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La politica negli Usa?
Forza e avidità

La politica negli Usa? <br> Forza e avidità

di Paolo Pagliaro

Su Abraham Lincoln sono stati pubblicati 16 mila libri in 150 anni. Sull’appeal editoriale di Donald Trump non ci sono ancora dati ufficiali, ma secondo gli addetti ai lavori il sorpasso su Lincoln è questione di mesi. Per una generazione di studiosi e di scrittori Trump è diventato il punto di partenza per riflettere su dinamiche più ampie che riguardano la politica, la democrazia e la società contemporanee.
Secondo lo storico Mario Del Pero, che per il Mulino firma un libro intitolato “Buio Americano”, le parole di Trump concorrono a definire e, talora, stravolgere il perimetro del dicibile e dell’immaginabile. La domanda è se l’anziana e sofferente democrazia statunitense possa reggere questo urto.
Al lettore italiano Donzelli propone invece un saggio dell’economista spagnolo Andrés Rodríguez-Pose. La tesi, qui, è che Donald Trump è tornato trionfalmente alla Casa Bianca perché sempre più spesso i super-ricchi e i precari votano allo stesso modo. La sintonia elettorale tra ricchi e poveri può sembrare innaturale a chi si accontenta di pensare che la società sia divisa in classi, trascurando altre divisioni non meno decisive. A cominciare da quelle territoriali, come spiega nella prefazione, con un occhio all’Italia, il professor Filppo Barbera. Titolo del libro: “La vendetta dei luoghi che non contano”.
L’ultima citazione riguarda Don Winslow, il maestro americano del crime che torna con una raccolta di sei romanzi brevi che HarperCollins pubblica con il titolo “L'ultimo colpo”. Intervistato dalla Lettura lo scrittore dice di aver tratto ispirazione dal proprio paese in cui la politica è ormai pura espressione di forza e avidità, come nell’Atene di Aristofane.

(© 9Colonne - citare la fonte)