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Giornata della donna all'ONU, De Marchi: servono educazione e autonomia economica

Giornata della donna all'ONU, De Marchi: servono educazione e autonomia economica

Diritti, giustizia e azione. Con un forte richiamo alla necessità di rafforzare l’accesso alla giustizia e ai diritti per donne e ragazze in tutto il mondo, si celebra alle Nazioni Unite la 70esima sessione della Commission on the Status of Women (CSW), il più grande forum annuale dedicato alla parità di genere (9-19 marzo). Nel contesto delle iniziative per la Giornata internazionale della donna 2026 a New York è intervenuta anche Diana De Marchi, consigliera della Città metropolitana di Milano con deleghe alle politiche del lavoro, sociali e alle pari opportunità e presidente della Commissione pari opportunità e diritti civili del Comune di Milano. “È una giornata importante per ricordare le battaglie che hanno permesso alle donne di conquistare diritti fondamentali, ma anche una giornata di lotta perché la parità non è ancora stata raggiunta”, spiega De Marchi in un'intervista a 9colonne. “Se pensiamo alla giustizia sociale, l’accesso resta diseguale: nel lavoro esiste ancora un forte gender gap e a parità di competenze le donne continuano a essere discriminate”. Secondo la consigliera milanese, il tema centrale oggi è quello dell’accessibilità alle opportunità e agli strumenti. “Parliamo anche di accessibilità digitale: le donne hanno ancora meno possibilità di sviluppare competenze tecnologiche, che oggi sono fondamentali sia per il lavoro sia per accedere alle informazioni, anche su temi cruciali come la salute. Senza queste competenze si rischia di non poter esercitare pienamente i propri diritti”.

IL RUOLO DELLA SCUOLA - Un nodo riguarda anche gli stereotipi che influenzano le scelte fin dall’infanzia. “Le ricerche mostrano che già a 7-8 anni molte bambine sono condizionate da aspettative sociali che le portano a immaginare percorsi di vita ancora stereotipati. Per questo è fondamentale portare modelli positivi e lavorare con progetti strutturati nelle scuole”. Tra le priorità indicate da De Marchi c’è anche l’educazione finanziaria. “È un tema cruciale per l’autonomia delle donne. Per molto tempo la gestione del denaro è stata considerata una questione maschile: basti pensare che in Italia le donne hanno potuto avere un conto bancario a proprio nome solo dal 1975. Questo retaggio culturale pesa ancora oggi”. L’indipendenza economica, sottolinea, è anche uno strumento di libertà: “In situazioni di violenza, non avere autonomia finanziaria diventa un potente strumento di ricatto. L’educazione finanziaria deve iniziare presto per permettere a tutte le persone di essere davvero libere di scegliere la propria vita”.

POLITICHE STRUTTURALI - Partecipare alla CSW, aggiunge De Marchi, rappresenta un’occasione importante di confronto internazionale tra istituzioni, attivisti e organizzazioni della società civile. “È un contesto straordinario per capire cosa accade negli altri Paesi e condividere buone pratiche. L’Italia ha le condizioni per essere guida nei percorsi di libertà e di parità, ma questi temi devono diventare davvero prioritari”. Secondo la consigliera, servono politiche strutturali e investimenti culturali di lungo periodo. “Penso in particolare all’educazione al rispetto e alle relazioni nelle scuole, dalla prima infanzia fino alla fine del percorso scolastico. È un cambiamento culturale necessario, soprattutto in un momento storico segnato da incertezza, tensioni sociali e conflitti che rischiano di far riemergere stereotipi del passato”. “In Italia esiste una società civile molto attiva e presente anche qui a New York”, conclude De Marchi. “Ma questa partecipazione deve tradursi in azioni concrete e diffuse, perché senza un lavoro culturale profondo anche le leggi più avanzate rischiano di non essere sufficienti”. (Germana Valentini)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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