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direttore Paolo Pagliaro

TRUMP: DAZI CONGELATI
(COME LA DIPLOMAZIA)

TRUMP: DAZI CONGELATI <BR> (COME LA DIPLOMAZIA)

La crisi diplomatica sulla Groenlandia ha subito una brusca virata nelle ultime ore, passando dalla minaccia di una guerra commerciale transatlantica a un presunto "quadro per un futuro accordo". Tuttavia, mentre il presidente USA Donald Trump celebra un successo diplomatico, le dichiarazioni del Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, gettano un'ombra di scetticismo sugli effettivi progressi, evidenziando una profonda spaccatura con i partner europei sulle modalità di gestione della politica globale.

L'ESCALATION: LE DURE PRETESE DI TRUMP. La giornata di ieri a Davos è stata dominata dall'intransigenza dell’inquilino della Casa Bianca. Nel suo discorso principale al World Economic Forum, il tycoon ha ribadito la sua volontà di acquisire la Groenlandia, definendo l'operazione non negoziabile e criticando duramente gli otto paesi europei che si oppongono a questa mossa. La retorica è stata aggressiva, accompagnata dalla minaccia concreta di dazi fino al 25% sulle loro importazioni a partire dal 1° febbraio.

"È una questione di sicurezza, di super-sicurezza", ha affermato Trump, parlando di un "ottimo affare per gli Stati Uniti" legato alle risorse e alla posizione strategica dell'isola artica. Fonti vicine al summit hanno descritto un'atmosfera di sfida, con il presidente americano che ha messo alle strette gli alleati europei, accusandoli di non contribuire a sufficienza alla difesa collettiva.

LA SVOLTA IMPROVVISA E L'INCONTRO CON RUTTE. Il colpo di scena è arrivato in seguito a un incontro bilaterale con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte. Subito dopo il colloquio, Trump ha utilizzato il suo social network, Truth Social, per annunciare l'impensabile: "Abbiamo il quadro per un accordo", ha scritto. Basandosi su questo presunto accordo, The Donald ha dichiarato la sospensione immediata delle minacce tariffarie, parlando di una soluzione "molto vantaggiosa per gli Stati Uniti e per tutti i paesi membri della NATO". L'annuncio ha momentaneamente allentato la tensione, portando reazioni positive, tra cui quella del Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, che ha accolto con favore la sospensione dei dazi.

LA SMENTITA A MEZZA BOCCA DI RUTTE. La narrazione di un successo diplomatico è durata poco. Interrogato dai giornalisti, Mark Rutte ha ridimensionato drasticamente le affermazioni di Trump. Il capo della NATO ha chiarito che durante la sua conversazione con il presidente americano, la questione della sovranità danese sulla Groenlandia "non è stata sollevata". Rutte ha spiegato che il focus del loro dialogo era concentrato sulla protezione della regione artica nel suo complesso, dove l'attività di Russia e Cina è in aumento. "C'è ancora molto lavoro da fare" prima di finalizzare qualsiasi accordo, ha aggiunto, smorzando l'entusiasmo di Trump e svelando una divergenza fondamentale di vedute tra Washington e l'Alleanza Atlantica.

IL "BOARD OF PEACE" E IL RISCHIO DI UN'ASSOCIAZIONE DI AUTOCRATI. Oggi l'attenzione si sposta sul secondo evento di Trump a Davos: l'annuncio del suo "Board of Peace" (Consiglio di Pace) per Gaza. L'iniziativa, vista come un organismo parallelo e rivale delle Nazioni Unite, rischia di trasformarsi in un'associazione che aggrega nazioni con leadership autoritarie o populiste. La spaccatura con l'Europa è netta: mentre paesi come Argentina, Egitto ed Emirati Arabi Uniti parteciperanno all'evento di lancio, nazioni chiave dell'UE come Germania, Svizzera (paese ospitante) e l'Italia non hanno confermato la loro presenza. Il fatto che lo stesso Vladimir Putin, presidente russo, abbia accettato l'invito a "studiare" la partecipazione la dice lunga sulla direzione che sta prendendo l'iniziativa. In un contesto di incertezza, l'Europa si ritrova a gestire un'amministrazione americana che preferisce accordi bilaterali e showmanship ai canali diplomatici tradizionali, lasciando la questione della Groenlandia in un limbo pericoloso.

(22 GEN – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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