L’orizzonte commerciale tra l’Unione Europea e il Sudamerica si trasforma radicalmente grazie alla firma del trattato con i quattro Paesi del Mercosur che promette di rivoluzionare gli scambi internazionali abbattendo oltre il 90% dei dazi doganali. Come analizza un approfondimento de La Repubblica, l'accordo commerciale apre le porte a un mercato potenziale di 300 milioni di consumatori in cui si stima un aumento del 39% dell'export europeo, pari a circa 49 miliardi di euro. Sebbene settori come l'automotive, i macchinari e il farmaceutico siano pronti a beneficiare della riduzione di tariffe che attualmente arrivano fino al 35%, grande attenzione è rivolta all'agroalimentare che vedrà protette dalla contraffazione 344 indicazioni geografiche tipiche, delle quali 57 sono italiane, garantendo così una difesa legale a eccellenze come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma. In un'intervista a La Verità, il presidente dell'Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, dichiara che “il Mercosur è certamente un buon accordo per il vino, raggiunge gli obiettivi di abbattimento delle barriere tariffarie e non tariffarie. L'apertura di nuovi mercati e la diversificazione delle esportazioni rappresentano non solo una scelta strategica, ma una necessità imprescindibile”, “le preoccupazioni del mondo agricolo europeo sono legittime, ma l'accordo raggiunto a Bruxelles con l'introduzione di un regolamento specifico su importanti clausole di salvaguardia tiene conto di queste preoccupazioni, prevedendo strumenti di intervento a sostegno del comparto”. Secondo Frescobaldi, l'intesa permetterà di superare dazi che oggi arrivano al 35%, proteggendo al contempo le eccellenze: “355 nomi di prodotti alimentari, vini e spiriti europei saranno protetti nel Mercosur e beneficeranno dello stesso livello di protezione oggi previsto nell'Ue. A conclusione del negoziato, la Commissione ha ottenuto, a nostro avviso, un importante risultato e anche il nome Prosecco sarà protetto in Brasile”. Il presidente dell'Uiv non teme l'ingresso dei prodotti argentini o brasiliani in Italia, sottolineando che “io non ho paura della competizione, quando questa è sana e giocata ad armi pari. Se i vini argentini dimostreranno di essere prodotti apprezzabili dal pubblico italiano, ben venga. Al di là di tutto, i numeri attuali dell'industria vitivinicola argentina non consentiranno mai un'invasione del nostro Paese”. Diversa è la situazione sul mercato statunitense, dove si registra un calo dell'export: “Nell'anno appena terminato stimiamo un calo del valore dell'export attorno all'8-10%. Le nostre imprese si stanno facendo in gran parte carico del dazio per non perdere quote di mercato, con i listini in calo di circa il 10%. Una situazione difficilmente sostenibile”.
“E’ uno schiaffo alle nostre produzioni”, “un boomerang per le imprese agricole” sostiene invece Coldiretti che protesterà domani, a Strasburgo, davanti alla sede del Parlamento Europeo, a partire dalle ore 9, per una nuova tappa della mobilitazione permanente dell’associazione “con l'obiettivo di bloccare le follie della Von der Leyen e della sua cerchia ristretta di tecnocrati che mettono a rischio il reddito degli agricoltori europei e 400 milioni di cittadini”. Centinaia di agricoltori soci della Coldiretti provenienti da tutta Italia si uniranno a quelli francesi della Fnsea. "La firma del Mercosur, - meglio forse “Marcosur” – si legge in una nota di Coldiretti Calabria -, poiché difende gli interessi tedeschi - senza reciprocità e le massime garanzie sui controlli è un grave danno per cittadini consumatori e agricoltori, un pericoloso precedente per tutti i futuri possibili accordi che permetterebbero così di far entrare in Europa, e finire sulle nostre tavole, cibi prodotti senza gli stessi standard sanitari, ambientali, di lavoro etico e di sicurezza alimentare per i consumatori europei, che sono richiesti agli agricoltori della Ue. Quindi no all’agricoltura merce di scambio e noi saremo in piazza per cambiarlo”. Per l'organizzazione agricola "importare prodotti che sono realizzati con regole completamente diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile riteniamo che sia un'ingiustizia non solo fatta nei confronti dell'agricoltura, ma fatta nei confronti dell'intera collettività”. (19 gen - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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