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ANTISEMITISMO, VERSO
TESTO BASE DDL

ANTISEMITISMO, VERSO <Br> TESTO BASE DDL

 "Non dobbiamo fare una legge con la clessidra, ma nemmeno girando la clessidra continuamente così non si capisce quando finisce il tempo. Sarebbe stato bello fare la legge domani, quando cade il Giorno della Memoria, tuttavia domani sarà adottato il testo base, attraverso una sintesi di due ddl: dovrebbero essere quelli dei senatori Romeo e Scalfarotto, di due schieramenti diversi, che sono sovrapponibili". Ad affermarlo il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che ha promosso in Sala Zuccari il convegno “Antisemitismo. Una tragedia che non finisce”, organizzato dalla Fondazione Italia Protagonista. La discussione generale sul testo si dovrebbe chiudere il 5 febbraio in Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti scade il 10 febbraio. “Ci metterei la firma ad andare in Aula a marzo. Stiamo attenti a non superare i tempi previsti”, dice Gasparri. “Sono aperto a ogni confronto, non sono attaccato al testo mio, ce ne sono 7-8, l'importante è una sintesi e fare una legge che riguardi l'antisemitismo. Non confondere mille argomenti, ci saranno altre occasioni per affrontare altri temi di odio e quant'altro. Questa deve essere una legge che sanzioni in maniera più severa l'antisemitismo che purtroppo ha ripreso corpo e presenza nel dibattito e nella polemica quotidiana. E questo non si può sopportare in maniera inerte" sottolinea Gasparri, per poi aggiungere: “Ci sono diverse sensibilità, ma dire che deve essere distrutto lo Stato di Israele mi sembra un atteggiamento antisemita, che non vuol dire criticare un governo, quello lo possono fare tutti in Israele ogni giorno.  Discuteremo di alcuni aspetti, però mi pare che la maggior parte dei testi siano orientati soprattutto nel ricevimento di una dichiarazione internazionale (quella dell’Ihra, International Holocaust Remembrance Alliance,ndr), che già il governo Conte riprese, e quindi portata nella legge dà dell'antisemitismo una definizione che a livello internazionale è stata accolta da molti paesi  e quindi è una legge di principio, non cancella questa piaga però fa capire quanto sia grave la discriminazione". Tra gli ospiti del convegno il senatore dem Graziano Delrio, firmatario  di un ddl per il contrasto all’antisemitismo non condiviso dal suo partito, che ne ha presentata un altro. in merito alla definizione dell'Ihra, Delrio spiega: "Avevo proposto una assunzione della definizione parziale solamente in alcuni campi, altri progetti di legge l'assumono completamente. Di certo è il punto di riferimento di tutti i paesi europei e della Commissione europea, quindi appare difficile prescindere da questa. Ecco, non si può nemmeno emendare ribadendo che le critiche al governo di Israele non sono critiche antisemite. Assolutamente. La definizione Ihra dice che la critica a Israele è legittima. Sono state dette un mucchio di sciocchezze su questo. La definizione Ihra non parla di antisionismo. La libertà di critica va mantenuta. Nel mio disegno di legge c'è un articolo apposta per favorire il dialogo, lo scambio di idee, il confronto, non i boicottaggi, non impedire di parlare alle persone, ma proprio perché ne abbiamo bisogno, la qualità della democrazia vive della capacità di stimolare il dialogo, specialmente nei luoghi come l'università o in generale nei luoghi come la cultura. Perché? La cultura e il dialogo non hanno, non devono avere barriere né limiti" afferma il senatore dem, per poi concludere: "Le diversità di vedute nel Pd sono tutte legittime. C'è chi nel Pd pensa che non sia giusto legiferare, c'è chi pensa che sia giusto legiferare sul discorso d'odio, c'è chi pensa sia giusto legiferare specificamente sull'antisemitismo. Sono punti di vista rispettabili. Purtroppo il dibattito è partito male, molto male. Io rispetto i colleghi che la pensano diversamente". “Davanti al ministero degli Interni c'è un'enoteca con le bottiglie esposte con tutti le effigi di Mussolini e di Hitler. E’ normale? Non è normale. Allora tutte queste forme di nostalgia non vanno bene, perché è un'offesa, vuol dire non capire chi erano questi soggetti e cosa è stato fatto da questi regimi. Quindi il saluto romano insieme a tutte le forme che offendono la memoria, per noi devono diventare un comportamento sanzionato penalmente, perché è una responsabilità italiana salvaguardare la memoria” così Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, che sottolinea come una legge contro l’antisemitismo non sia “un regalo, una concessione agli ebrei, ‘nel giorno della memoria regaliamogli il testo base o il Ddl perché poverini hanno sofferto’, ma deve essere un testo responsabile, ben pensato, che funziona tecnicamente da un punto di vista legale nel raccordo con altre norme.  Politicamente l'attenzione all'antisemitismo deve essere una responsabilità italiana per salvaguardare presidi di democrazia e costituzionali italiani”, i “diritti che abbiamo scritto insieme anche con il nostro sangue perché gli ebrei hanno partecipato alla liberazione dell'Italia”. Al convegno ha preso parte anche la ministra per la Famiglia e le pari opportunità, Eugenia Roccella: “La definizione di antisemitismo dell'Ihra la usiamo abitualmente da tempo, l'Unar usa questa definizione di routine, come la migliore a cui possiamo rifarci. Quindi non si tratta di una grande rivoluzione, si tratta di dare un segnale chiaro". (Roc)

  

 

 

 

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