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direttore Paolo Pagliaro

REFERENDUM: NIENTE
VOTO AI FUORI SEDE

REFERENDUM: NIENTE <br> VOTO AI FUORI SEDE

Niente voto per i fuori sede al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo: in Commissione Affari costituzionali alla Camera, nel corso dell’esame del decreto legge recante Disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2026, sono state bocciate tutte le proposte emendative delle opposizioni, tra cui quelle sulla possibilità di concedere il voto in loco a chi abita fuori dal comune di residenza. In mattinata il Pd, tramite la segretaria Elly Schlein, aveva chiesto con forza che la maggioranza accogliesse queste proposte: “Siamo in un Paese che ha visto l’astensionismo andare oltre il 50%” aveva detto la leader dem, ricordando le sperimentazioni fatte in precedenza e aggiungendo che “non c'è un motivo al mondo adesso per tornare indietro, non ci sono scuse, i tempi ci sono”. "Il governo non vuole permettere ai cittadini fuorisede di votare al referendum e si nasconde dietro presunte esigenze tecniche. Si assuma la responsabilità di dire che questa è una scelta politica. Il governo non può dirci oggi, come ha fatto la sottosegretaria Ferro, che non ci sono i tempi tecnici perché ha scelto lui di anticipare il voto del referendum, ignorando una raccolta firme popolare che ha raggiunto numeri altissimi, così sacrificando una più ampia informazione, una più ampia partecipazione e il diritto al voto dei fuorisede. Altrettanto inaccettabile il fatto che la sottosegretaria abbia derubricato e sminuito il tema, come fosse un diritto marginale che spetta a pochi" afferma la deputata M5S Vittoria Baldino, componente della commissione Affari Costituzionali. Filiberto Zaratti, deputato di Avs, parla invece di “un vero e proprio schiaffo della destra ai fuorisede”. Al termine dei lavori della Commissione Wanda Ferro, sottosegretaria all’interno, assicura che non è così: “Non c'è nessun pensiero, retroscena, se non una questione tecnica che i Comuni non riuscirebbero ad espletare. Credo ovviamente che non ci sia nessuna volontà di penalizzare i fuori sede” dice Ferro, sottolineando che le sperimentazioni “hanno visto numeri per noi importanti, 21 mila votanti fuori sede in prima battuta alla prima sperimentazione, 60 mila invece” la seconda volta, “quando abbiamo aperto anche ai lavoratori. Parliamo sempre di sperimentazione – aggiunge -  l'esigenza è quella di garantire e dare la possibilità ai Comuni di espletare tutte le procedure perché il voto deve essere sicuro, deve essere certo, non è penalizzare una parte perché non credo che i fuori sede votino solo da una parte piuttosto che dall'altra, continueremo ovviamente con le sperimentazioni ma con i giusti tempi e dandone la possibilità ai tanti Comuni italiani che in questo momento non potrebbero garantire quello che le procedure richiedono”. In merito ai rimborsi degli aerei e dei treni, sottolinea infine la sottosegretaria, “esistono, noi vogliamo che ci sia sempre una maggiore adesione, ancora di più da parte dei giovani e continueremo a mettere in campo uno strumento che sia sicuro, trasparente, credo che sia nel sentimento di ognuno di noi”. Un nuovo decreto richiesto dalle opposizioni? “Hanno avanzato questa necessità, io penso che su questo si potrà riflettere, generalmente ogni volta che si fa un decreto si apre una grande polemica, oggi invece abbiamo avuto questa richiesta”. (PO / Roc)

 

 

 

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