di Paolo Pagliaro
In un Parlamento politicamente disarmato, con l’iniziativa legislativa ormai monopolizzata dal governo, fa notizia il progetto di legge bipartisan presentato oggi da una deputata di Fratelli d’Italia e da una senatrice del Pd. Chiara Colosimo presidente della Commissione antimafia, ed Enza Rando, che nella commissione guida il comitato dedicato ai minori, hanno condiviso una proposta per sottrarre al loro destino bambini e ragazzi cresciuti in famiglie mafiose.
Si tratta di trasformare in legge il protocollo ‘Liberi di scegliere’, già avviato da tempo in Calabria e a Catania dal magistrato Roberto Di Bella, che ha consentito a molti adolescenti e alle loro madri di distaccarsi dagli ambienti criminali tramite percorsi sociali e di protezione. Come ha spiegato lo stesso Di Bella , ai giudici capita spesso di dover processare prima i padri poi i figli, perché la cultura mafiosa è ereditaria. Negli ultimi anni , il Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria ha gestito decine processi per reati di associazione mafiosa, omicidio o tentato omicidio a carico di imputati minorenni. I ragazzi vengono usati anche per ricattare, minacciare e talvolta uccidere i familiari che hanno scelto di collaborare con la giustizia. Il progetto di legge prevede per i minori e le loro madri il trasferimento in luoghi protetti, misure di vigilanza e protezione, eventuale uso di documenti di copertura, supporto psicologico e scolastico, provvedimenti per il reinserimento sociale e l’integrazione. In questi anni hanno collaborato alla riuscita del programma che ora dovrebbe diventare legge l’associazione Libera e, con i fondi dell’otto per mille, la Conferenza episcopale.




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