Rafforzare l’operazione “Strade Sicure” aumentando la presenza dell’Esercito sul territorio, ma senza trasformare i militari in una forza di polizia. È il terreno di confronto che si apre nel dibattito politico sulla sicurezza, con posizioni differenti nella maggioranza e una dura critica dalle opposizioni. A rilanciare l’iniziativa è la Lega: il capogruppo in Commissione Difesa alla Camera Eugenio Zoffili annuncia che “inizierà questa settimana, giovedì 15 gennaio, la discussione in Commissione Difesa della risoluzione della Lega che ho presentato, come primo firmatario, per chiedere di aumentare il numero dei militari dell’Esercito Italiano del contingente ‘Strade Sicure’”. L’obiettivo è rafforzare i presidi “nelle città, ai confini, nelle stazioni ferroviarie e nei luoghi sensibili”, ampliando l’attuale contingente di 6.800 unità “con almeno altri 1000 uomini e donne dell’Esercito Italiano”. Per Zoffili “la sicurezza viene sempre al primo posto” e il potenziamento dei militari si inserisce nel solco delle politiche del governo, che comprendono “l’assunzione di 39 mila agenti delle Forze di Polizia e il rafforzamento dei vigilantes di FS Security nelle stazioni e sui treni, fortemente voluti dal vicepremier e ministro Matteo Salvini”. Il deputato leghista auspica che la risoluzione “venga condivisa da tutte le forze politiche”, criticando chi, anche in maggioranza, “ha espresso contrarietà all’operazione ‘Strade Sicure’ e la vuole cancellare”. Più prudente la posizione di Forza Italia. Il portavoce nazionale e vicecapogruppo alla Camera Raffaele Nevi sottolinea che “la cosa più importante è aumentare la percezione di un Paese sicuro che tiene sotto controllo il proprio territorio”, mentre “gli aspetti tecnici, ovvero quali forze utilizzare, ci appassionano fino a un certo punto”. Nevi ricorda però che “da sempre i militari hanno richiesto di non essere utilizzati come forza di polizia perché hanno un altro tipo di formazione rispetto ai poliziotti”, un elemento che “va tenuto in considerazione”.
Per l’esponente azzurro il nodo centrale resta quello delle risorse: “Il punto chiave è trovare nella finanza pubblica spazi per finanziare il comparto sicurezza”. Forza Italia, aggiunge, “ha spinto e spinge per uno sforzo aggiuntivo da parte del governo per incrementare le forze di sicurezza”, puntando su “normative più efficaci, più attrezzature, più forze tecnologiche” e su un aumento degli organici “in particolare di polizia e carabinieri”, oltre a un migliore coordinamento con la polizia locale. Quanto all’idea di usare l’esercito come deterrente, Nevi riconosce che “la presenza di uomini in divisa aumenta la percezione di sicurezza”, ma ribadisce che il confronto porterà a “una decisione unitaria con l’obiettivo di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini”. All’attacco va invece l’Alleanza Verdi e Sinistra. “Di fronte ai problemi di sicurezza del Paese la destra è capace solo di dare risposte populiste”, afferma Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs in Commissione Affari costituzionali della Camera. Secondo Zaratti “la Lega batte i pugni sul tavolo per chiedere i militari nelle strade, senza ammettere che nel frattempo gli agenti delle forze dell’ordine diminuiscono e i loro stipendi languono”. Le nuove assunzioni, aggiunge, “non sono reali, ma solo sostituzione del turn over”. “Noi non vogliamo vedere l’esercito nelle strade – conclude – non siamo in emergenza democratica, a meno che la destra stessa non voglia creare le condizioni di un inesistente allarme sociale”.
(Sis)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione