Un discorso ampio e articolato il primo di papa Leone al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Per il Papa è preoccupante sul piano internazionale, "la debolezza del multilateralismo. A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo - ha detto - una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile" ma la si ricerca "mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile". Il Papa, nel suo lungo discorso, ha richiamato l’importanza del diritto umanitario internazionale, il cui "rispetto non può dipendere dalle circostanze e dagli interessi militari e strategici. Il diritto umanitario, oltre a garantire, nelle piaghe della guerra, un minimo di umanità, è un impegno che gli Stati hanno preso. Esso deve sempre prevalere sulle velleità dei belligeranti, al fine di mitigare gli effetti devastanti della guerra, anche in un’ottica di ricostruzione. Non si può tacere che la distruzione di ospedali, di infrastrutture energetiche, di abitazioni e di luoghi essenziali alla vita quotidiana costituisce una grave violazione del diritto umanitario internazionale". La Santa Sede ribadisce con "fermezza" la "propria condanna di ogni forma di coinvolgimento dei civili nelle operazioni militari" e auspica che "la Comunità internazionale ricordi che la tutela del principio dell’inviolabilità della dignità umana e della sacralità della vita conti sempre di più di qualsiasi mero interesse nazionale", ha sottolineato il Pontefice aggiungendo che, in questa prospettiva, le Nazioni Unite hanno "mediato conflitti, promosso lo sviluppo ed aiutato gli Stati nella protezione di diritti umani e libertà fondamentali. In un mondo attraversato da sfide complesse come le tensioni geopolitiche, le disuguaglianze e le crisi climatiche l’organizzazione dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale per favorire il dialogo e il sostegno umanitario, contribuendo a costruire un futuro più giusto". Per questo si rendono "necessari sforzi affinché le Nazioni Unite non solo rispecchino la situazione del mondo odierno e non quello del dopoguerra, ma anche affinché siano più orientate ed efficienti nel perseguire non ideologie ma politiche volte all’unità della famiglia dei popoli". (Leo - 9 gen)
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