Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Elena del ghetto con Micaela Ramazzotti

Cinema
Una rubrica pensata per chi ama il cinema in tutte le sue forme, rivolta a spettatori appassionati e curiosi. Recensioni, interviste a registi e protagonisti, sguardi dietro le quinte e presentazioni delle pellicole in arrivo nelle sale. Una rubrica che dà la possibilità, ogni settimana, di conoscere grandi autori e nuove voci, per orientarsi tra le uscite e vivere il film prima e dopo la visione.

Elena del ghetto con Micaela Ramazzotti

Dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma, Elena del ghetto di Stefano Casertano, con protagonista Micaela Ramazzotti, arriva nelle sale distribuito da Adler Entertainment. Il film è una produzione Titanus Production e Masi Film, M74, Sound Art 23, Titanus SpA con Rai Cinema. Il soggetto è di Alessandra Kre e Francesca Della Ragione e sceneggiato dalle stesse e da Stefano Casertano. Ambientato nella capitale tra il 1938 e il 1943, Elena del ghetto porta sullo schermo la vita di Elena Di Porto, figura potente e poco conosciuta della storia romana: donna ebrea, ribelle, anticonvenzionale, che sfidò il regime fascista e l’occupazione nazista per tentare di salvare più vite possibili all’interno del ghetto. Una donna diversa, libera, coraggiosa in un tempo che non ammetteva libertà. Essere fuori dagli schemi significava rischiare isolamento e repressione: Elena però non arretra, combatte, si espone, reagisce. È questo il tratto che la distingue e che le vale il soprannome con cui viene ricordata nel quartiere: “Elena la matta”. Separata, indipendente, tira di boxe, gioca a stecca, e non teme lo scontro con i fascisti. Con l’arrivo dei nazisti, Elena entra nella resistenza. Sarà tra le prime a scoprire i preparativi per il rastrellamento del 16 ottobre 1943, ma la domanda che il film pone è radicale e umana: come può essere ascoltata una donna che tutti considerano “matta”? Micaela Ramazzotti interpreta Elena Di Porto. Con lei nel cast Valerio Aprea nel ruolo del fratello Vitale, Giulia Bevilacqua in quello di Costanza Limentani, Caterina De Angelis (Mariella Desideri), Marcello Maietta (Samuele) e Giovanni Calcagno nel ruolo del federale Romolo. Le musiche originali sono composte da Matteo Curallo (Edizioni Musicali BIXIO C.E.M.S.A.) e includono un inedito di Ermal Meta, che firma e interpreta il brano Ti verranno a chiedere di me. Stefano Casertano, regista, sceneggiatore e produttore con Elena del ghetto debutta alla regia di un film di finzione. Ha diretto documentari, tra cui Il Poeta che volle farsi Re e Gente di Amore e Rabbia. Il suo progetto immersivo Tales of the March (2023) ha fatto parte della selezione ufficiale dell’80° Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Venice Immersive. Come co-produttore, ha realizzato La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco, vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2019. Stefano Casertano è anche direttore creativo dello studio di arti multimediali Daring House con sede a Roma e Berlino, attivo nella creazione di esperienze virtuali e immersive. Ha realizzato installazioni digitali per concerti operistici, mostre ed eventi in Europa, Asia e Stati Uniti. Ha conseguito un MBA presso la Columbia University di New York con specializzazione in media e comunicazione. (red Gil)

MIROIRS NO. 3 – IL MISTERO DI LAURA

Dopo il successo internazionale di Il cielo brucia – Orso d’Argento alla Berlinale 2023 – Christian Petzold, uno dei più importanti autori del cinema europeo contemporaneo, torna sul grande schermo, dal 26 febbraio in versione originale sottotitolata, con MIROIRS NO. 3 – IL MISTERO DI LAURA, un film intimo e magnetico che esplora il trauma, la perdita e la possibilità di una rinascita. Presentato all’ultima Quinzaine des cinéastes al Festival di Cannes, Miroirs No. 3 – Il mistero di Laura conferma la coerenza poetica dell’autore che costruisce un racconto sospeso tra realtà e finzione. Miroirs No. 3 è un film sulla sopravvivenza emotiva, sul bisogno umano di inventare una nuova storia per poter continuare a vivere e ad accogliere nuovi giorni.  Protagonista assoluta del film è Paula Beer, musa di Petzold e vincitrice dell’Orso d’Argento e del Premio del Cinema Europeo per Undine. In Miroirs No. 3 offre un’interpretazione trattenuta e potentissima, dando corpo a un personaggio che attraversa il dolore con uno sguardo opaco, quasi ipnotico. Il titolo della pellicola, non a caso, rimanda al brano di Maurice Ravel Miroirs No. 3 – Une barque sur l’océan, ad evocare un viaggio interiore fatto di correnti invisibili, tempeste e momenti di quiete apparente. “Quando scrivo” dichiara Petzold “cerco sempre di immaginare che il film sia il sogno di uno dei personaggi. (…) Qui ho immaginato che una giovane studentessa di pianoforte suoni un brano di Ravel, Miroirs No. 3, e che suonando parta per un viaggio immaginario verso una famiglia in cui potrebbe essere felice. Ascoltando questa musica, si capisce che ci sono tempeste e che la barca potrebbe affondare (…) Questa è la storia del film. I tre naufraghi nuotano l'uno verso l'altro e cercano di assemblare i pezzi per costruire una zattera e approdare da qualche parte sulla terraferma. È una metafora”. Durante una gita in campagna, Laura, giovane studentessa a Berlino, sopravvive miracolosamente a un incidente stradale nel quale perde la vita il suo compagno. Profondamente scossa ma fisicamente illesa, viene accolta da Betty, una donna che ha assistito all’incidente e che le offre rifugio nella propria casa. Poco a poco, anche il marito separato di Betty e il figlio accettano la presenza di Laura, dando vita a un equilibrio fragile e quasi familiare. Ma sotto questa apparente quiete, il passato di ciascun personaggio riaffiora, costringendo Laura a confrontarsi con la propria identità e con il dolore rimosso. MIROIRS NO. 3 – IL MISTERO DI LAURA sarà al cinema in versione originale sottotitolata con Wanted – già distributore italiano di Il Cielo Brucia – dal 26 febbraio. (Red)

 LE PRIME CLIP DI "CONAN: IL RAGAZZO DEL FUTURO" SOLO IL 9, 10 E 11 FEBBRAIO AL CINEMA

Animagine, la collana nata dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment che porta al cinema gli anime del presente e del passato, è lieta di annunciare l’uscita di Conan, il ragazzo del futuro – 45° TV Anniversary, che arriverà nelle sale italiane con un evento speciale il 9, 10 e 11 febbraio. Dai capolavori dei maestri dell’animazione alle produzioni contemporanee, dai film alle serie TV, Animagine porta in sala titoli giapponesi mai arrivati nei cinema italiani, per un’esperienza indimenticabile per i fan del Sol Levante e per chi si vuole avvicinare all’animazione orientale. Conan, il ragazzo del futuro è l’unica serie animata diretta dal Premio Oscar Hayao Miyazaki. È il suo primo lavoro da regista, ma non solo: il Maestro ne curò anche il character design e mise mano allo storyboard e alle scenografie. Andata in onda in Giappone nel 1978 sull’emittente nazionale NHK, arrivò in Italia nel 1981 ed ebbe un clamoroso successo, venendo consacrata come un caposaldo dell’animazione giapponese. Arriva ora per la prima volta nelle sale italiane in 4k con un montaggio degli ultimi episodi (dal 23 al 26), pronta a far rituffare nell’infanzia gli spettatori degli anni passati e a far riscoprire a tutti sul grande schermo il suo finale emozionante e adrenalinico. Conan, Gimsy, Lana e tutti i loro amici dovranno sconfiggere Lepka, il dittatore che governa la città di Indastria grazie all’uso scellerato della tecnologia. Nelle prime clip italiane i protagonisti si trovano proprio a Indastria, da dove Lepka vuole fuggire a bordo di un enorme aereo da guerra, il Gigante. Si sentono le voci del doppiaggio italiano originale della serie, realizzato per la messa in onda degli anni Ottanta: Conan è interpretato da Marco Guadagno e Gimsy da Massimo Corizza. “Nel mese di luglio dell’anno 2008, la razza umana sfiorò la completa estinzione. In pochi istanti, le armi elettromagnetiche cancellarono più di metà degli esseri umani dalla faccia del pianeta. Il cataclisma causò uno spostamento traumatico dell’asse terrestre, e i continenti finirono quasi interamente sommersi dalle acque”. Il memorabile incipit di ogni puntata di Conan, il ragazzo del futuro dà il la alle avventure di Conan, un ragazzino che vive sull’Isola Perduta assieme al nonno. L’isola, abitata solo da loro due, è uno dei pochi affioramenti rimasti dopo l’innalzamento del livello dei mari, causato dalla cecità degli esseri umani. Un giorno, dopo essere andato a caccia di squali, Conan vede sulla spiaggia qualcosa che non ha mai visto prima: si tratta di una ragazza, che giace svenuta sulla sabbia. Il suo nome è Lana ed è approdata sull’isola perché è in fuga. Ma presto i suoi inseguitori la raggiungono, portandola via con un aereo verso Indastria, metropoli tecnologica che governa il mondo. Conan è deciso a salvarla e si getta all’inseguimento… Conan, il ragazzo del futuro intreccia avventura e riflessione in un racconto che parla di sopravvivenza, responsabilità e speranza. Al centro c’è il confronto tra un mondo dominato dalla tecnologia e dal desiderio di controllo, e un’umanità più semplice e solidale, capace di vivere in armonia con la natura. Conan, con la sua purezza e il suo coraggio, diventa il simbolo di una nuova possibilità per il genere umano: un futuro in cui la forza non sta nella distruzione, ma nella cooperazione, nell’empatia e nella scelta di proteggere ciò che rende davvero viva la civiltà. Il finale della serie, che anticipa moltissimi temi dell’attualità, è un’icona di speranza che lascia un messaggio semplice ma potente: il futuro non si conquista con la forza, ma si costruisce attraverso la cura, la solidarietà e il rispetto per il mondo che condividiamo. (red)

 

 

 

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