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Ddl violenza sessuale, Valente (Pd): tensione unitaria sia su tempi che su consenso

Roma, 7 gen - “Positiva intanto è la volontà di arrivare in aula entro gli inizi di febbraio, quindi quanto prima, di accelerare i tempi, di lavorare a partire dalla volontà espressa già alla Camera di costruire unanimità su un testo, quindi la tensione unitaria resta. Noi, come Partito democratico in modo particolare, abbiamo sottolineato che per noi quel testo è il testo dal quale vorremmo partire, perché per noi è un testo che va bene, ma non ci siamo chiusi, se dovesse essere necessario, pur di mantenere però il cuore del provvedimento, e su questo punto abbiamo registrato un orientamento abbastanza unanime, cioè la volontà di esplicitare che è violenza sessuale tutte le volte in cui non c'è consenso”. Così Valeria Valente, senatrice Pd, al termine della seduta della Commissione Giustizia sul ddl, approvato dalla Camera, che prevede l’introduzione nel Codice penale del principio del consenso nella definizione di violenza sessuale. Il testo, frutto di un’intesa Meloni-Schlein, doveva essere approvato in via definitiva dal Senato lo scorso 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma i senatori di maggioranza della Commissione giustizia hanno chiesto ulteriore tempo per approfondire. “Adesso – sottolinea Valente - il tema è come scriverlo, in maniera da essere più puntuali possibili e prestare meno il fianco ad eventuali critiche, sapendo che ovviamente stiamo trattando una materia delicata, ne siamo tutti consapevoli, ma c’è la tensione a volerlo scrivere il meglio possibile, dando così una mano a chi sarà domani chiamato sostanzialmente ad applicare la norma. Abbiamo registrato – ribadisce la senatrice dem - questa volontà sia rispetto tempi sia acclarando che il cuore del provvedimento nessuno lo vuole mettere in discussione”. “Noi – conclude Valente - chiediamo alla maggioranza ovviamente di avanzare, essendo la maggioranza che ha chiesto di rimettere in discussione il testo uscito dalla Camera, che per noi andava bene, quindi è la maggioranza che ci deve dire come intende cambiarlo e noi su quella proposta ragioneremo e diremo la nostra: ci siamo dati i tempi per formulare eventuali emendamenti, un'altra seduta la settimana prossima è stata convocata, questo però lo dirà la presidente. Quindi siamo fiduciosi che il testo arriverà alla luce”. (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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