di Paolo Pagliaro
Fa un certo effetto ritrovare nella nuova legge di bilancio, al comma 947, sconti, agevolazioni , dilazioni e simil-condoni per gli allevatori e i loro eredi chiamati a restituire parte del maltolto ai tempi delle quote latte e delle relative truffe ai danni dell’Unione Europea. Accadeva circa trent’anni fa, quando si scoprì che in Italia – a differenza che negli altri paesi - si superava sistematicamente il tetto assegnato per limitare le eccedenze di produzione.
Il risultato furono sanzioni per quasi 5 miliardi di euro, comprese quelle decise dalla Corte di Giustizia nei confronti dello Stato per aver pagato le multe al posto degli allevatori inadempienti. Le “quote latte” rappresentano una pesante e costante eredità nei conti pubblici. Del denaro versato a Bruxelles per multe che avrebbero dovuto pagare i trasgressori. più di un miliardo non è stato mai recuperato e questo spiega perché se ne torna a parlare – con una certa rassegnazione - anche nella legge di bilancio di quest’anno.
C’è da dire che gran parte dei 36.000 allevatori italiani aveva rispettato le norme, acquistando o affittando quote, mentre le cartelle esattoriali per il recupero delle multe hanno riguardato una minoranza. Ma si tratta di una lobby politicamente agguerrita, decisiva nei successi elettorali della Lega lombardo-veneta e ben rappresentata dal voto con cui recentemente gli eurodeputati hanno stoppato l’accordo commerciale con il Mercosur. continuando a confondere interesse nazionale e rendite di posizione.





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