Roma, 20 gen - “È un progetto che rientra a pieno titolo nell’educazione affettiva e sessuale e dimostra concretamente cosa si può fare nelle scuole, partendo dalla prima infanzia, per prevenire stereotipi e violenza di genere”. Lo ha detto la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Francesca Ghirra, a margine della presentazione alla Camera di Storie Spaziali per Maschi del Futuro – Scuola Edition, iniziativa nazionale rivolta alla scuola primaria promossa da Fondazione Libellula insieme a Francesca Cavallo e ScuolAttiva Onlus. Il progetto, primo nel suo genere a livello nazionale, porterà fiabe, percorsi formativi per docenti e strumenti educativi in 250 scuole primarie, coinvolgendo migliaia di bambine e bambini, insegnanti e famiglie, con l’obiettivo di decostruire gli stereotipi di genere e promuovere modelli di maschilità “più liberi, empatici e inclusivi”. “Il lavoro di Fondazione Libellula e i libri di Francesca Cavallo sono strumenti straordinari – ha spiegato Ghirra – non solo per scardinare gli stereotipi di genere, ma anche per dare a bambini e bambine una chiave di lettura diversa del mondo, in cui non è prestabilito che le femmine debbano fare alcune cose e i maschi necessariamente altre”. Un approccio che, secondo la parlamentare, ha un valore centrale in termini di prevenzione. “Intervenire precocemente significa evitare che certi modelli si consolidino. È questo il nodo fondamentale”. Ghirra ha ricordato di aver presentato una proposta di legge sull’educazione affettiva che punta proprio ad anticipare l’introduzione di questi strumenti. “La mia proposta prevede moduli sin dalle scuole elementari, dalla prima infanzia, perché per scardinare i modelli del patriarcato bisogna agire prima che si sclerotizzino. Intervenire alle medie o alle superiori, purtroppo, spesso è già troppo tardi”, ha sottolineato. Nel dibattito pubblico e politico, ha aggiunto, il limite continua a essere l’idea che l’educazione affettiva debba iniziare solo dalle scuole medie, per di più oggi ulteriormente complicata dal tema del consenso familiare. “Da iniziative come questa emerge chiaramente che bisogna partire molto prima”, ha osservato la deputata Avs. Un ulteriore elemento di forza, secondo Ghirra, è rappresentato dal coinvolgimento dell’intera comunità educante. “Nelle scuole dell’infanzia e primarie è spesso più semplice lavorare in modo corale, perché docenti, genitori e alunni formano una comunità più compatta rispetto a quando i ragazzi crescono. Questo rende più efficace l’intervento e permette di prevenire, anziché dover poi decostruire modelli sbagliati in una fase successiva”, ha concluso.
(PO / Sis)
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