territori. Ho anche incaricato il team di discutere possibili formati per gli incontri a livello di leader tra Ucraina, altri Stati europei e Stati Uniti. L'Ucraina non si tira indietro di fronte alle questioni più difficili e non sarà mai un ostacolo alla pace. La pace deve essere dignitosa. E questo dipende dai partner, dalla loro capacità di garantire la reale disponibilità della Russia a porre fine alla guerra. Entro la fine della giornata mi aspetto un rapporto dettagliato dal nostro team negoziale. L'Ucraina sarà rappresentata agli incontri di oggi da Rustem Umerov, Andrii Hnatov, Kyrylo Budanov, Sergiy Kyslytsya, Davyd Arakhamiia e Oleksandr Bevz”, ha dichiarato Zelensky, che intanto è arrivato a Cipro, come dichiarato da Sergii Nykyforov, portavoce del capo di Stato ucraino, citato da Ukrinform: qui il presidente ucraino incontrerà il presidente Nikos Christodoulides, l'arcivescovo di Cipro Georgios, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen; infine, in serata parteciperà alla cerimonia di avvio della presidenza di turno della Repubblica di Cipro del Consiglio dell'Ue.
Sulla Dichiarazione di Parigi firmata ieri da 35 Paesi della Coalizione dei volenterosi, che con essa si impegnano a schierare una forza multinazionale europea con il sostegno americano per mantenere la pace dopo un accordo, Steve Witkoff, che oggi guiderà la delegazione americana nei colloqui con l’Ucraina, ha riferito che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “sostiene fermamente questi protocolli di sicurezza" che mirano a "scoraggiare qualsiasi futuro attacco" in Ucraina. “Nel confermare il sostegno dell’Italia alla sicurezza dell’Ucraina, in coerenza con quanto sempre fatto, il Presidente Meloni ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del Governo italiano sul tema delle garanzie, in particolare l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno”, così si legge in una nota diramata da Palazzo Chigi: “La volontarietà della partecipazione delle Nazioni della Coalizione alla Forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell’Ucraina in caso di futuro attacco, richiamati nella dichiarazione adottata, riflettono principi più volte ribaditi dall’Italia”, così si conclude la nota. Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “diverse migliaia” di soldati che potrebbero essere inviati in tale forza multinazionale, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz dall’Eliseo ha avanzato l’idea di dispiegare forze “in un Paese Nato vicino all’Ucraina”. Tuttavia, Merz ha rimandato le decisioni definitive a quando “saranno chiarite le condizioni” dell’accordo, pur sottolineando che “non escludiamo nulla”.
"I soldati russi svolgono sempre la sacra missione di difendere la Patria, su ordine del Signore", ha detto il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso per il Natale ortodosso: "I figli dei combattenti nell'operazione speciale possono giustamente essere orgogliosi dei loro genitori, come la Russia è sempre stata orgogliosa dei propri soldati", ha continuato. Il Ministero della Difesa della Federazione russa ha riferito su Telegram di aver neutralizzato nella notte scorsa 32 droni ucraini sul territorio nazionale, di cui uno in Crimea, annessa alla Russia nel 2014. Sempre nella notte le forze russe hanno attaccato l’Ucraina con 95 droni, come ha affermato l’aviazione militare ucraina, che ne ha abbattuti 81. Nell’attacco ucraino, specificatamente nella regione russa di Belgorod – dove è anche scoppiato un incendio in un deposito di prodotti petroliferi –, è stata segnalata la morte di un civile da parte del governatore Vyacheslav Gladkov; due morti invece in un attacco russo nell’oblast di Zaporizhzhia, come dichiarato dal capo dell'amministrazione regionale Ivan Fedorov. (sio - 7 gen)
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