Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

FEDERICA, ANGUILLARA
TRA ‘RUMORE’ E LUTTO

FEDERICA, ANGUILLARA <BR> TRA ‘RUMORE’ E LUTTO

È un altro triste epilogo quello della vicenda di Federica Torzullo, 41 anni, scomparsa e poi ritrovata ieri nel canneto dell'azienda del marito, il 45enne Claudio Agostino Carlomagno, ad Anguillara Sabazia, vicino Roma. All'uomo, che si trova attualmente nel carcere di Civitavecchia con l'accusa di omicidio volontario, viene ora contestato anche l'occultamento di cadavere: la sua versione dei fatti non ha mai convinto gli inquirenti, motivo per cui è stato inserito sin dall'inizio nel registro degli indagati per il reato di omicidio e adesso i pm della procura di Civitavecchia, sotto la guida del procuratore Alberto Liguori, conferiranno l'incarico al medico legale per procedere con l'autopsia sul corpo della donna, l'ennesima vittima di femminicidio.

Di lei si erano perse le tracce l'8 gennaio e il giorno seguente, in seguito alla segnalazione preoccupata dei colleghi dell'ufficio smistamento delle Poste dell'aeroporto di Fiumicino, dove lavorava la donna, Carlomagno ha allertato i carabinieri. Ai militari l'uomo ha parlato di "problemi di coppia", quando in realtà i due si stavano separando, con la 41enne che avrebbe dovuto trasferirsi a breve con il figlio di 10 anni; ha raccontato poi di aver visto la donna, in casa, per l'ultima volta proprio la sera dell'8 gennaio. Fatto sta che le immagini delle telecamere testimoniano l'uscita dell'uomo dalla villetta di Anguillara la mattina successiva, per riprenderlo quindi rientrare poco dopo. Allo stesso tempo, grazie alle registrazioni è stato accertato che l’auto della donna è rimasta parcheggiata nei pressi dell’abitazione per tutto il tempo. Secondo gli inquirenti, è probabile che la Torzullo sia stata assassinata proprio è in quella notte, come ha scritto in una nota Liguori, e sotterrata in un secondo momento in un'area adiacente all'azienda familiare di Carlomagno, figlio di un'assessora del Comune di Anguillara Sabazia. Gli investigatori hanno inoltre trovato tracce di sangue nella macchina del 41enne, in varie parti della casa della coppia, sugli abiti da lavoro del marito e anche su un mezzo meccanico nel magazzino della ditta. Gli esami ematici di questi reperti sono attesi tra la fine della settimana e l'inizio della prossima, mentre si cerca ancora l'arma del delitto.

 Questo ennesimo fatto di sangue ha profondamente scosso l’opinione pubblica sia a livello nazionale che locale. Un “minuto di rumore” è stato organizzato dagli studenti del liceo Vian, insieme a quelli della sede dello stesso istituto a Bracciano (Roma), con lo scopo di tenere il più alta possibile l'attenzione sulla inarrestabile catena dei femminicidi: pochi giorni fa una donna a Muggiò (Monza e Brianza) è stata accoltellata probabilmente dal marito; il 6 gennaio una 33enne è morta a Castel Volturno (Caserta), dopo essere stata ridotta in fin di vita dal compagno durante gli ultimi giorni del 2025, un anno che ha visto, seguendo i dati registrati da "Non una di meno", 79 tentati femminicidi e 84 compiuti, l'ultimo dei quali è stato quello di Aurora Livoli, uccisa a Milano a 19 anni. Le province che hanno contato più femminicidi, transicidi, lesbicidi e suicidi indotti, come si legge sul sito dell'organizzazione, sono quella di Milano (15), Napoli (8), Roma e Torino (6).

"Ci stringiamo alla famiglia di Federica Torzullo. Siamo attoniti per il ritrovamento del suo corpo. L’ennesimo femminicidio che fa male, che tocca il cuore di tutta la comunità di Anguillara e del Lazio. Mi auguro che la giustizia faccia rapidamente il suo corso", queste le parole condivise sui social dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca per commentare quanto avvenuto ad Anguillara. “Un uomo integrato nella comunità, un imprenditore con un’azienda di famiglia, uno definito da tutti ‘per bene’. Ciò che sconvolge del femminicidio di Anguillara è proprio ciò che dovrebbe far riflettere chi ancora mette in discussione l’esistenza di una cultura patriarcale nel nostro Paese e la necessità, per esempio, di una legge sul consenso che la limiti. Se le notizie saranno confermate, Carlo Agostino Carlomagno, probabilmente in vista dell’imminente separazione immaginiamo richiesta da lei, ha ucciso e fatto sparire il corpo della moglie Federica Torzullo e poi ha cercato di depistare gli inquirenti per 10 giorni denunciando lui stesso la ‘scomparsa’ della donna e fingendo con tutti, i parenti di lei, i suoi dipendenti, normalità. Una normalità sconvolgente perché, come non ci stanchiamo di ripetere, è proprio lì che si annida la cultura del possesso e della sopraffazione maschile. È questo ciò che va compreso e rivoluzionato, attraverso un cambiamento nell’educazione che tutte e tutti abbiamo ricevuto e riceviamo. A questo serve l’educazione, a cambiare modelli di relazione, stereotipi e pregiudizi contro le donne”, ha detto invece la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Bicamerale Femminicidio. "Non possiamo più accettare che tutto passi come 'un fatto'. Verità e giustizia, ora", ha scritto invece Elonora Mattia, consigliera regionale del Lazio del Pd. (19 GEN - sio)

(© 9Colonne - citare la fonte)