Roma, 20 gen - “Noi crediamo di dover necessariamente colmare questo ritardo, che se già era un ritardo qualche anno fa, oggi dovremmo dire che è un ritardo drammatico rispetto a quello che succede sul terreno dei diritti umani nel mondo, ma direi anche nel nostro microcosmo italiano, in questo contesto globale”. Così Valeria Valente, senatrice Pd, che a Palazzo Madama ha promosso la presentazione del libro del giurista Giorgio Repetto, dal titolo “Una National Human Rights Institution per l'Italia: problemi e prospettive”. Le Istituzioni nazionali per i diritti umani nascono nel solco di una risoluzione dell’Onu del 1993, a cui l’Italia ha aderito, ma nel nostro Paese questo organismo non ha mai visto la luce La senatrice è promotrice di un disegno di legge per sollecitarne la costituzione, mentre una iniziativa analoga è stata avanzata da Lia Quartapelle alla Camera. "Credo - come ci dicono anche le pronunce degli organismi internazionali - che bisognerebbe strutturare di più gli strumenti necessari a monitorare" il rispetto dei diritti umani, "ma anche a spingere i Paesi a tutelarli di più e meglio" dice Valente, che sottolinea "l'impegno e la passione" della senatrice Valeria Fedeli, scomparsa da pochi giorni e "pioniera" del disegno di legge "che ho fatto mio e ho deciso di presentare". "Penso a un'autorità indipendente, autonoma finanziariamente, composta da personalità riconosciute e con autonomia di interventi, una autorità terza rispetto al decisore politico" spiega Valente. “Quando parliamo di diritti umani – afferma la senatrice, già vicepresidente della Commissione Femminicidio - io ovviamente mi occupo in modo particolare di violenza maschile contro le donne, quindi parto da quella violazione dei diritti umani, ma penso anche alle donne e agli uomini negli istituti penitenziari in Italia, così come penso alle tante donne vittime di guerra e di abusi, alle comunità Lgbt cui vengono negate dignità e libertà, e a tantissime condizioni di persone sempre di più diffuse nel mondo, di fronte a regimi illiberali e antidemocratici che comprimono soprattutto la libertà e rischiano di mortificare la dignità dei singoli”. “Il tema dei diritti umani – ribadisce la senatrice - oggi è più attuale che mai, credo che ancora di più si senta l'esigenza e la necessità di un luogo che possa non solo monitorare la condizione del nostro Paese rispetto a questo tema e a questa sfida, ma che possa anche essere da pungolo verso il Parlamento e le istituzioni nazionali, affinché su questo terreno non solo non si rischi mai di arretrare, ma soprattutto si possa tutti insieme, in maniera bipartisan, come vorrei sempre augurare, fare qualche passo importante e prezioso in avanti, oggi più che mai necessario”. (segue)
Diritti umani, Valente: necessaria autorità nazionale indipendente (2)
Roma, 20 gen - “Le istituzioni nazionali sui diritti umani – spiega l’autore, docente all’università di Perugia - sono realtà che ormai è diffusa a livello globale, sono presenti in più di 150 paesi nel mondo, l'Italia purtroppo al momento ha il triste primato di essere l'unico paese all'interno dell'Unione Europea che non ha ancora dato seguito alla determinazione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1993, a cui ha aderito, sull'istituzione di questa agenzia indipendente sul rispetto dei diritti. Le ragioni sono probabilmente legate a una sensibilità ancora troppo bassa su questo tema”. “Insieme a questa ragione – prosegue Repetto - può esserci da parte di qualcuno l'idea che siccome in Italia abbiamo un sistema giurisdizionale, una Corte Costituzionale funzionanti, in fondo della presenza di un'istituzione come questa non ci sia necessità. È un errore, è un errore di prospettiva perché il ruolo delle agenzie e delle istituzioni nazionali non è sovrapponibile a quello dei giudici, svolgono funzioni anche molto diverse, innanzitutto di coordinamento informativo, di composizione preventiva e quindi è bene che il Parlamento su un tema del genere, che dovrebbe essere un tema come si dice bipartisan, abbia una sensibilità e dia corso ai diversi disegni di legge che sono attualmente pendenti nelle due Camere per finalmente colmare questa lacuna”. “Insieme all'arretramento che si sta registrando anche in Europa sui temi dello Stato di diritto – sottolinea inoltre il docente - quello che al momento sembra in un vero stato di crisi è il multilateralismo, e le Istituzioni nascono all'interno di sistemi multilaterali con la funzione di unire le forze e di coordinare gli impegni degli Stati sul tema dei diritti”. “Un punto che io vorrei ribadire – conclude Repetto - è che non esiste un solo modello di istituzione nazionale sui diritti umani, ma ci sono realtà molto diverse: si va da istituzioni che svolgono prevalentemente funzioni di studio e di coordinamento ad altre, ma in Europa sono una minoranza, che svolgono una funzione di tutela effettiva come gli Ombudsman, quindi l'occasione che abbiamo qui oggi è di riflettere anche sulla varietà di queste istituzioni perché anche l'analisi a livello comparato ci permette di trovare le formule migliori per affrontare questo problema”. (Roc)
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