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direttore Paolo Pagliaro

NTDS, 1 MLD CONVIVE
CON PATOLOGIE INVISIBILI

NTDS, 1 MLD CONVIVE <br> CON PATOLOGIE INVISIBILI

Oltre un miliardo di persone nel mondo convive con malattie che restano invisibili alle priorità sanitarie globali. In occasione del World NTD Day – Giornata Mondiale delle Malattie Tropicali Neglette (Neglected Tropical Diseases, NTDs), l’Organizzazione Mondiale della Sanità richiama l’attenzione su un’emergenza sanitaria globale ancora largamente sottovalutata. Secondo l’OMS, infatti, le NTDs comprendono 21 gruppi di malattie causate da diversi agenti patogeni, in larga parte parassiti (elminti e protozoi). Sebbene siano maggiormente diffuse nelle aree tropicali e subtropicali a basse risorse, alcune NTDs sono presenti anche nei Paesi ad alto reddito, inclusa l’Italia, rappresentando una sfida sanitaria concreta anche per l’Europa. Nonostante il loro significativo impatto sanitario, sociale ed economico – come sottolinea Adriano Casulli, direttore del reparto malattie infettive parassitarie trasmesse dagli alimenti e neglette presso il Dipartimento di Malattie Infettive (DMI) dell'Istituto Superiore di Sanità -, queste patologie continuano a ricevere investimenti insufficienti in ricerca, prevenzione e controllo, rimanendo ai margini delle agende sanitarie globali. La Giornata Mondiale delle NTDs, promossa ogni 30 gennaio dall’OMS, sottolinea quindi la necessità di un impegno politico e scientifico più deciso, fondato su sorveglianza, prevenzione, accesso alle cure e ricerca, secondo un approccio integrato di One Health, capace di rispondere a una minaccia che non conosce confini geografici. L’OMS attualmente riconosce le seguenti NTDs: scabbia, malattia di Chagas (tripanosomiasi americana), tripanosomiasi africana (malattia del sonno), leishmaniasi, ulcera di Buruli, lebbra (malattia di Hansen), noma, tracoma, framboesia, micetoma, cromoblastomicosi, rabbia, dengue e chikungunya, dracunculosi (verme della Guinea), echinococcosi (alveolare, cistica), trematodiasi alimentari (clonorchiasi, opistororchiasi, fasciolosi, paragominosi), filariosi linfatica (elefantiasi), oncocercosi (cecità fluviale), schistosomosi (bilharzia), elmintiasi trasmesse nel suolo (ascariasi, ancilostomiasi, necatoriasi, tricuriasi, strongiloidosi), e teniasi/cisticercosi. Alcune delle malattie a carattere infettivo sotto l’egida delle NTDs vengono direttamente trasmessa nel territorio italiano, altre invece vengono sempre più importate tramite viaggi in aree endemiche. Il numero reale di queste infezioni è tuttavia difficile da quantificare a causa sia delle difficolta diagnostiche proprie di queste malattie, sia delle competenze cliniche sempre meno presenti sul territorio nazionale, che della mancanza di sorveglianze specifiche per molte di queste NTDs. Nel periodo 2011-2016 uno studio ha documentato 7,375 diagnosi di NTDs, dovute principalmente a leishmaniosi (2510 casi), schistosomiasi (2129), strongiloidosi (925), malattia di Chagas (598), dengue (613), ma anche teniasi/cisticercosi (358) e filariasi (243).

Alcune NTDs come dengue e chikungunya fanno parte delle arbovirosi, malattie causate da virus trasmessi da zanzare appartenenti al genere Aedes, che sono già soggette a una sorveglianza specifica nel nostro paese, ma non sono le uniche presenti tra le malattie neglette. Nel 2025 sono stati riportati 469 casi di chikungunya (85 associati a viaggi all’estero e 384 autoctoni) e 217 di dengue (213 associati a viaggi all’estero e 4 autoctoni). Alcune survey hanno rilevato che nel nostro Paese sono presenti anche tracoma, oncocerchiasi, lebbra e più recentemente opistorchiasi (trematodiasi alimentare). Inoltre, alcune tra queste NTDs sono da considerare storicamente endemiche in Italia a causa della presenza di vettori competenti (pappataci) per la leishmaniosi e di ospiti mammiferi intermedi e definitivi (ovini e cani da pastore) per l’echinococcosi cistica. In particolare l’echinococcosi cistica (malattia zoonotica parassitaria) è una delle NTDs di maggiore rilevanza in Italia con 24651ospedalizzazioni riportate nel periodo 1997-2021. In fine va menzionato, nel 2023, il primo caso autoctono in nord Italia di echinococcosi alveolare; altra malattia infettiva (diversa dall’echinococcosi cistica) con un comportamento simile a una neoplasia maligna a causa della proliferazione del parassita negli organi interni a partire dal fegato. In Italia, la sensibilizzazione, la ricerca e la formazione sulle NTDs si inseriscono in un quadro di riferimento nazionale coordinato dal Network Italiano per le Malattie Tropicali Neglette (IN-NTD), una coalizione che riunisce Istituti di ricerca, Università, Ospedali e Fondazioni e a cui afferiscono le Società scientifiche SoIPa (Società Italiana di Parassitologia) e SIMET (Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale), con l’obiettivo di promuovere un approccio integrato alla prevenzione, alla diagnosi e alla gestione delle NTDs. In occasione del World NTD Day 2026, il Policlinico Sant’Orsola -Alma Mater Studiorum Università di Bologna- il Servizio Sanitario regionale dell’Emilia-Romagna e AIFO ETS, hanno organizzato tre giornate di sensibilizzazione, formazione e confronto scientifico sulle NTDs, da oggi al 31 gennaio presso l’Auditorium Enzo Biagi e il centro DAMSLab di Bologna. L’evento, patrocinato da IN-NTD, SoIPa e SIMET, ha l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza su queste malattie e di rafforzare un approccio integrato alla loro prevenzione e gestione secondo il modello One Health di interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. La giornata di oggi è interamente dedicata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Alla realizzazione delle attività collaborerà il gruppo Young Italian Network for Neglected Tropical Diseases (Y-IN-NTD), costituito da 6 giovani ricercatori italiani afferenti alle società scientifiche SoIPa e SIMET e partner di IN-NTD. Domani, data ufficiale del World NTD Day, si terrà una giornata di approfondimento rivolta alla comunità scientifica. Medici umani, medici veterinari, biologi e specialisti provenienti da tutta Italia si confronteranno su epidemiologia, diagnosi precoce, prevenzione e strategie di controllo delle principali NTDs zoonotiche e vettoriali. Il 31 gennaio, per celebrare la giornata mondiale del morbo di Hansen (lebbra) del 25 gennaio, si terrà un corso teorico dedicato alla corretta diagnosi e cura di questa malattia negletta. A completamento delle iniziative legate al World NTD Day, l’11 febbraio il gruppo Y-IN-NTD organizzerà, nell’ambito del calendario di appuntamenti parassitologici “Date the parasite!” promossi da SoIPa, un webinar dedicato alla complessa relazione tra NTDs, cambiamenti climatici e conflitti globali. In una visione integrata di salute globale, l’incontro approfondirà l’impatto che le crisi ambientali e geopolitiche hanno sulla diffusione delle NTDs, aggravando le disuguaglianze sanitarie e ostacolando l’accesso alla prevenzione e alle cure.

 

Il Dipartimento di Malattie Infettive (DMI) dell’ISS è da anni impegnato a vari livelli nello studio e nella lotta contro queste NTDs, i patogeni che le causano e gli artropodi vettori che le trasmettono. Il DMI in particolare svolge attività di ricerca, sorveglianza e diagnosi di alcune di queste NTDs, specialmente quelle storicamente endemiche in Italia come l’echinococcosi cistica e l’echinococcosi alveolare (causate da parassiti elminti appartenenti al genere Echinococcus) e trasmesse da alimenti, acqua o per contatto mano-bocca, la leishmaniasi (causata da parassiti protozoi appartenenti al genere Leishmania) trasmessa tramite punture di insetti vettori, i flebotomi (pappataci), ma anche da altre NTDs come la dengue (causata da virus, sierotipi Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) e chikungunya (causata da virus, CHIKV), trasmesse da zanzare appartenenti al genere Aedes, come la zanzara tigre, la cui ampia diffusione nel territorio ha favorito l'insorgenza di molti focolai epidemici autoctoni di queste arbovirosi. 

Alla luce di queste emergenze sempre più ricorrenti, il DMI è stato incaricato dal Ministero della Salute, tramite il finanziamento di un Progetto CCM, di valutare la minaccia di introduzione e diffusione a livello nazionale di vettori esotici e di patogeni virali da essi trasmessi, attraverso un’attività coordinata di monitoraggio in aree sensibili e strategiche, quali i punti di ingresso, come porti e aeroporti. Relativamente agli insetti vettori di leishmaniosi, è coinvolto in progetti nazionali, finanziati dall’Europa, INF-ACT e PROVIDENT ed uno internazionale CLIMOS. Le attività sono legate al monitoraggio attivo di questi artropodi sul territorio nazionale, all’approfondimento di aspetti legati alla biologia, ecologia, prevenzione e controllo, nonché alla sensibilizzazione della popolazione nei confronti delle malattie trasmesse da flebotomi. Il DMI inoltre supporta il Sistema Sanitario Nazionale per la conferma di diagnosi di altre NTDs causate da elminti parassiti, quasi sempre importate e trasmesse da alimenti o da contatto mano-bocca, come teniasi/cisticercosi, ascariasi, e opistorchiasi. L’ISS è anche Centro di Collaborazione dell’OMS per l’echinococcosi (WHO Collaborating Centre for the Epidemiology, Detection and Control of Cystic and Alveolar Echinococcosis) e Laboratorio di Riferimento Europeo per i Parassiti nel campo della sicurezza alimentare (European Union Reference Laboratory for Parasites; EURL-P). In ultimo, a partire da questo mese, presso il “Reparto Parassitosi Alimentari e Neglette” (PAN) del DMI, è divenuto operativo il nuovo Laboratorio di Riferimento Europeo nel campo della Sanità Pubblica sugli Elminti e Protozoi (European Union Reference Laboratory for Public Health on Helminths and Protozoa; EURL-PH-HP) con il compito di coordinare i network di laboratori nazionali dei paesi europei, promuovendo le buone pratiche e l’allineamento sulla diagnostica, offrendo metodi di analisi e materiale di riferimento per contrastare possibili minacce transfrontaliere causate da patogeni parassitari (elminti e protozoi). (31 gen - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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