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Libri, in “Le foglie non cadono mai uguali” Chechile racconta noi e il Covid

Roma, 29 gen – “È un volume che racchiude e rappresenta non soltanto il tempo del Covid, ma quello che siamo stati durante quel tempo, un tempo infinito che sembrava non passare mai, che non ci dava neanche fiducia. Eppure, l'uomo ha questa capacità, ha questa capacità di saper rinsavire, di trovare la sua speranza anche nei momenti così difficili, oserei dire estremi. Ce l'abbiamo fatta”. Così Maria Teresa Chechile, infermiera e poetessa, autrice del libro dal titolo “Le foglie non cadono mai uguali”, presentato alla Camera su iniziativa della deputata Irene Manzi. “Il titolo – spiega l’autrice - è emblematico perché nasce attraverso l'osservazione di quel periodo e della natura, la natura che si era riappropriata dei suoi spazi, la natura che aveva preso proprio tutto quello che noi andavamo ad occupare o che stiamo andando ad occupare. E attraverso quel riappropriarsi dei suoi spazi, la mia attenzione in un giorno desolante, in un giorno dove tutti eravamo rintanati, si è posata un albero, un albero lungo il Viale della Vittoria di Iesi. ‘Viale della Vittoria’: già quello era emblematico di per sé, ma osservando quest'albero maestoso ho pensato alle foglie e al loro muoversi, non cadevano sempre e tutte uguali. E da lì ho capito che quella era una rappresentazione di quel momento della nostra esistenza, del nostro essere così come le foglie, come quella natura, perché noi siamo parte della natura e quella fragilità, quella caducità, quell'essere foglie cadenti e mai uguali eravamo noi in quel momento”. (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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