Roma, 12 gen – “Intanto ringrazio tutto il Governo per l'approvazione di questo provvedimento che vede la luce dopo tanti anni, almeno dieci, in cui si sono avvicendati più di 30 provvedimenti, 31 per la precisione, che non sono arrivati a buon fine. Quindi io credo che questa sia la volta giusta per mettere un punto di partenza, che poi sicuramente è un punto in cui dobbiamo ancora lavorare tanto per dare risposte concrete, però abbiamo delle risorse certe, 257 milioni che sono stati stanziati in legge di bilancio”. Così Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il ddl sulla figura del caregiver familiare, per il “riconoscimento – sottolinea il ministro - di chi ama, cura e non vuole essere sostituito”. “C’è un limite Isee di 15 mila euro, che secondo me è basso – afferma Locatelli - penso che si possa fare nell’iter parlamentare o in futuro di più, questa è una legge importante per partire: non è stato fatto nulla prima, adesso è importante avere le basi, risorse certe, una norma che sia condivisa il più possibile e comprensiva dei bisogni di tutti, e di lì si lavora. Spero che l’iter parlamentare possa essere abbastanza snello, abbiamo chiesto una procedura d’urgenza e daremo il massimo, spero costruendo un percorso condiviso”. “Si tratta di una legge, a tutele differenziate, che parte dal caregiver familiare, convivente e prevalente, per riconoscere tutti i caregiver familiari e il loro impegno, per dare risposte, servizi e sostegni a tutti coloro che sono coinvolti” sottolinea ancora il ministro, spiegando che nel testo “sono identificati quattro profili: quello naturalmente più elevato, con un carico di cura più elevato, è quello che riceverà risorse che sono pari a 400 euro mensili o 1200 euro nel trimestre, e insieme alla parte di risorse economiche ci sono una serie di servizi di tutela e di garanzia che sono messe a disposizione dei caregiver familiari” aggiunge Locatelli, spiegando che “la fascia più alta è quella che si impegna per più di 91 ore settimanali nel prendersi cura della persona cara, poi una fascia tra le 30 e le 90 ore, poi una fascia tra le 10 e le 30 ore e una fascia che prevede che la persona possa anche non essere convivente. Questo è importantissimo per dire che le tutele differenziate abbracciano un po' i bisogni di tutti”. “La misura anche dal punto di vista economico è cumulabile sia con la 104 che con la non autosufficienza e per la prima volta diamo una risposta concreta, che secondo me è una risposta anche di dignità a tante persone che stanno aspettando” specifica il ministro, assicurando: “Oggi mettiamo un punto fermo, dal quale non si torna più indietro, dal quale poter proseguire e migliorare da qui e per il futuro proposte e misure”. (Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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