Buenos Aires - In uno scenario 2026 complesso, segnato da dazi e tensioni geopolitiche, gli accordi di libero scambio sono decisivi per diversificare i mercati e rafforzare l’autonomia strategica europea. Tra questi, è prioritaria la ratifica dell’accordo Ue-Mercosur che potrebbe avvenire nelle prossime settimane. “È un obiettivo da perseguire con determinazione per evitare i rischi di marginalizzazione e sostenere la resilienza dell’industria italiana ed europea, a maggior ragione del nostro territorio, a forte proiezione internazionale”, ha commentato la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron che ha aggiunto: “Il Mercosur è un’area fondamentale, non solo per la domanda di beni dei nostri produttori, ma anche per la fornitura di materie prime critiche per la transizione digitale, energetica ed ambientale e per l’autonomia strategica. Un’intesa che apre alle aziende l’accesso a un mercato di 270 milioni di consumatori con un risparmio di circa 4 miliardi di euro di dazi l’anno per l’Ue”. Negli ultimi cinque anni (2019-2024) le esportazioni del Veneto sono cresciute a doppia cifra verso mercati ad alto potenziale come Turchia, Emirati Arabi Uniti, Messico, Australia, Arabia Saudita. In particolare, l’export manifatturiero verso i Paesi Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay) è cresciuto in valore del 20,6%, raggiungendo 743 milioni di euro nel 2024; nell’intera area latino-americana ha toccato 1,3 miliardi (+13,7%). L’accordo Ue-Mercosur creerebbe un mercato integrato di oltre 750 milioni di persone, abbattendo le barriere doganali su oltre il 90% delle merci. L’Italia sarebbe il Paese a trarne il maggior beneficio: le esportazioni di beni e servizi aumenterebbero di circa 3,5 miliardi di dollari, soprattutto nei macchinari e apparecchiature, agroalimentare, prodotti chimici e farmaceutici, tessile e abbigliamento. (9colonne)
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