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CRANS, BERTOLASO:
TEMIAMO PER DUE FERITI

CRANS, BERTOLASO: <BR> TEMIAMO PER DUE FERITI

Sono ancora 12 i ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, feriti nell’incendio divampato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation, nella località montana di Crans Montana, in Svizzera. Due di loro “ci preoccupano particolarmente e sono sicuramente molto gravi”, ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, a margine della seduta consiliare, aggiungendo che le prossime 48 ore saranno decisive. "Per quelli che sono in terapia intensiva e in rianimazione ci sono situazioni ancora estremamente critiche”, ha detto, precisando che la problematica è di natura respiratoria: “Questi ragazzi hanno inalato sostanze estremamente tossiche e piano piano stanno venendo fuori tutti gli aspetti negativi", le parole dell’assessora. A far visita ai feriti oggi sarà anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, mentre oggi in Senato una risoluzione unitaria sottoscritta da tutti i capigruppo ha chiesto al governo di “porre in essere ogni iniziativa utile ad assicurare piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime decedute e alle persone ferite nell'incendio nelle forme dell'assistenza legale consolare, nonché a valutare la possibilità di prendere parte ai giudizi eventualmente instaurati sia in sede penale che in sede civile, compatibilmente con il rispetto del diritto internazionale e della sovranità giurisdizionale della Confederazione elvetica". Intanto in Svizzera resta in carcere il proprietario del locale della tragedia, l’imprenditore Jacques Moretti. Per lui ieri il Tribunale di Sion ha convalidato per tre mesi l’arresto perché esisterebbe un reale pericolo di fuga. La custodia cautelare, però, ha fatto sapere il Tribunale, potrebbe essere revocata in virtù di misure alternative, tra cui il pagamento di una cauzione, il ritiro del passaporto e il braccialetto elettronico.

TAJANI: FARE PIENA CHIAREZZA. “La tragedia che ha colpito questi ragazzi, quelli che ci hanno lasciato e i feriti, è anche la nostra tragedia, la nostra sofferenza”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani oggi dall’Aula del Senato, riferendo sulla strage di Capodanno avvenuta a Crans-Montana, una “ferita aperta per l’intera comunità nazionale”, come l’ha definita il capo della diplomazia italiana. “Mi sono immediatamente recato sul posto la mattina del 2 gennaio per essere vicino alle famiglie e portare la vicinanza del governo e di tutte le istituzioni”, ha dichiarato Tajani: “Poche volte in tutta la mia vita e nella mia lunga attività pubblica ho percepito e condiviso un dolore così straziante, un'angoscia così profonda”, ha proseguito, per poi aggiungere che vedere “scarpe, giacconi e oggetti personali per terra” dentro al locale Le Constellation è stato “un colpo al cuore”. In questa occasione il vicepremier ha voluto ringraziare la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “con la quale sono stato da subito in contatto, per il supporto e il momento di ricordo che ha voluto dedicare alle vittime venerdì scorso” alla Basilica Ss. Ambrogio e Carlo a Roma, ma anche “tutte le forze politiche” per “lo spirito di coesione con cui hanno seguito gli sviluppi di questa tragedia”.

“La risposta dell'Italia è stata immediata”, ha proseguito Tajani, ricordando come il Paese sia stato “in grado di garantire cure tempestive ai feriti e supporto psicologico alle famiglie, dimostrando ancora una volta l'efficienza del nostro sistema di gestione delle emergenze”.  Il titolare della Farnesina ha ringraziato “i nostri territori” che hanno messo a disposizione le proprie strutture e risorse per far fronte all’emergenza, così come “tutto il personale diplomatico” e tutti coloro che lavorano all’ambasciata a Berna e al consolato generale a Ginevra, che hanno “dato il massimo per fornire assistenza umana”. Sugli italiani ancora feriti Tajani ha dichiarato: “Saremo al loro fianco, non li abbandoneremo”, per poi spiegare che “sarà un percorso lungo, purtroppo, ma verrà fatto tutto il possibile affinché questi ragazzi, grazie al lavoro dei nostri medici e infermieri, possano tornare accanto ai loro affetti”.

“Questo governo sta seguendo fin dall’inizio, con la massima attenzione, l’evolversi delle indagini” in Svizzera e in Italia, ha proseguito il vicepremier: “Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto, anche alla luce dei comportamenti di negligenza che sono evidenti agli occhi di tutti", ha ribadito, per poi dichiarare che “è giusto che l’Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo” perché si tratta di una “ferita inferta a tutte le famiglie italiane”. Tajani ha assicurato “piena collaborazione e sostegno istituzionale” alle indagini e rinnovato “l’impegno dello Stato affinché sia fatta piena luce su ciò che è accaduto durante la notte di San Silvestro”, un impegno “su cui vigileremo ogni giorno affinché sia fatta giustizia”, ha continuato, aggiungendo: “Non solo per un doveroso senso di giustizia, ma per assicurare che tragedie simili non si ripetano mai più”.

Dopo l’informativa del ministro si sono susseguiti gli interventi di altri senatori che hanno sottolineato alcuni aspetti già citati da Tajani, ma anche evidenziati di nuovi. Bisogna “respingere fermamente ogni tentativo di rovesciare la responsabilità sui giovani stessi”, ha detto Ilaria Cucchi (Avs): “Le tragedie non accadono perché i giovani si divertono”, ma “quando i luoghi non sono sicuri” e “le norme non vengono rispettate”, ha aggiunto. Della stessa opinione è la senatrice Anna Rossomando (Pd), che ha dichiarato come “libertà e sicurezza non sono in contraddizione”. Michaela Biancofiore (CI) ha parlato di “ecatombe” rispetto all’episodio, mentre Maurizio Gasparri (FI) ha sostenuto che la Svizzera “nel suo complesso dovrà mostrarsi vicina all’Italia” ed “essere vicina alle famiglie che hanno pagato le conseguenze” dell’incendio. “Deve essere fatta luce non solo per onorare” Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Emanuele Galeppini e Sofia Prosperi, “ma anche per coloro che oggi lottano per la sopravvivenza”, ha detto poi Sandro Sisler (FdI).

Infine è stata approvata all’unanimità la risoluzione su Crans-Montana, firmata da tutti i capigruppo del Senato, dove si ritiene “necessario e doveroso assicurare pieno e continuo sostegno - anche in sede giudiziaria - alle persone coinvolte e ai familiari delle persone decedute, con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento e dal diritto internazionale”. L’idea di un documento bipartisan sulla questione era stata proposta dal senatore del Partito democratico Francesco Boccia. (13 gen-mol-sio)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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