Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

6 MILIONI DI OBESI
ED E’ ANCORA STIGMA

6 MILIONI DI OBESI <br> ED E’ ANCORA STIGMA

L’obesità rappresenta una delle maggiori sfide sanitarie a livello europeo; si stima che in Italia circa il 47% degli adulti (23,3 milioni) è in eccesso di peso e di questi circa il 12% vive con obesità (5,8 milioni), con conseguenze importanti sulla salute e sulla qualità della vita, oltre al notevole onere economico che grava sulla società. Ma le persone obese sono ancora oggi vittime di stigmatizzazione, spesso accentuata da falsi miti e da una comprensione ancora limitata di questa condizione. Da una ricerca di Novo Nordisk, condotta in 5 Paesi europei tra cui l’Italia (intervistando 2mila adulti per paese), è emerso che il 31% degli intervistati nel nostro Paese non sa che l’Oms riconosce l’obesità come una malattia cronica; un aspetto che può alimentare l’idea sbagliata che perdere peso sia una semplice questione di mangiare meno e muoversi di più e non una condizione complessa legata a fattori genetici, fisiologici, psicologici, sociali e ambientali. Per chi convive con questa condizione, la pressione dei buoni propositi di inizio anno può alimentare un profondo senso di isolamento. L’indagine mostra infatti come, tra coloro che hanno deciso di iniziare a gennaio un percorso di perdita di peso, la mancanza di sostegno sia la difficoltà principale che li porta a desistere, citata dal 53% degli intervistati. Tanto che si parla di “quitter’s day” o “il giorno di chi molla”. Inoltre, secondo l’88% degli intervistati le persone con obesità sono vittime di stigma a causa del proprio peso. Questi risultati evidenziano il bisogno urgente di ripensare al modo in cui si parla di obesità e perdita di peso, andando oltre l’idea della responsabilità individuale e incoraggiando un approccio olistico basato sul supporto della comunità. “La cultura dei buoni propositi per l’anno nuovo, anche se mossa da buone intenzioni, rischia di rafforzare una visione semplicistica e sbagliata dell’obesità, portando le persone a colpevolizzarsi ingiustamente e a subire il peso dello stigma soprattutto quando i loro sforzi per perdere peso falliscono” commenta Iris Zani, presidente di FIAO, Federazione Italiana Associazioni Obesità. “Gestire l’obesità è un percorso coraggioso e lungo che non dovrebbe essere affrontato da soli - aggiunge Eligio Linoci, vicepresidente FIAO -. Oggi è necessario spostare l’attenzione dalla semplice perdita di peso al benessere complessivo della persona e promuovere una rete di supporto per trasformare quello che è noto come il quitter’s day, un momento delicato vissuto da molti in silenzio e solitudine, in una giornata di impegno collettivo”. Dall’indagine in Italia emerge solo poco più della metà delle persone con obesità intervistate (56%) ritiene che la società consideri l’obesità per ciò che è - una malattia cronica -, e non come scelta di vita. L'88% degli intervistati ritiene che le persone con obesità subiscano uno stigma da moderato a molto grave a causa del loro peso e l'84% pensa che i canoni estetici contemporanei abbiano un impatto negativo (da moderato a estremo) sulle persone. Il 75% delle persone con obesità concorda sul fatto che l‘attenzione dovrebbe concentrarsi maggiormente sul raggiungimento di uno stato di salute e benessere generale, invece che esclusivamente sulla perdita di peso. L'87% delle persone con obesità dichiara che questa condizione incide negativamente sulla propria salute mentale (il 73% da moderato a grave) e l'85% afferma che influenza le proprie interazioni sociali (il 70% da moderato a grave). Solo il 17% delle persone con obesità ritiene che i professionisti sanitari comprendano appieno le loro preoccupazioni e i loro problemi. (1 feb - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero