L’Europa ha svolto un ruolo decisivo nel garantire l’indipendenza dell’Ucraina e le critiche rivolte a Bruxelles dal presidente ucraino sono “ingenerose”. È quanto afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a margine del Forum Italia-Germania, rispondendo alle domande sulle dichiarazioni di Volodymyr Zelensky a Davos. Secondo Tajani, l’Unione europea “ha fatto di tutto” per sostenere Kiev, assicurando un appoggio costante non solo sul piano politico e diplomatico, ma anche su quello finanziario e militare. Un impegno che, sottolinea il ministro, ha contribuito in modo determinante a difendere la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa. Per questo motivo, Tajani respinge la lettura critica arrivata dal presidente ucraino nei confronti dell’Europa. “Dire che l’Europa non abbia fatto abbastanza – osserva – non è una valutazione generosa”, rimarcando come il sostegno europeo sia stato continuo e strutturato, sia a livello di singoli Stati membri sia attraverso le iniziative comuni dell’Unione.
MERCOSUR. L’accordo sul Mercosur è uno strumento fondamentale per rafforzare la politica commerciale europea e sostenere in modo concreto l’export delle imprese italiane e tedesche ha detto inoltre il titolare della Farnesina. “Italia e Germania hanno approvato l’accordo sul Mercosur perché abbiamo il dovere di sostenere una politica commerciale che dia sbocco alle nostre attività produttive”, ha spiegato Tajani, sottolineando come l’intesa rappresenti una risposta concreta alle esigenze di crescita e competitività dei due principali sistemi industriali dell’Unione europea. “Per quanto riguarda l’Italia, questo accordo porterà un incremento di circa 14 miliardi di euro del nostro export”, ha aggiunto.
Secondo il ministro, l’intesa con i Paesi del Mercosur si inserisce in un quadro di relazioni economiche “profonde, fondate su un’interdipendenza industriale e su catene del valore fortemente integrate”, che richiedono oggi più che mai una visione comune europea. Tajani ha evidenziato come Italia e Germania condividano “un modello di crescita fortemente orientato all’export” e come, nonostante le difficoltà del contesto internazionale e la presenza dei dazi, “i dati dimostrino che possiamo continuare a fare molto di più”. Da qui l’obiettivo indicato dal governo italiano di raggiungere “700 miliardi di euro di export entro la fine del 2027”, anche attraverso una maggiore presenza europea nei mercati più dinamici e in quelli emergenti. In questo contesto, ha concluso Tajani, la cooperazione commerciale tra Roma e Berlino è parte integrante della strategia di “diplomazia della crescita”, con la Germania che resta “un Paese chiave e il primo mercato di destinazione dell’export italiano”. (23 GEN - alp)
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