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direttore Paolo Pagliaro

L’AQUILA E' DA OGGI
CAPITALE DELLA CULTURA

L’AQUILA E' DA OGGI  <BR> CAPITALE DELLA CULTURA

Un viaggio profondo tra le radici dei territori e la forza della loro identità culturale: oggi L’Aquila inaugura ufficialmente l’anno da Capitale italiana della Cultura 2026 all’Auditorium della Guardia di Finanza, alla solenne presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella il cui discorso sancirà ufficialmente l’inizio delle celebrazioni.  Tra gli interventi istituzionali sono previsti quelli del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi, che ha raccolto il testimone da Agrigento, e del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. La direzione artistica di Leonardo De Amicis ha immaginato una struttura narrativa che trasforma la scaletta in un’opera corale che racconta il territorio appenninico, L’Aquila e il suo dialogo con Rieti, le origini, la ricostruzione civile e spirituale e l’eredità celestiniana. La cerimonia “inaugura ufficialmente un anno simbolico per la città e per il Paese. Un evento corale – ha spiegato De Amicis - che unisce musica, parola e immagini, affidato a grandi interpreti e alle eccellenze artistiche del territorio. Un racconto civile e culturale che attraversa la storia, la rinascita e la visione futura dell’Aquila. La cerimonia si configura come un atto fondativo: non una celebrazione, ma un impegno condiviso verso il tempo nuovo della cultura”. Il filo conduttore della cerimonia è rappresentato dalle eccellenze che condividono un legame profondo con l’Abruzzo e che hanno sposato con entusiasmo il progetto culturale. Il cast vanta infatti radici aquilane e forti connessioni territoriali: da Giorgio Pasotti, attuale direttore artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo — ruolo ricoperto in passato anche da Simone Cristicchi, con la presidenza di Pietrangelo Buttafuoco — a Gianluca Ginoble, originario di Roseto degli Abruzzi. Il legame prosegue con Simona Molinari, cresciuta artisticamente nel capoluogo, l'attrice Viola Graziosi, già Dama della Bolla, ed il maestro Fabrizio Mancinelli, formatosi proprio all'Aquila.  Anche la direzione e la conduzione riflettono questa identità: il maestro Leonardo De Amicis è cresciuto e si è formato all’Aquila, Paride Vitale è di Pescasseroli e la famiglia di Francesca Fagnani è originaria di Cagnano Amiterno, tutti fieri ambasciatori della regione. Ampio spazio viene dedicato al concetto di “Città Multiverso” con l’intervento di Pietrangelo Buttafuoco e una lettura corale dedicata all’Abruzzo su musiche di Ennio Morricone: un omaggio doveroso al grande maestro, legato a doppio filo al capoluogo abruzzese di cui era cittadino onorario. A sostenere l’intera narrazione un’imponente massa sonora composta dalle eccellenze del territorio: i professori dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, I Solisti Aquilani, i giovani talenti del Conservatorio "Casella" dell’Aquila e i Cori Riuniti della città dell’Aquila. Per tutta la giornata, inoltre, nel centro storico si tiene un ampio programma di eventi ideati e diretti da Marco Boarino, regista internazionale di spettacolo dal vivo, come la prossima cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026; dal drone show “Sotto un unico cielo” che, attraverso coreografie luminose, raccontaà storia, identità e capacità innovativa del territorio alla parata “Il Viaggio della Luce”, guidata da Dundu (nella foto), una grande marionetta di luce “che interpreta la forza creativa e primigenia dell'uomo” con delle “molecole di luce” (suggestive figure luminose animate e accompagnate da musica dal vivo), allo spettacolo in Duomo “La Città Celestiale” con una “performance di luce aeree e a terra” a omaggiare lo spirito del capoluogo abruzzese. In serata la spettacolare accensione dell'installazione di luce “Il Faro 99”, un’opera di luce visibile da decine di chilometri di distanza. “L’inaugurazione - ha spiegato Boarino - vuole essere un gesto collettivo che parte dalla storia dell’Aquila e dalla sua identità più profonda per aprirsi al futuro. Un palinsesto pensato per la città e con la città, che trasforma le ferite in luce e la memoria in visione. La cultura diventa così spazio condiviso, capace di coinvolgere i cittadini come protagonisti attivi e di raccontare un territorio in modo inclusivo e contemporaneo. Attraverso la luce, il cielo, le piazze e i simboli che appartengono a questa comunità, celebriamo ciò che L’Aquila è stata, ciò che è diventata e ciò che può ancora immaginare, tracciando nuove traiettorie di senso e di bellezza nel cuore dell’Abruzzo”.  (17 gen – red)

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