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direttore Paolo Pagliaro

MORTI SUL LAVORO
8 VITTIME IN 12 GIORNI

MORTI SUL LAVORO <BR> 8 VITTIME IN 12 GIORNI

Sono già otto le morti sul lavoro registrate in Italia nei primi dodici giorni del 2026. L’ultima vittima è Claudio Salamida, operaio di 47 anni in servizio all’acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva, deceduto a causa delle gravi lesioni riportate dopo una caduta avvenuta durante un’attività di controllo nell’impianto. I soccorsi, intervenuti sul posto, hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma senza esito.

L’incidente si è verificato questa mattina nel sito siderurgico di Taranto. Secondo una prima ricostruzione, l’operaio stava effettuando un controllo alle valvole del convertitore 3 quando avrebbe ceduto un pavimento grigliato, facendolo precipitare per diversi metri, dal quinto al quarto piano dell’impianto. Salamida, originario del Barese, lascia la moglie e un figlio.

A seguito dell’infortunio mortale, le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero. Analoga iniziativa è stata annunciata anche dall’Usb nazionale, che chiede interventi immediati per rafforzare le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Un fenomeno, quello delle morti e degli infortuni sul lavoro, che non accenna ad arrestarsi. Secondo i dati Inail aggiornati a ottobre 2025, nei primi dieci mesi dello scorso anno le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) sono state 350.849, in aumento dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nello stesso arco temporale, i decessi denunciati in occasione di lavoro sono saliti a 652, tre in più rispetto all’anno precedente (+0,5%).

Rapportando il numero degli infortuni agli occupati rilevati dall’Istat, l’Inail segnala tuttavia una diminuzione dell’incidenza infortunistica complessiva: dalle 1.688 denunce ogni 100mila occupati del 2019 si è scesi a 1.449 nel 2025, con un calo del 14,2%. Anche l’incidenza dei decessi sul lavoro mostra una lieve flessione, passando da 2,82 morti ogni 100mila occupati del 2019 a 2,69 nel 2025 (-4,6%). Resta invece stabile il peso degli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro, che rappresentano il 73,3% del totale dei decessi denunciati.

In crescita risultano anche gli infortuni in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: nei primi dieci mesi del 2025 le denunce sono state 82.101, con un aumento del 2,8% rispetto al 2024, mentre i casi mortali sono saliti a 237 (+3,9%). In forte aumento, infine, le denunce di malattie professionali, che hanno raggiunto quota 81.494, con un incremento del 10,2% su base annua.

Come accennato, quello di oggi non è il primo caso di morte sul lavoro del 2026. Pietro Zantonini, 55 anni, è deceduto nella notte tra l’8 e il 9 gennaio a causa delle temperature rigide, scese fino a –12 gradi. Originario di Brindisi, Zantonini lavorava come vigilante a Cortina d’Ampezzo in un cantiere per i Giochi Milano-Cortina 2026. Il decesso, avvenuto per un malore probabilmente legato alle condizioni climatiche estreme, si è verificato mentre l’uomo svolgeva il servizio di sorveglianza notturna allo Stadio del Ghiaccio di Cortina. (12 GEN - lug)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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