La crisi in Minnesota divampata dopo gli omicidi di Renee Good e Alex Pretti si arricchisce di nuovi dettagli che potrebbero rendere più complesso il mosaico investigativo sulla morte dell’infermiere divenuto il simbolo della protesta contro la politica della forza dell’ICE. Un video inedito, risalente all'11 gennaio scorso, mostra infatti Pretti coinvolto in un violento scontro con gli agenti federali appena tredici giorni prima della sparatoria fatale.
IL VIDEO DELL'11 GENNAIO: LO SCONTRO PRECEDENTE. Nelle immagini, si vede Pretti mentre urla contro gli agenti che bloccano un incrocio a Minneapolis. La tensione degenera rapidamente: Pretti prende a calci un veicolo federale, scatenando la reazione degli agenti che lo atterrano prima di disperdere la folla con i gas lacrimogeni. Un dettaglio non trascurabile emerge dai fotogrammi: mentre Pretti si allontana, è chiaramente visibile una pistola alla sua cintura. Steve Schleicher, avvocato della famiglia, ha prontamente replicato dichiarando che nulla di quanto accaduto in quell'occasione — un'aggressione subita da Pretti, secondo la sua visione — può giustificare l'uccisione avvenuta il 24 gennaio. La difesa punta sul fatto che l'infermiere non rappresentasse una minaccia immediata tale da legittimare l'uso della forza letale.
LA CONTROFFENSIVA GIUDIZIARIA: STOP AGLI ARRESTI DI RIFUGIATI. Mentre le strade di Minneapolis restano calde, la battaglia si sposta nelle aule di tribunale. Un giudice federale ha inferto un duro colpo alle direttive dell'amministrazione trumpiana, emettendo un ordine che vieta temporaneamente l'arresto di qualsiasi rifugiato in Minnesota che sia in attesa di green card e non abbia commesso reati espellibili. Il provvedimento impone inoltre il rilascio immediato di chi si trova già in custodia sotto queste specifiche condizioni. Secondo KATV, questa decisione riguarderebbe circa 5.600 persone e rappresenta un argine legale alle operazioni di massa dell'ICE.
IL CLIMA A MINNEAPOLIS. L'atmosfera in città resta elettrica. Gli agenti coinvolti nella sparatoria di sabato sono stati posti in congedo amministrativo retribuito, ma la comunità, che ha trasformato Pretti in un simbolo della resistenza, non accetta versioni che tentino di criminalizzare la vittima basandosi su precedenti scontri. La presenza della pistola nel primo video viene usata dai sostenitori delle forze dell'ordine per giustificare lo stato di allerta degli agenti, mentre i manifestanti vedono nel video la prova di una persecuzione sistematica culminata, sabato, in quella che molti hanno definito una vera e propria “esecuzione”. (29 GEN – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)



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